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“Berlusconi è stato colpito, non affondato”

5 Ottobre 2013

Sono le parole con le quali Alessandra Mussolini ha commentato l’esito dei lavori della commissione parlamentare che proporrà all’aula del senato la decadenza di Berlusconi da senatore.
Sono d’accordo.
Nel momento in cui Berlusconi ha fatto la nota piroetta votando la fiducia al governo Letta, sta racchiusa la verità intuita dalla Mussolini.

Da accorto stratega (al contrario di me, che sono portato a chiudere le partite in tempi brevi, giocando il tutto per tutto), Berlusconi ha capito che occorreva perdere la battaglia anziché la guerra. Naturalmente ciò gli è costato molto, e i segni sul fisico provato e amareggiato sono lì a dimostrarlo. Ma altra cosa è la mente. Uno stratega è in grado di condurre la sua guerra anche su di un lettino di ospedale, risucchiando nella mente tutte le energie rimaste. Non ci vuole molto a rimettere in moto una mente che il fisico ha debilitato. Rabbia, ostinazione, convinzione nei propri obbiettivi, bastano e avanzano per fare di un uomo stremato un leone.

Non mi piacciono le notizie che in questi giorni leggo sulle mosse di Alfano. I giornaloni di regime che si sprecano negli elogi rischiano di fargli montare la testa e condizionare le sue mosse. Si è messo in testa di fare una specie di epurazione, e proprio nei confronti di quella parte (nel partito e nella stampa) che negli ultimi mesi ha avuto la mia approvazione per la giustezza degli obiettivi. Non sto qui a ripetermi. Tutto sarebbe cambiato se nell’autunno del 2010 (il drammatico voto di fiducia) oppure nel dicembre del 2011 (la defenestrazione di Berlusconi) si fosse andati alle urne. Oggi paghiamo quegli errori, che hanno consentito al Pd di rafforzarsi e di offrire un appoggio ancora più vigoroso all’azione della magistratura rossa.

Non ci sarebbe stata, ad esempio, la scandalosa opposizione nella commissione parlamentare, ad accogliere la richiesta dei difensori di Berlusconi di sottoporre alla consulta l’esame della costituzionalità della Legge Severino. Come è noto un importante esponente del Pd, ed ex magistrato, Luciano Violante, aveva nelle settimane precedenti sostenuto proprio il diritto di Berlusconi a difendersi utilizzando tutti gli strumenti che la legge mette a disposizione dell’imputato.
Ma Violante ha ricevuto, a compenso della sua posizione garantista, una secchiata d’acqua in testa.

Alfano, dunque, ha alzato la voce, e anche nelle prime sue comparsate in tv ci si può avvedere che perfino la sua postura nei momenti in cui parla, ha un che di diverso e più autoritario rispetto al passato. La mia impressione è che stia esagerando, avendo rotto gli argini. E come sempre succede quando gli argini si rompono, si arrecano danni spesso irreparabili.

Un commentatrice molto benevola nei miei confronti, ad un mio articolo in cui sottolineavo l’ambiguità dell’espressione coniata da Alfano e ormai passata alla storia della cronaca politica, quel “diversamente berlusconiano”, mi ha offerto l’acronimo del partito che potrebbe nascere dagli alfaniani, il PDDB, ossia: il Partito Dei Diversamente Berlusconiani, il quale, aggiungo io, apprezzando l’acume della mia lettrice, si presta anche ad essere letto in questo modo: PD+DB, che è la verità che sta nascosta in quel “diversamente berlusconiano”.

Infatti, il percorso da compromesso storico, più che da larghe intese, che gli alfaniani hanno avviato conduce proprio, mutati oggi i rapporti di forza, alla subordinazione dei Diversamente Berlusconiani al fortissimo Partito Democratico.
Un Pdl la cui dirigenza fosse, in maggioranza, espressione degli alfaniani, avrebbe nei fatti mutato il suo acronimo in quello scovato dalla mia benevola commentatrice: PDDB.

Se Grillo ha proclamato ai quattro venti che il Pd non era altro che Il PDmenoElle, oggi, dopo il voltafaccia di Alfano, invertiti i rapporti di forza, è il Pd a trascinarsi dietro il Pdl finito nelle mani dei DB (i “diversamente berlusconiani”) formando insieme, così, il nuovo compromesso storico che potrebbe avvalersi addirittura, e per la prima volta, di un’unica sigla che ottimamente lo rappresenti, la quale testimoni non solo la loro unione, ma le gerarchie sottese: PD+DB=PDDB.

Per aprire gli occhi su questo percorso già avanzato, si legga Arturo Diaconale, qui.


Letto 2102 volte.


2 Comments

  1. Commento by zarina — 6 Ottobre 2013 @ 10:39

    Dalla posizione di osservatori esterni le cose sono sempre più facili.   Muoversi nella giungla   della politica   nostrana, e non solo, tra   belve, sciacalli, grilli e invertebrati vari, è un po’ più difficile e a volte le scelte fatte   si rivelano poi quelle sbagliate. Sono anche io dell’idea che certe partite debbano essere chiuse rapidamente,   senza lasciare troppo tempo agli avversari per organizzarsi. Tuttavia   non so se nel 2010   si potesse fare diversamente, fini -to   si era già scioccamente prestato come strumento del colle e della sinistra per eliminare il cav e disgregare il cdx.   E dal colle più alto la visuale è sicuramente migliore per decidere come muoversi   per attaccare le prede e raggiungere i propri obiettivi..
    La mail di solidarietà con Ostellino andrebbe inviata anche a lui personalmente,   presso il corsera.
    C’è una pessima aria, viziata e irrespirabile in questo Paese. E’ ormai urgente aprire porte e finestre per rinnovarla, altrimenti si rischia l’asfissia.

  2. Commento by ennio — 8 Ottobre 2013 @ 16:41

    Come da accordi intercorsi Napolitano è in pressing sul Parlamento per il sovraffolamento delle carceri. E’ in previsione un indulto o un’amnistia ma il difficile è farci rientrare i reati fiscali e tributari ma chissà ….

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