Credo che Berlusconi, da quando ha lasciato la guida del governo a Mario Monti, si sia reso conto che ritagliarsi un posto di primo piano nella cabina di regia della politica italiana sia assai più gratificante che fare il presidente del Consiglio.
Per varie ragioni, non ultima quella dell’odio brutale e animalesco verso la sua persona di cui si è nutrito l’opposizione, Berlusconi può fare molto di più resistendo alle sirene e rifiutando le luci della ribalta.
Il personaggio è tale, ovviamente, che riuscirà sempre ad attrarre i riflettori su di sé, ma altra cosa è se tutto ciò accadrà in assenza di ruoli istituzionali rilevanti.
Oggi un articolo di Paolo Guzzanti indica che, pur in presenza di forti concorrenti, con la chiusura senza condanna ma per prescrizione del processo Mills, a Berlusconi si sono spalancate le porte del Quirinale, e quindi potrà concorrervi.
Non sono sicuro che gli convenga cedere a questa lusinga, anche se una modifica costituzionale (di là da venire) ci introducesse in una repubblica presidenziale.
Ogni suo atto in tale veste, resusciterebbe il pernicioso antiberlusconismo che ha rovinato e inquinato la democrazia italiana.
Altra cosa è muoversi invece attraverso l’ordito lungimirante e complesso che un partito è in grado di tessere.
Non vi è dubbio, ad esempio, che Berlusconi ha oggi la possibilità di incidere molto discretamente ma anche assai efficacemente sulle scelte del governo Monti, proprio contando sul fatto che Monti sa bene che senza il sostegno del Pdl il suo governo non potrebbe sopravvivere.
Per questa strada, machiavellicamente volgendo a proprio vantaggio il disegno di detronizzarlo realizzato da Napolitano, Berlusconi potrà incidere sulla politica italiana ben più concretamente di quando era presidente del Consiglio.
Questa consapevolezza (che in lui credo sia presente) potrebbe essere in grado di consegnarci rapidamente la figura di un nuovo Berlusconi, capace di realizzare quel programma di riforme tanto conclamato e miseramente fallito.
Se si muoverà in questa direzione, lo stesso Napolitano non tarderà molto a capire di aver lanciato un involontario assist proprio all’uomo a cui intendeva togliere la guida del Paese.
Poiché in questi ultimi anni abbiamo potuto constatare che Berlusconi non è l’ottimo combattente, risoluto e tenace che ci aspettavamo, vediamo se in lui vi sia la stoffa di un Cavour.