Libri, leggende, informazioni sulla città di LuccaBenvenutoWelcome
 
Rivista d'arte Parliamone
La scampanata, il romanzo di Bartolomeo Di Monaco trasformato in testo teatrale, qui per chi volesse rappresentarlo.

Ancora sul caso Cancellieri

2 Novembre 2013

Non so che cosa scriverà domani nella sua omelia domenicale l’amico di Papa Francesco, Eugenio Scalfari. Difficile che possa contraddire l’editoriale di ieri di Ezio Mauro con il quale si chiedevano in modo perentorio le dimissioni del ministro, anche se stamani Liana Milella, sullo stesso quotidiano, mi è apparsa più tiepida, lei che per queste cose, quando accadono a Silvio Berlusconi, non sente ragioni.

Si sa che Scalfari, oltre a vantare l’amicizia di Papa Francesco, si spertica anche per dare sempre buone carte a Napolitano, prima perché sperava che lo nominasse senatore a vita, ed ora perché rinnegarla o interromperla aiuterebbe i suoi avversari. E Napolitano per quanto riguarda questo caso tace per timore che ne consegua la caduta del governo Letta.   Probabilmente Scalfari darà un colpo al cerchio e uno alla botte; difficile che si esenti dallo scriverne. Sarebbe viltà. Non me ne meraviglierei, tuttavia, ricordando la disistima che nutriva per lui il mio grande conterraneo Mario Pannunzio, tanto da richiedere poco prima di morire che non prendesse parte al suo funerale.

In attesa quindi del “doman non v’è certezza”, una cosa invece oggi appare certa: che il trattamento che si riserverà al caso Cancellieri non dovrà discostarsi da quello ricevuto da Silvio Berlusconi. La Santanchè fa un’osservazione interessante:

«La Cancellieri deve rimanere al suo posto, ma per coerenza con se stessa mandi gli ispettori alla Procura di Milano per ripristinare la giustizia sul caso della telefonata di Berlusconi in questura ».

Questo però è il minimo indispensabile. Ma non è tutta intera la giustizia che dovrebbe essere reclamata. La quale esigerebbe che, dimissioni o non dimissioni, la procura di Roma (la telefonata è stata indirizzata al Dap – Dipartimento Amministrazione Penitenziaria – con sede a Roma, e il procuratore di Torino Giancarlo Caselli ha inopportunamente messo il becco – fatto gravissimo – laddove non avrebbe dovuto metterlo) aprisse un’indagine, non la archiviasse (è del tutto simile al caso Berlusconi) e rinviasse a giudizio la Cancellieri, dopo di che dovrebbe aprirsi il processo e concludersi con una condanna uguale a quella subita da Berlusconi, carcere per 7 anni e interdizione per la stessa durata dai pubblici uffici.

Se la giustizia è uguale per tutti, essa deve valere a Milano come a Roma, quando si tratti dello stesso reato. Parlo di reato perché se reato è stata la telefonata di Berlusconi (che fra l’altro non ha fatto pressioni su alcuno, stando alle testimonianze), reato deve essere anche per la telefonata della Cancellieri al Dap di Roma.

Altrimenti, ha ragione la Santanchè, occorrerà intervenire, da parte di chi ne ha la potestà, sul processo Berlusconi onde impedirne il proseguimento per violazione del principio costituzionale secondo il quale la legge è uguale per tutti.
_________
Qui il testo integrale della telefonata con la compagna di Salvatore Ligresti.


Letto 1621 volte.


1 commento

  1. Commento by zarina — 2 Novembre 2013 @ 19:30

    Prepariamoci ad assistere ad arrampicature sugli specchi.

RSS feed for comments on this post.

Sorry, the comment form is closed at this time.

A chi dovesse inviarmi propri libri, non ne assicuro la lettura e la recensione, anche per mancanza di tempo. Così pure vi prego di non invitarmi a convegni o presentazioni di libri. Ho problemi di sordità. Chiedo scusa.
Bart