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A quando le dimissioni di Fini?

3 Ottobre 2010

Per rendersi conto di ciò di cui stiamo parlando quando ci riferiamo a Fini, è bene ricordarci che le prime tre cariche istituzionali si definiscono super partes. E se il capo dello Stato rappresenta la Nazione, le altre due cariche rappresentano quantomeno tutti i partiti. Quando si esprimono rappresentano sempre l’intero e mai una parte.

Per fare un esempio: tra la terza carica dello Stato (Fini, presidente della Camera) e la quarta carica dello Stato (Berlusconi, presidente del Consiglio) c’è una differenza enorme.

Berlusconi è e rimane espressione di parte. Quando il capo dello Stato lo nomina capo del governo, Berlusconi, pur assumendo la quarta carica istituzionale, rimane uomo della maggioranza che lo ha espresso.

I due presidenti della Camera e del Senato, pur essendo eletti anch’essi da una maggioranza parlamentare, nel momento in cui si insediano cessano di essere uomini di parte e rappresentano tutta l’Aula di cui sono presidenti: maggioranza ed opposizione.
Berlusconi, ossia il presidente del Consiglio, non potrà mai rappresentare l’opposizione.

Le prime tre cariche dello Stato, se posso semplificare, devono la loro importanza e il loro rilievo costituzionale al fatto che rappresentano sempre e comunque l’unità del Paese.
Lo scandalo che coinvolge Fini, ossia la terza carica dello Stato, ha una speciale rilevanza proprio perché va a coinvolgere una delle tre cariche che rappresentano questa unità.

Ogni violazione della legalità, della morale, della trasparenza (mi limito a citare, a solo titolo esemplificativo, i valori che sono stati richiamati negli ultimi tempi da Gianfranco Fini) incide e penetra nel cuore stesso di tale unità. La disgrega e la infetta.

Sulla vicenda di Montecarlo varie sono le violazioni (Fini le ha chiamate leggerezze nel videomessaggio) compiute dal presidente della Camera, stando alla solida inchiesta giornalistica. Ma la colpa principale di cui si è macchiato è quella di aver mentito agli italiani. E di aver perseverato nella menzogna.

Le prove raccolte sono, infatti, schiaccianti e si deve dare atto ai vari giornalisti che si sono impegnati nell’inchiesta di essere riusciti là dove nessuno avrebbe mai pensato che riuscissero. Tutti sappiamo che le società off-shore sono costituite proprio per confondere le tracce del vero proprietario. Probabilmente lo stesso Fini non pensava che arrivassero a tanto.

In mancanza di precisi chiarimenti, dunque, che potevano emergere da una conferenza stampa che Fini ha sempre deliberatamente rifiutato, come pure da una conferenza stampa di Giancarlo Tulliani, un cittadino come me (ma non sono il solo), in presenza di una così abbondante documentazione e di numerose testimonianze, è autorizzato a concludere che Fini ci è dentro fino al collo.

Nel videomessaggio Fini ha dichiarato che se fosse emerso che il cognato era (ma vale anche per: era stato) proprietario dell’immobile, si sarebbe dimesso da presidente della Camera.

La e-mail pubblicata dall’Avanti! e la ulteriore documentazione dallo stesso prodotta lasciano capire che esse sono stati fornite da qualcuno in grado di trovare la strada giusta per accedere ai segreti che sembravano inviolabili.

Valter Lavitola rivela anche quanto ha pagato per avere certi documenti. Non meraviglia. Tutto il mondo è Paese, e di fronte al denaro sono in molti a non resistere.

Ciò che succede, ad esempio, all’interno della nostra magistratura, un autentico colabrodo, non ha lo stesso segno? Chi sa quanti hanno aperto i cassetti per la classica operazione documenti contro denaro.

E ci meravigliamo se tutto questo succede negli uffici caraibici? Sono stati bravi i nostri giornalisti, questa è la verità.

L’inchiesta giornalistica pertanto va rispettata, non denigrata e non trattata come dossieraggio. Le date finora emerse non autorizzano a pensarlo. E appare credibile che Valter Lavitola nel corso di un’indagine che sta facendo da mesi sul riciclaggio che parte anche dall’Italia e finisce nei Caraibi, e perfino nel paradiso fiscale di Saint Lucia, si sia imbattuto i questi documenti.

In qualunque modo sia riuscito a procurarseli, a me personalmente non importa, giacché è regola consolidata che un giornalista tenti con ogni mezzo. L’importante è che i documenti siano autentici. E la famosa e-mail è stata confermata dal ministro della giustizia di Saint Lucia.

Le querele che Giancarlo Tulliani e lo stesso Fini hanno minacciato e minacciano non danno le risposte che i cittadini chiedono al presidente della Camera.

Ieri, rincasando in serata, immaginavo di trovare la notizia delle dimissioni di Fini. Invece ho visto al telegiornale che è sempre al suo posto e continua a smanacciare come capopartito per dar vita al suo nuovo raggruppamento, e già ha avanzato dei freni e degli stop and go sulla riforma della giustizia.

Uno che si comporta in questo modo, può ancora fare il presidente della Camera? E Napolitano non vede, non sente e non parla?

Ho scritto qualche giorno fa che do per scontate le dimissioni di Fini e voglio sperare che arrivino nei prossimi giorni. Trovi pure la scusa che deve guidare il nuovo partito. Per me va bene. Le ombre su di lui sono molte. Scelga liberamente. Ma tolga l’incomodo.


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3 Comments

  1. Pingback by A quando le dimissioni di Fini? | Politica Italiana — 3 Ottobre 2010 @ 07:45

    […] via  https://www.bartolomeodimonaco.it/?p=14399 AKPC_IDS += “19506,”;Popularity: unranked [?] Posted by admin on ottobre 3rd, 2010 Tags: Fini-Tulliani Share | […]

  2. Commento by Mario Di Monaco — 3 Ottobre 2010 @ 11:30

    Il sistema politico italiano è diventato una giungla, invasa da esseri inselvatichiti privi di dignità e senso morale.

    Gli esempi di trasformismo di questi giorni, sia a livello centrale che periferico, l’abuso di cavilli formali per rinnegare il programma elettorale concordato, evidenziano il degrado della politica nel nostro paese.

    Alle elezioni i candidati si presentano ai cittadini con una maschera e subito dopo diventano manichini pronti ad indossare l’abito del padrone che offre di più.

    Con simili personaggi temo che non basterà procedere semplicemente con qualche riforma.

  3. Pingback by Bartolomeo Di Monaco » A quando le dimissioni di Fini? — 3 Ottobre 2010 @ 14:12

    […] Approfondimento fonte: Bartolomeo Di Monaco » A quando le dimissioni di Fini? […]

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