di Bartolomeo Di Monaco
Quando ho cominciato a scrivere il libro “Il mio cinema. Western, nazifascismo e altro”, avevo intenzione di comporre delle brevi schede su alcuni dei quasi 2.500 film che formano la mia videoteca, soprattutto quelli su cui si era maggiormente soffermata la mia attenzione. Poi, ad un certo punto, mi sono posto la domanda se fosse stato possibile scrivere qualcosa di più con l’obiettivo di dare al lettore l’opportunità di vedere il film attraverso il mio scritto. L’ho considerato un obiettivo ed una prova importanti, e forse anche del tutto innovativi. Così mi sono cimentato in questo proposito e ad un certo punto, come succede per un germoglio che deve mutarsi in pianta, il libro si è trasformato, giungendo ad una maturazione tale che, a mio giudizio, mi ha reso soddisfatto dell’impresa.
Nel sommario che si trova in principio del libro, in apertura ho posto, sotto la voce ALTRO MA IN BREVE, quella parte iniziale in cui il mio scritto si limitava ad una semplice scheda (perché distruggerlo – mi sono chiesto- se era parte del cammino?).
Poi è successo che poco prima di iniziare la sezione dedicata al Western, si è presentata l’idea che ho descritto più sopra, ossia quella di rendere lo scritto in modo tale che il lettore vedesse, in contemporanea con la lettura, anche il film. Ci sono riuscito? Spero di sì, e quella è stata la svolta del libro, che lo ha reso, sempre a mio avviso, una novità.