Il “padre” di Golem si avventura nel mondo virtuale per raccontare la storia di un personaggio irreale in un libro: “Le vostre miserie il mio splendore”
di Stefania Nardini
[È la prima autrice contemporanea tradotta in Ucraina con il suo romanzo Matrioska, Tullio Pironti editore, 2001. Giornalista, cura la pagina culturale Scritture & Pensieri del quotidiano “Il Corriere Nazionale” ]
E’ un mondo virtuale tridimen sionale. Gli utenti sono definiti residenti e possono usare tutto ciò che interagisce con questo spazio per creare la “Seconda vi ta”. Infatti si chiama “Second Li fe” e viene utilizzato in tutto il mondo da 12 milioni di persone. Chi sono gli “avatar”, ovvero i personaggi che vivono in questa realtà? Gente comune, ma anche politici, rockstar, imprenditori che costruiscono il loro “mondo” utilizzando i vari “accessori”. Gianluca Nicoletti ha dedicato a “Second Life” un libro, in cui nar ra le vicende di un “avatar”. Nico letti da sempre un antesignano sulle questioni massmediologi che in “Le vostre miserie, il mio splendore” (Mondadori) guida il lettore in questo universo. Dalla famosa trasmissione “Go lem” a Bitser Scarfiotti, il tuo ava tar, come vedi il tanto discusso universo di “Second Life”? “Una parentesi interessante per approfondire la mia ricerca pluri decennale sulla comunicazione e i suoi derivati e allargare lo scena rio sull’uso di quelle che chiamo “protesi emozionali”. Penso che oggi l’umanità reagisca alle diffi coltà di relazione usando appun to “protesi” che amplifichino la possibilità che l’uomo ha ancora di emozionarsi nell’ incontro di un proprio simile. Il telefono cel lulare ne è un esempio formidabi le. Senza la nostra rubrica elettro nica non abbiamo la percezione delle persone che ci cercano e che fanno parte dei nostri affetti o rapporti umani. I mondi virtua li interattivi on line, sono una più avanzata maniera di ricostruire rapporti insoddisfacenti attraver so una protesi animata antropomorfa, un pupazzetto che ci ripro duce, o rappresenta quello che vorremmo essere, che si muove in un mondo irreale popolato da altri umani nella stessa condizio ne.”
Chi é Bitser Scarfiotti? “In questo libro ho voluto tentare un gioco letterario, che in realtà è stata anche una faticosa esperien za di sdoppiamento di personali tà. Ho cercato in tutte le maniere di “pensare” come immaginavo che potesse pensare un personag gio irreale creato dal processore di un computer e come questi potesse vedere me, essere uma no, che pretendeva di comandar lo nel mondo di Second Life, mondo che per lui era la patria naturale e che io usurpavo e colo nizzavo. Per aiutarmi in questo ho rigorosamente scritto il libro da un ufficio di corrispondenza virtuale, e sempre sotto la forma di Scarfiotti. Un libro scritto “in immersione totale”.”
Però hai un concorrente, Luca Nesti, cosa vi unisce e cosa vi divide? “Ci divide il punto di vista sulle realtà virtuali: Quello di Nesti è il punto di vista dell’ artista che ha portato dentro, ad esempio, Irene Grandi. Luca privilegia l’ aspetto spettacolare e ludico di questo mondo e su questo abbiamo avu to un mitico scontro in una libre ria di Firenze da avatar a avatar. Io invece ho preferito fare mio il punto di vista di chi da dentro Second Life vede la discesa degli umani nascosti e viziosi come la peggiore delle sciagure. Il mio li bro in realtà l’ha scritto veramen te il signor Bitser Scarfiotti stan do per sei mesi dentro al mondo virtuale, per gran parte della giornata ad osservare e intervistare esseri umani.” Un avatar che si aggira in un mon do virtuale. Che sta succedendo? Se ne preoccupano i sacerdoti, gli psichiatri che osservano questo universo alternativo cogliendone anche spunti di riflessione. In due parole al lettore che non co nosce Second Life come lo racconterebbe? “Oggi una gran parte degli esseri umani usa il computer per lavora re, per la prima volta però nella storia dell’ umanità la macchina di lavoro non è solo lo strumento della nostra schiavitù, ma diven ta pure quello della nostra liber tà. Umani al lavoro attraverso i computer accesi si incontrano in un mondo comune rappresentato come un video gioco e dove ogni individuo anima il suo personag gio, ovvero l’ “avatar” che lo rap presenta. Gli avatar possono inte ragire tra loro, volare, ballare, fa re l’ amore. Alla fine gli umani si identificano talmente nel gioco dei pupazzetti animati da preferir lo al gioco (faticoso) delle relazio ni tra esseri in carne ed ossa.” Perché Scarfiotti ha finito col fare il consulente matrimoniale? “Bè è uno scherzo, ma nemmeno tanto… Pensa che il suo consulto rio matrimoniale si chiama “Ba sta che respiri”. Comunque una ragione c’è, dopo tanto tempo passato a raccogliere confidenze e storie in Second Life sono diven tato una specie di consulente per avatar, anche se non avevo più bisogno di materiale per il libro, le persone continuavano a cercar mi e raccontarmi le loro avventu re, allora ho pensato di trasforma re il mio ufficio di corrisponden za in un consultorio per avatar in crisi sentimentale. Alla fine la passione e il rapporto amoroso sono le vere molle di chi fugge dalla prima vita per costruirsene una seconda. Irreale come lo so no le passioni vissute solo con la testa”.
(da “Il Corriere Nazionale”)
Commenti
5 risposte a “Nicoletti: “Vi racconto Second Life””
E’ sicuramente questa una pagina di grande interesse, che mette a nudo una realtà, che sempre più si sta vivendo e si sta “allargando”: quella del mondo virtuale. Da un lato è positivo questo avanzamento tecnologico, che, almeno apparentemente, porta ad ampliare orizzonti e conoscenze. Ma temo che, attraverso un processo in tale “pseudorealtà”, si perdano i veri contatti umani e ci si allontani dall’ “uomo” nella sua essenzialità, dal vero senso dell’umanità, dai sentimenti più genuini… Pavento un inaridirsi ed un isolarsi dell’animo, un allontanarsi pericoloso dalla realtà, nella quale ci dobbiamo, invece, sentire fortemente immersi, attivi, solidali… Ricordo, a questo proposito, parafrasandole, le parole del grande Rousseau: se un progredire così rapido delle tecnologie, porti sempre con sé, oppure no, un parellelo sviluppo spirituale.
Mi complimento, comunque, con la bravissima e puntualissima autrice del presente testo
Gian Gabriele Benedetti
Grazie Gabriele
Stefania
Fin da piccola temevo tutto quanto allontanava l’uomo da sé stesso, dalla natura in generale. Il mondo virtuale mi fa rabbrividire perché lo avverto come una realtà seconda, in cui ormai si è totalmente inghiottiti e perduti, una “illegalità” devastante e “camorristica” del mondo sociale attuale. Sarà l’unica realtà in cui vivremo.Il prezzo da pagare è altissimo, ma purtroppo ce ne renderemo conto sempre meno, fino all’omologazione totale.
Grazie, cara Stefania, per questo articolo.Sei brava, lo sappiamo
lucetta (ormai fossile di un mondo perduto o forse solo sognato)