Si cominciano ad accendere i riflettori sulla Rassegna di Cinema e Cultura Africana della città di Lucca “Storie dell’altro mondo” giunta oramai alla sua terza edizione.
Dal 22 al 30 novembre, infatti, prenderà il via una settimana ricca di appuntamenti con mostre, dibattiti, grandi film e concerti che avranno come minimo comune denominatore i fermenti culturali e artistici della società civile africana che si stanno ponendo prepotentemente all’attenzione della comunità internazionale.
La rassegna si propone di offrire una finestra sul mondo dove l’esperienza cinematografica può diventare un’esperienza formativa di educazione allo sguardo e al pensiero multiculturale. In particolare si vuole puntare l’attenzione sul fenomeno migratorio inteso come risorsa e non come minaccia. Educare la mente alla “diversità” significa considerare ognuno di noi come portatore sano di “differenze” perché contaminati da un’umanità portatrice di infiniti colori, infiniti volti, infinite espressioni.
L’iniziativa è promossa dall’associazione Amani Nyayo – Onlus – in collaborazione con il Centro per la Cooperazione Missionaria della Diocesi di Lucca con il patrocinio del Cesvot, cui si aggiunge il patrocinio e la collaborazione della Scuola per la Pace della Provincia di Lucca, del Comune di Capannori, della Comunità Montana della Garfagnana, del Comune di Montecarlo e con l’adesione del Comune di Lucca, Porcari, Villa Basilica e la partecipazione dei Comics Lucca and Games.
La rassegna vuole rappresentare, peraltro, un’occasione per fare rete con tutte le Associazioni che operano nel settore della cooperazione e che quotidianamente affrontano temi legati al mondo dell’accoglienza e della solidarietà.
Da lunedì 24 a mercoledì 26 novembre, al cinema Italia saranno proiettati film per le scuole medie e superiori con il commento e la testimonianza di personaggi africani.
La sera, poi, con inizio alle ore 21.30 al cinema Italia, in collaborazione con il cineforum Cinit Ezechiele 25, 17 saranno proposte 3 pellicole di registi africani “Barrakat” di Djamila Sahraoui (Miglior film africano al 16 ° Festival del Cinema Africano d’Asia e America Latina.); La colère des Dieux“” del Burkinabé Idrissa Ouedraogo e Moi et mon Blanc” di S. Pierre Yameogo. Ogni proiezione sarà accompagnata da un dibattito con esperti africani.
Appuntamenti in libreria:
Lunedì 24 novembre Presentazione del libro “Darfur, geografia di una crisi“.Incontro con l’autore Diego Marani, già redattore della rivista Nigrizia. Si occupa della newsletter “Sudan: una pace da costruire” e scrive per le riviste Altreconomia e Africa. Libreria Baroni
(Sintesi del libro: Darfur. Geografia di una crisi è il primo libro in Italia che spiega le ragioni del conflitto. È stato curato da Diego Marani, profondo conoscitore della realtà africana e già redattore della rivista Nigrizia, e ricostruisce gli avvenimenti degli ultimi anni inserendoli all’interno di un contesto sconosciuto in Italia: la lunghissima guerra civile tra Nord e Sud Sudan (durata dal 1955, anno dell’indipendenza, al 2006), gli interessi economici e politici di vecchie -Francia e Stati Uniti- e nuove potenze -la Cina-, l’allargamento del conflitto ai Paesi confinanti (Ciad, Eritrea e Repubblica centroafricana), il ruolo delle Nazioni Unite e della comunità internazionale.
Si perché il nome del Darfur è venuto a “significare -scrive l’inviato di Repubblica Pietro Veronese nella prefazione- l’impotenza dell’umanitarismo internazionale”.
“Giovi almeno questa pubblicazione, che colma in Italia un vuoto intollerabile, -conclude il giornalista di Repubblica- a ridurre il numero di quanti possono dire ‘non sapevo’”.
Martedì 25 novembre African Camelot“con l’autrice Daniela Toschi e lettura di poesie “Canti del vento del Kgalagadi“di Barolong Seboni con Marisa Cecchetti. I due interventi saranno dedicati al poeta del periodo postcoloniale, docente di letteratura inglese presso l’Università della capitale, Barolong Seboni , profondamente legato alla sua terra, si può considerare il simbolo della conciliazione di passato e presente.
Giovedì 26 Presentazione del Libro “Kalami va alla guerra” incontro con l’autore, lo scrittore e giornalista RAI Giuseppe Carrisi. Casermetta Piazza Santa Maria – Ass.ne “Cesare Viviani” e Circolo sportivo del bridge. L’opera affronta la terribile piaga costituita dall’incremento dell’utilizzo dei minori in contesti di guerra . (Sintesi del Libro: Bambini, ragazzini, ragazzi, rapiti, picchiati, terrorizzati. Costretti a imbracciare un fucile o un machete e a prendere parte alla guerra. Trasfigurati dall’orrore, da vittime a carnefici spietati, terrore dei loro stessi villaggi, delle loro stesse famiglie che essi stentano a riconoscere sotto l’effetto della droga che viene loro somministrata e che li rende ancora più feroci. Genitori, parenti, piccoli amici massacrati da bambini-combattenti, come esercizio coatto di fedeltà all’esercito che li ha arruolati e non da scelta. Altrimenti: torture, amputazioni, morte.
