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Barbara Spinelli e il travaglismo

27 Febbraio 2010

Alla trasmissione della sfuriata tra  Travaglio da una parte e Nicola Porro e Maurizio Belpietro dall’altra, ossia ad Anno Zero, ho assistito, ascoltato e visto coi miei occhi.
Mentre Marco Travaglio sproloquiava come al solito, Nicola Porro si è inserito dicendo: «Sarà capitato anche a te di frequentare persone che non si sarebbe dovuto frequentare ».

Se Porro si fosse rivolto a me, avrei risposto che sì, può capitare, non solo a me ma a chiunque; importante è che non le si frequentino più dal momento in cui scopriamo chi esse siano realmente dal punto di vista criminale.

Una domanda ed una risposta senza alcuna pretesa di suscitare clamore né scandalo. E infatti Michele Santoro se l’è presa con l’irritazione esagerata di Travaglio, che è passato addirittura agli insulti indirizzandoli non solo a Porro ma anche a Belpietro.

 Embe’, – dice Santoro a Travaglio –  se hai frequentato una persona che solo dopo è risultata mafiosa che male c’è?
Ma a Travaglio non è bastato. La pioggia di insulti è continuata.

Ci si domanda perché.

C’è solo una risposta. Che Travaglio, sulle frequentazioni sospette degli altri, ci ha costruito la sua fama, e ci è andato sempre pesante. Pensate a Dell’Utri e a Berlusconi, per fare solo degli esempi.

Già scrissi che per Travaglio il suo terno a lotto è stato ed è Berlusconi. Senza di lui, la sua esistenza di giornalista sarebbe stata grama. Ho perfino consigliato a lui e a Giuseppe D’Avanzo di cominciare a scegliersi altri bersagli, perché se Berlusconi deciderà di ritirarsi dalla politica (ha una certa età…), si troveranno a rigirarsi i pollici delle mani, con pericolo di isolamento e di depressione.

Dunque, Travaglio ha reagito così perché è stato morso dalla tarantola della sua coscienza: Chi la fa l’aspetti, dice un vecchio proverbio. E Travaglio ha avuto il torto di ignorarlo.

Diciamocelo: in tv se ne sono sentite di peggio. Ma Travaglio, come Oscar Luigi Scalfaro, non ci sta.

E allora ecco che si muovono i carri armati, arrivano le truppe d’assalto, indosso la tuta mimetica, elmetto in testa e moschetto puntato.

Sono rimasto stravolto nel leggere su Il Fatto Quotidiano l’articolo di Barbara Spinelli, alla quale dedicai già un mio ricordino, qui.

Mi ha dato l’impressione di essere una persona che esca di corsa dal proprio fortino e cominci a sparare convinta che fuori di quel fortino sia in atto una guerra. Finché qualcuno in giacca e cravatta non le batte una pacca sulle spalle e non le chiede se stia bene in salute: Guarda che qui siamo in Via Monte Napoleone, e si sta passeggiando quietamente, e tu da dove spunti con quel moschetto in mano?

La poverina si guarda intorno, soldati armati non ce ne sono; soltanto coppiette che si consumano un gelato o una cassatina, e che ora le si sono fatte intorno incuriosite dallo strano abbigliamento.

Scrive la Spinelli: “s’è scatenata un’aggressione personale a Travaglio da parte di Nicola Porro”.
Io che, ripeto, la trasmissione l’ho vista, posso solo dire che Porro si è limitato a quella frase riportata più sopra. Dopo di che l’aggressione verbale è lui che l’ha subita, infiocchettata di insulti.

Ma siccome nemmeno Santoro aveva considerato quella frase così fuori luogo, la Spinelli si è incaricata di gridare vendetta. E scrive un articolo che, se lo leggete bene, è frutto del nulla. Si mette a sproloquiare su tutto, arriva perfino in America. Meglio se la sua barchetta avesse fatto naufragio come quella di Geppetto.

Prima di uscire dal fortino con elmo in testa e moschetto puntato in avanti, è bene che ci si renda conto di che cosa si sta parlando.

Se c’è stata un’aggressione questa è venuta da Travaglio, che non ha saputo reagire ad una provocazione del tutto normale e legittima di un altro giornalista.

E Travaglio, se ha la coda di paglia – ed ora che lo hanno visto tutti, sarà più esposto –, sostituisca la Barbara Spinelli (che nel frattempo sarà finita nella pancia della balena) e si rinchiuda nel suo fortino e per un bel po’ non metta il naso fuori della porta. Gli calmerà i nervi.

Poi, se non vorrà finire anche lui nella pancia della balena, quando deciderà di tornare nel mondo, prima di sparare fucilate, si renda conto di ciò che scrive.

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“L’epurazione dei giornalisti di destra: Travaglio vuole la pulizia etnica” di Nicola Porro. Qui.


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3 Comments

  1. Commento by Ambra Biagioni — 27 Febbraio 2010 @ 22:44

    I commenti del Legno

  2. Commento by Bartolomeo Di Monaco — 27 Febbraio 2010 @ 23:18

    Visto, Ambra. Domani, domenica, sarà fuori tutto il giorno.

  3. Pingback by Domain Names Database — 4 Marzo 2010 @ 21:55

    […] Bartolomeo Di Monaco » Barbara Spinelli e il travaglismo […]

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