Chi ancora nutra dei dubbi sul fatto che la Germania ci consideri ormai una sua colonia, dovrebbe mettere in fila i numerosi moniti che nel corso di questa campagna elettorale varie personalità tedesche hanno lanciato contro il ritorno di Berlusconi al governo. Non altrettanto hanno fatto gli altri Paesi, che magari riescono ad agire con maggiore discrezione, come ad esempio il presidente americano.
Non sono affatto un antitedesco, riconosco a questo popolo grandi capacità sia nel campo dell’arte e del pensiero che in quello economico.
E’ sufficiente, per quest’ultimo aspetto, riflettere sul successo della riunificazione tedesca che ha comportato massicci sacrifici per ricostruire la parte praticamente distrutta dal comunismo, al punto che oggi la Germania unita è tornata ad essere una delle più potenti locomotive economiche del mondo.
Però è anche un popolo che spesso non ha misura. Difetto che lo ha condotto alle atrocità dei campi di sterminio e alla mania di grandezza che ha messo in ginocchio gran parte dei Paesi europei nell’ultima guerra mondiale. Poi persa miseramente.
Oggi appare evidente come la Germania ci consideri una specie di Polonia del 1939 da occupare e magari annettere.
La totale mancanza di rispetto nei riguardi del nostro popolo, al quale si vuole impedire la libera espressione del voto alle prossime elezioni politiche, è scandalosa.
Tanta ostentazione e tanta volgare prepotenza dovrebbero indurre tutti gli schieramenti politici ad indignarsi e a respingere energicamente queste intrusioni, prescindendo dai vantaggi di parte.
Invece i silenzi di Bersani e di Monti dimostrano che la dignità del nostro popolo vale per loro molto di meno dell’asservimento alla dominazione tedesca.
Siamo tornati, come ho scritto più volte, al medioevo quando gli imperatori tedeschi scendevano in Italia a ricevere gli omaggi delle signorie e a riscuotere i numerosi balzelli.
Napolitano, il quale dovrebbe essere il difensore delle nostre libertà e della nostra dignità di repubblica indipendente, rappresentando l’Italia di fronte al mondo, come al solito tace. I suoi interventi sono sempre stati degli inutili sermoni quando all’uno quando all’altro dei nostri organi istituzionali, ormai gravemente malati e vicini al coma irreversibile, ma mai si sono levati a difendere il nostro Paese, e a difenderlo ora nel momento più prezioso e delicato della nostra democrazia.
Traggo da tutto ciò una lezione: quella che il pellegrinaggio di Monti e di Bersani a Berlino è in realtà un atto di sottomissione alla Germania, e i loro eventuali e disgraziati governi non faranno altro che eseguirne i diktat, tutti a vantaggio ovviamente della potenza tedesca.
Berlusconi è il solo a protestare, ma la sua è una voce nel deserto.
Ha la mia approvazione e il mio rispetto.