È accaduto, accade nelle tante zone calde dell’Africa: Sudan, Ruanda, Uganda, Sierra Leone, Congo lacerate da guerre tra eserciti e fazioni rivali.
Ragazzi usati, abusati per inermità e inconsapevolezza, allevati nell’ignoranza dell’indottrinamento e immolati al sacrificio della guerra (santa), vestiti di bombe, o mandati con l’inganno a testare la presenza di mine nei campi, mentre all’orizzonte, un attore mercenario inscena il profeta che chiama in paradiso i suoi piccoli eletti. Correndo, nell’entusiasmo della visione, centinaia di vite in sboccio sono esplose in aria. È accaduto, accade in Medioriente, Iran, Afghanistan.
Bambine, ragazzine, ragazze, vendute in cambio di qualche spicciolo, ridotte in schiavitù e avviate forzatamente alla prostituzione. Una pratica che dall’Estremo Oriente arriva fino all’Europa balcanica. “Mogli” di interi nuclei combattenti dell’Africa, ingravidate e poi abbandonate perché “l’ingombro” rallenta la marcia. Altrove, invece, costrette a gestire fino al parto il seme del loro stupratore. Matrici e incubatrici forzate di una razza diversa ed ostile alla propria, sorvegliate a vista per impedire che si tolgano la vita. Lo spettro di una tragedia che ancora aleggia sull’altra sponda dell’Adriatico. Una delle tante spietatezze della guerra in Bosnia-Erzegovina.
Questa infanzia oltraggiata è il cuore, ferito, del libro di Giuseppe Carrisi. Una denuncia delle violenze sui minori nelle zone di guerra, un’inchiesta, un dossier che fa il giro del globo e invita la coscienza collettiva a tenere alta la guardia su atrocità intollerabili, eppure perpetrate, nonostante risoluzioni e sanzioni internazionali; atrocità dietro cui ci sono troppo spesso interessi politico-economici che smascherano la complicità indiretta di paesi civili e industrializzati. Bambini di cui il libro si fa portavoce per ricordare alla società civile e alle istituzioni che in varie parti del mondo centinaia di migliaia di Kalami sono in guerra e da soli non possono uscirne. Neppure gli sforzi delle organizzazioni non governative, delle missioni religiose, da soli, possono far fronte all’immensità della tragedia.
Incontri serali:
Giovedì sera 27 novembre con inizio alle ore 21.00 a Montecarlo ex Chiesa della Misericordia “Quale cooperazione oggi? Pregi, difetti e ipocrisie “. Dibattito con Jean Christophe Servant giornalista di “Le Monde diplomatique” introduce Enrico Cecchetti Fondazione M.P.S. Nel corso della serata Visione dei film/documentari sulle Missioni in Burkina Faso e Rwanda dal titolo “Irené, Wa Ka!” di Giulio Frugoli e “A/R Rwanda Andata e Ritorno”di Matteo Marabotti
Lo stesso giorno a Massarosa, presso il teatro della parrocchia di Pian di Mommio alle ore 20.00 Aperitivo/Incontro con lo scrittore e giornalista RAI Giuseppe Carrisi a seguire la visione del film/documentario “”Kidogo’ – un bambino-soldato” realizzato da Giuseppe Carrisi. Il documentario racconta la storia vera di un piccolo Kidogò, nome di finzione di un bambino soldato(oggi professore all’Università di Padova), che tanti anni fa ha vissuto il dramma della sanguinosa guerra in Sierra Leone. La sua storia si intreccia con quella di altri bambini e bambine che, come lui, la guerra l’hanno subita in silenzio. Il film-documentario è stato presentato in anteprima al Giffoni Film Festival 2008.
Venerdì 28 novembre alle ore 21.00 presso la Sala Rappresentanza della Provincia di Lucca tavola rotonda dal titolo Africa: “L’Informazione” Diritti e rovesci di un continente ” animeranno l’incontro il giornalista di “Le Monde Diplomatique” Jean Christophe Servant e lo scrittore e giornalista della RAI Giuseppe Carrisi .
In concomitanza a Castelnuovo Garfagnana con inizio alle ore 21.00 visione del Film “Barrakat!” Miglior film africano al 16 ° Festival del Cinema Africano d’Asia e America Latina regia di Djamila Sahraoui. Dibattito con Marco Vanelli. Saletta Suffredini del Comune di Castelnuovo
Sabato 29 novembre grande chiusura al Circolo Culturale Il mattaccio di Capannoni, cena a buffet e incontro con il giornalista di “Le Monde diplomatique” Jean Christophe Servant “La protesta dell’Africa a suon di Musica” a seguire “Dugu Tighì Nanà” Gruppo senegalese di percussioni e danze africane che animerà la serata con i ritmi africani.
Massarosa c/o Agriturismo “La Ficaia” con inizio alle ore 21.00 Teatro InBìliko rappresenta “Nero” tratto da “la casa di Bernarda Alba” di Federico Garcia Lorca – Campagna “Fiocco Bianco”.
Sul sito www.diocesilucca.it, è possibile scaricare il programma completo della rassegna.
Per ulteriori informazioni o prenotazioni: Centro per la Cooperazione Missionaria diocesi di lucca, 0583/430946 (lun-ven 10.30 – 13.00); e-mail: past.missionaria@lunet.it.