Perplessità su Fini perfino dall’Unità

Alla fine non ce l’hanno fatta quelli dell’Unità a reggere al loro lungo silenzio sul caso Fini. Non si sono sprecati tanto, ma una noticina sono riusciti ad imbastirla attraverso Francesco Piccolo, che titola: “L’atipico Fini presidente della Camera”. Venendo dall’Unità, merita la segnalazione.

Scrive Piccolo: “Nei prossimi mesi, Fini si prepara a essere il prota ­gonista assoluto e combattivo di una battaglia che potrebbe perfino sfociare nella costituzione di un nuovo partito. Ecco: un politico così impegnato in prima persona a lottare per cambiare la politica del centrodestra, nel costruire nuovi scenari, nell’attaccare o nel difendersi, non coincide in modo perfetto con la figura del presidente della Camera”.

Chi sa se Napolitano, che si sentì in dovere di rilasciare la nota intervista al quotidiano del suo ex partito, si sarà posta, pure lui, la domanda se Fini non abbia snaturato la sua funzione istituzionale.

Sono rimasti in pochi a non accorgersene. Per non parlare poi dello scandalo che lo coinvolge e coinvolge la sua nuova famiglia.

Dagli ultimi risultati dell’inchiesta condotta dal Giornale, appare perfino che il presidente della Camera non si sia limitato a raccomandare alla Rai i suoi famigliari affinché godessero di alcuni contratti milionari, ma abbia avuto contatti con almeno uno dei famigerati membri della cosiddetta “cricca”, l’imprenditore Piscicelli, al quale avrebbe fatto sbloccare un pagamento di 1,5 milioni di euro.

Insomma, sembrerebbe che Fini abbia usato i suoi uffici a Montecitorio per condurre anche operazioni per niente legate alla sua funzione. Operazioni poco pulite.

Leggo, sempre da Vittorio Feltri, che il Pdl tentenna e forse non chiederà le dimissioni del presidente della Camera. Per opportunismo, probabilmente.

Ma davvero c’è chi crede ancora nella lealtà dell’ex monarca assoluto di An?
Guai a lasciare in sella Fini! Sono sempre più convinto che egli sia finito nelle grinfie di un potere che lo ha stravolto, e che non sia più in grado di recuperare una piena e doverosa autonomia. È solo una mia impressione, ma prima o poi, con la pazienza della Storia, sapremo la verità su questo periodo sorprendente e oscuro di un politico che era riuscito a liberare – grazie anche a Berlusconi – il suo vecchio partito, il Msi, dall’ostracismo dei cosiddetti partiti dell’arco costituzionale.

Una verità che potremmo conoscere anche subito, se Napolitano lo volesse. Ma ancora il nostro Presidente non vede, non sente, non parla.

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