Questo è l’intervento fatto dalla nostra collaboratrice Mariapia Frigerio in occasione dell’inaugurazione della biblioteca storica di Mediobanca sul fondo messo a disposizione da Ariberto Mignoli (suo zio): più di 12.000 volumi. Una breve rassegna stampa è apparsa anche sul Corriere della Sera e sul Sole24ore. Il Corriere ha dedicato un breve filmato all’avvenimento. Complimenti alla nostra collaboratrice.(bdm)
“[…] Nelle regole che stabilì per l’uso e per il governo della biblioteca, si vede un intento d’utilità […] … ordinò che a tutti, fossero cittadini o forestieri, si desse comodità e tempo di servirsene, secondo il bisogno.
[…] … vien notato espressamente, come cosa singolare, che in questa libreria, eretta da un privato, quasi tutta a sue spese, i libri fossero esposti alla vista del pubblico, dati a chiunque li chiedesse, e datogli anche da sedere, e carta, penne e calamaio, per prender gli appunti che gli potessero bisognare; mentre in qualche altra insigne biblioteca pubblica d’Italia, i libri non erano nemmen visibili […]”.
Non è casuale questo riferimento al cap. XXII dei Promessi Sposi e alla figura del Cardinale Federigo Borromeo per parlare del fondo di Ariberto Mignoli messo a disposizione della Biblioteca Storica Mediobanca. L’aspetto che immediatamente balza agli occhi è una certa continuità illuminista che, al di là di datazioni puramente libresche, percorre la cultura e lo spirito milanese: dal cardinal Federigo, appunto, al professor Mignoli; dal ‘600 ai giorni nostri.
Del resto era proprio nell’intento di Mignoli che la sua immensa (oltre 12.000 volumi), varia e ricca collezione non rimanesse solo privata, ma divenisse un’opportunità per tutti coloro che avessero voluto venire a contatto con il sapere, la tradizione e la bellezza.
Sappiamo che Mignoli non amava definirsi collezionista, ma piuttosto raccoglitore. Il collezionista non prescinde infatti da un’idea di possesso e di “valore”. Il raccoglitore raccoglie qualsiasi cosa di suo interesse, al di là del valore intrinseco di ciò che trova. E lo fa per la sua gioia, per le sue passioni.
E di questa gioia, di queste passioni, di cui Mignoli era ricco, ne è tangibile testimonianza la sua biblioteca. Una biblioteca che è specchio dei molteplici interessi di chi l’ha creata, in cui si può trovare di tutto come ci è già stato spiegato dal dott. Coltorti.
Il raccoglitore è sì distaccato dal pensiero del guadagno e dell’investimento, ma non tralascia l’idea di bellezza. Anche se il concetto di bellezza di Ariberto Mignoli non ha nulla dell’estetica decadente. Nulla di dannunziano. E’ piuttosto, la sua, la ricerca di una corrispondenza tra spirito e forma, tra interiorità ed esteriorità, tra buono e bello: la greca kalokagathía. Un’estetica-etica naturale per la sua cultura così radicata nella tradizione ellenica da far sì che Mignoli, per un lungo periodo, eleggesse proprio la Grecia a sua seconda patria.
Del resto la scelta di molti libri dello stampatore Giovanni Mardesteig si basa proprio sul principio che la bellezza non sia fine a se stessa, ma abbia una sua utilità, come si vede nell’uso dei caratteri bodoniani così chiari e limpidi.
E furono proprio i caratteri bodoniani di Mardesteig che Mignoli scelse per omaggiare, in occasione dei suoi 75 anni, 75 amici con “Il poeta”: tre liriche di Baudelaire, Hölderling e Rilke.
Mignoli era professore, avvocato, giurista. Ma era soprattutto un grande Maestro. Maestro saggio, distaccato – pur con i suoi slanci – , e dotato di un fascino che non è dei professori né degli avvocati né dei giuristi, ma solo dei veri Maestri. Ed è per questo fascino unito a una cultura verticale (passava infatti dallo studio attento di Garcia Lorca all’interesse per le scatole di latta) che ha saputo, anche dopo l’abbandono dell’insegnamento bocconiano, conservare la reverenza di suoi “grandi” ex allievi.
Ora continuerà a esserci Maestro attraverso l’eredità che, per l’impegno di Sabina nel voler seguire il desiderio del padre, ha messo a disposizione della sua città e della Biblioteca Storica Mediobanca. L’eredità dei suoi libri che saranno la sua parola anche ora che fisicamente non c’è più, che sapranno fare di lui una persona ancora tra noi.
Così il Maestro continuerà a vivere e a esserci con la sua saggezza, il suo distacco da ogni tipo di velleità, la sua cultura, il suo fascino indiscusso e, come avrebbe detto lui ridendo usando l’espressione inglese last but not least, la sua raffinatissima ironia.
Tutto questo in terza persona, cercando di essere impersonale, distaccata.
In prima persona – come nipote – posso dire che per me resterà sempre il mio “zione”, lo zio che mi insegnava a riconoscere le Pleiadi nelle notti stellate di Mitilene.
Ancora un pensiero, un pensiero per mia madre – sorella di Ariberto – che non può essere qui perché ormai vive in un mondo irreale, un mondo incantato, dove continua ad amare il fratello e a pensarlo ancora sui suoi libri, nel suo anonimo, ma storico studio di via Agnello.
NOTA *Ariberto Mignoli è stato definito l’architetto del capitalismo italiano, l’avvocato dei salotti buoni. Si lega sempre a persone di grande cultura, come Raffaele Mattioli, il banchiere-umanista della Comit, il presidente di Mediobanca Adolfo Tino e il fondatore Enrico Cuccia. Nel ’56 fonda con Tullio Ascarelli la “Rivista delle società”, che diventa perno di conoscenze e dibattito con giuristi come Guido Rossi, Alberto Crespi, Victor Uckmar e Marchetti. Mignoli ha contribuito a tutte le principali riforme societarie: nascita della Consob, legge Draghi, Opa. E’ stato in particolare consulente delle Opa Credit-Rolo, Telecom-Olivetti, Generali-Ina. Nel 1993 è tra i cinque saggi del comitato Draghi sulle privatizzazioni. Fino al 1966 membro del consiglio di Borsa, ha fatto parte fino al 2001 del comitato scientifico Consob, ed è stato presidente dei patti di sindacato Olivetti e Cofidee, dal 1994 di quello di Mediobanca prima di diventarne presidente d’onore
Questo il calendario della giornata:
MEDIOBANCA
La Biblioteca Storica Mediobanca
Presentazione della Biblioteca e ricordo di Ariberto Mignoli
Programma
Presiede e coordina Giorgio La Malfa, Presidente del Comitato Scientifico dell’Area Storica Mediobanca
10.00 Fulvio Coltorti
(La BSM: illustrazione dell’iniziativa e funzionamento del sito; fondi Mediobanca Mignoli)
10.20 Mariapia Frigerio (Ariberto Mignoli, illuminato Maestro milanese)
10.40 Sergio Scotti Camuzzi
(Il desiderio di Ariberto per i suoi libri)
11.00 Guido Rossi
(Ariberto Mignoli, un uomo dì diritto)
11.20 Piergaetano Marchetti
(Ariberto Mignoli e la Rivista delle Società)
11.40 Renata Broggini
(Mignoli al “campo universitario” di Ginevra 1944-1945)
12.00 Gian Arturo Ferrari
(Libri antichi, biblioteche storiche e la cultura del XXI secolo)
12.20 Giorgio La Malfa (Conclusioni)
13.00 Chiusura Alberto Nagel
(Ricordo di Ariberto Mignoli)