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Al lupo, al lupo

29 Giugno 2010

Lo sanno bene Eugenio Scalfari, Ezio Mauro e gli altri di Repubblica, e insieme a loro gli intellettualoidi del nostro Paese, che a forza di gridare Al lupo! Al lupo!, poi, quando il lupo arriverà, nessuno ci crederà più.

Sono 16 anni che lo fanno e del lupo non si è mai vista nemmeno l’ombra. Questo modo di comportarsi un effetto ce l’ha, come dice il proverbio: riduce non poco le sensibilità dei cittadini nei confronti di uno dei beni più importanti della democrazia: la libertà. In questo modo, essi si troveranno preparati a sottovalutare il momento in cui tutto ciò potrebbe succedere. Non certo con questo governo. La sinistra ha dimostrato più di una volta la sua allergia per la libertà. Credo che dopo Di Pietro sia D’Alema ad occupare la seconda posizione riguardo al numero di querele presentate ai tribunali contro la stampa. Se tanto mi dà tanto, figuriamoci che cosa succederebbe il giorno in cui Berlusconi dovesse ritirarsi e lasciare l’Italia allo sbando. La sinistra, non la batte nessuno in fatto di conquista del potere. Oggi non c’è riuscita per via di Berlusconi, che si è rivelato uno scoglio durissimo. Ma domani, senza Berlusconi?

Insomma, facciamo due più due. C’è davvero dell’irresponsabilità in costoro che gridano al lupo, al lupo, mentre nulla dicono sui buoni risultati conseguiti dal governo in economia? Proviamo a domandarci: E se lo facessero apposta? Il sospetto è lecito.

È proprio così sballata l’ipotesi che sia una strategia per quando la sinistra (Dio non voglia) salirà al potere, con un centrodestra squagliatosi come neve al sole? A quel momento, tutto questo gridare oggi Al lupo! Al lupo! avrà prodotto i suoi effetti. Nessuno si accorgerà delle libertà soppresse.

Nella maggioranza non si dovrebbe trascurare questa possibile evoluzione del quadro politico, una volta tolto di mezzo Berlusconi. Fini, in particolare, dovrebbe farci su un pensierino. Senza Berlusconi, la sinistra dilagherà.

Lo Stato in Italia regge dignitosamente di fronte ad una crisi internazionale di immani proporzioni; i capi di Stato e di governo, lodano le nostre decisioni in fatto di economia. Gli organismi di controllo internazionali certificano la bontà dell’azione di governo, e questi pazzoidi vanno urlando e blaterando che in Italia sono soppresse le libertà e nulla dicono sui riconoscimenti internazionali all’azione di governo. Qualcosa non quadra.

Sì, mi convinco sempre di più che è una strategia. Scalfari non è così stupido da consumare inchiostro per delle idiozie. È pronto a ridicolizzarsi oggi, per riscuotere l’omaggio della sinistra domani, quando le libertà saranno soppresse e nessuno se ne accorgerà.


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1 commento

  1. Commento by Mario Di Monaco — 29 Giugno 2010 @ 17:01

    Anche i mercati finanziari certificano la bontà dell’azione del nostro governo.

    Nell’asta dei BTP decennali del 28/6/2010 i nostri titoli sono stati collocati ad un rendimento lordo del 4,09%, rimasto pressoché invariato (+0,002%) e non si è registrato nessun vuoto di domanda qui .

    A differenza di quanto è accaduto nell’asta dei bond decennali spagnoli del 17/6/2010  dove i titoli sono stati collocati con un aumento del tasso di rendimento dal 4,045% al 4,864% qui  

     

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