di Bartolomeo Di Monaco
Tutti i pomeriggi, dalle 16, ma anche prima appena mi sveglio dalla pennichella, fino alle 18 e anche 19 sono immerso nella lettura di romanzi. Poca poesia, infatti, e poca saggistica.
Dopo quell’ora mi dedico alla visione di film della mia videoteca. E ciò anche dopo cena. Dunque, oggi, letteratura e cinema occupano molte ore della mia giornata e conduco una vita felice. Ciò che accade nel mondo mi rattrista ma la già mia lunga età mi ha insegnato che è difficile che qualcosa cambi. Se l’umanità ha un dna, esso è immodificabile.
Veniamo alla lettura.
Sono passati per le mie mani tanti libri, sin dalla giovane età. Difficile stimarne il numero. Soltanto da quando, negli anni Novanta, mi decisi a scrivere le mie “letture come viaggio” ne conto circa 500. Oggi continuo a leggere, ma senza lasciare più tracce, salvo che in pochi casi con piccole recensioni (minime letture-viaggio) che aggiungo a questo mio link intitolato “Narratori vari”.
Ebbene, ho avuto modo di constatare che sono rari i libri che non contengono errori di stampa. Anche nei casi di nuove edizioni dello stesso romanzo. Sembra che siano ineliminabili. Ovviamente, pure nei miei li ho trovati, ma ho la fortuna che Amazon, presso cui li edito, mi consente, ogni volta che voglio, la correzione.
Fu per questo motivo che all’inizio, mettevo nei miei libri questa scritta (che ora non metto più):
“L’autore avverte che soprattutto nei dialoghi, e qualche volta nel testo, fa uso della parlata toscana, e in particolare della parlata lucchese.
Per quanto riguarda gli errori e le sviste in cui eventualmente sia incappato in questo libro, chiede venia e ricorda quanto scrisse un illustre studioso della sua terra: “né cielo senza stelle, né libro senz’errori” (Idelfonso Nieri in “Vocabolario lucchese”, Arnaldo Forni Editore, 1981, pag. 285)”.