di Fabio Strafforello
“Immaginare è la nostra libertà” è un libro di circa 125 pagine diviso come segue:
Sezioni
Forme poetiche espressive e frammento di lettera.
Frasi introspettive e di concetto.
Articoli e commenti trasportati dalla via informatica al cartaceo.
Forme poetiche espressive e frammento di lettera.
La poesia, nelle varie forme in cui si manifesta, consente la creazione di immagini ed emozioni, tramite le quali l’essere umano può far rivivere i propri sentimenti, come presenze di cui avverte il palpito, fortunatamente senza poterne dare una spiegazione razionale. Senza poesia il mondo sarebbe null’altro che un oggetto senza motivo, o il solo motivo di essere un oggetto. Anche quelle persone che vivono la loro vita, o meglio il passaggio in questa dimensione, senza avvertire lo scorrere del tempo, o la percezione del mondo interiore stesso come genesi della nostra presenza, coloro hanno bisogno più di altri di emozionarsi, di percepire il mistero che li circonda, così da potersi rifugiare lontano dallo squallore del loro vivere quotidiano…
La poesia è in ogni luogo, l’ho sentita nell’apostrofe del silenzio, mostrarmi come potrei vivere con quel che ho… non c’è un pensiero che la sappia raccogliere.
Introduzione
Ho trovato un luogo dove apparire.
Non so sentire quel che penso.
Sappiate vedere quello che sentite.
Ho trovato un luogo dove sparire.
Specchio
Non so capire
chi sono
dal riflesso
d’uno specchio
rotto al vero.
Ora fuggire
a coglier tratti
come verità,
d’uno sguardo
a dare immagini
per quel che vede…
Al viver dell’uomo
sfaccettature
del suo sentire.
Ma quant’è strano
il nostro apparire.
Mi sono specchiato nei frammenti della verità… non so chi sono!
Sia pur attenti alla nostra immagine, non siamo in grado di coglierne i cambiamenti, ed è solo in ciò che la mente ci sa mostrare e cioè attraverso l’evoluzione del nostro pensiero, che sappiamo riconoscere la nostra immagine.
C’è una sensazione che ci muove a non percepire l’andare inesorabile della nostra vita, ed è la percezione che ci sia sempre qualcosa da scoprire nel nostro mondo, nella speranza di non conoscere la delusione di quello che non ci piace.
E’ da uno specchio rotto, che sovente sappiamo vedere quel che non conoscevamo di noi stessi, e riconosciamo dalle immagini frammentate, fra le paure, il lato oscuro per quello che nascondiamo dentro… non c’è occhio a poter vedere in uno specchio illuminato al buio. Ho specchiato il mio corpo e mi sono riconosciuto per quel che sono abituato a vedere, talvolta per quel che vorrei cambiare della mia stessa presenza. E’ nei tratti sospesi e rotti della mia continuità, come l’acqua mossa a muovere in un lago, poter riflettere quel che sono, è così che avverto di essere fragile come il vetro, tenuto come d’un pezzo da una apparenza e facile al mutare. Ho specchiato la mia anima, nei sogni e nelle illusioni, dove so trasformare i difetti in qualità e dove trovo la pace sia pur nell’essere insediato dai miei nemici, è li che ho scoperto quel che sono…
Non c’è immagine a poter sovrapporre, come in quello che vogliamo mostrare, quel che vedi è per ora e non potrà tornare!