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Bersani, grazie. Sconfitto il seminatore di zizzania

26 Ottobre 2009

Sarà perché l’altro giorno Eugenio Scalfari ha dato lezioni di teologia al Papa (fino a che punto arriva la vanità dell’uomo…), ma ieri sera ho avuto la sensazione che nella mia città in tutte le chiese suonassero le campane come per il Sabato Santo, e segnalassero al mondo la Resurrezione.
La vittoria di Pierluigi Bersani è davvero una resurrezione per il Pd. L’alta affluenza alle urne è stata la manifestazione di una volontà forte di mutamento di rotta. La politica dell’insulto, delle grida, del vuoto delle idee, il corpo elettorale del Pd l’ha rifiutata. Ha detto basta ed ha dato il benservito (si fa per dire) a Dario Franceschini, il quale coi suoi calzini turchesi (ma l’indossava ieri sera?) aveva fatto del Pd un baraccone da circo.

Non conosco abbastanza bene il nuovo segretario, ma dal poco che ho potuto vedere, l’uomo ha i piedi per terra. E’, anche lui, un uomo del fare. Sono sicuro che saprà organizzare una opposizione seria, basata sui fatti. Solo se sarà basata sui fatti, ossia avanzerà proposte concrete, ben leggibili e strutturate, il Pd potrà tornare ad essere per tutti gli italiani un’alternativa vera al centrodestra.
Il quale, da questa elezione, è avvertito. Guai alle risse e ai colpi di testa. Non c’è più spazio per i capricci di chicchessia.

E Franceschini? E’ uomo troppo rancoroso per non pensare che ne combinerà qualcuna delle sue. Ma Dio non voglia. Qualcuno gli stia a fianco, non lo perda di vista. Quando lo sente urlare, gli metta la mano alla bocca. Le sue parole sono voti che se ne vanno in libera uscita.

Rimane Antonio Di Pietro ad occupare la scena dell’urlatore di piazza. Ma sembra che anche il suo tempo stia per finire. L’elezione di Pierluigi Bersani è un avvertimento per tutta l’opposizione, compresa quella sguaiata dell’ex giudice di Mani Pulite.

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“La sapete l’ultima? Ora Bersani rispolvera Prodi” di Paolo Granzotto. Qui.
Speriamo di no. Sarebbe un brutto inizio. (bdm)


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7 Comments

  1. Commento by Giocatore d'Azzardo — 26 Ottobre 2009 @ 17:21

    Bartolomeo, mica sono tanto d’accordo su Bersani e, personalmente, sono dispiaciuto del fatto che, come da previsioni, sia stata buttata a mare una candidatura di prestigio come quella di Marino.
    Dire Bersani vuol dire D’Alema e non mi pare un gran cambiamento :-)

    Sull’alta affluenza, avrei qualcosa da ridire anche lì: ha votato 1 milione di persone in meno rispetto alle primarie (3 ora 4 all’epoca) con Veltroni Ueltron “si può fare”. E’ il 25% in meno e, francamente, faccio fatica a trasformarlo in una voglia di cambiamento; mi pare più una resistenza strenua :-)

    Blackjack.

  2. Commento by Bartolomeo Di Monaco — 26 Ottobre 2009 @ 18:23

    Che il Bersani sia il rappresentante di una vecchia numenclatura si sapeva e si sa. Però, avendo vissuto quel periodo, sono d’accordo con Napolitano sul modo diverso di allora di fare politica. Non c’era tutto quel rimescolio tra vita privata e vita pubblica, tutta quella messe di ricatti che affogano e intristiscono la politica.

    Ho fiducia che Bersani non seminerà zizzania come ha fatto Franceschini (lo hai letto il mio post “Franceschini: E tre!”?), ma staremo a vedere, ovviamente. Mi auguro che il confronto avvenga sui fatti.

    Per il momento di ributtanza che sta attraversando la politica, la partecipazione mi è sembrata numerosa.

  3. Commento by Giocatore d'Azzardo — 26 Ottobre 2009 @ 18:27

    Bartolomeo, appunto perché rappresenta la vecchia nomenclatura. Sicuramente Bersani è più “avveduto” di Franceschini (che non gode della mia stima), ma la ritengo un’occasione persa, da parte degli elettori della sinistra, per dare una sterzata vera a una classe dirigente asfittica che non ha più nulla da dare. parere personalissimo :-)

    Sì, l’affluenza, anche se in calo, è un buon segnale per tutti.

    Blackjack.

  4. Commento by Bartolomeo Di Monaco — 26 Ottobre 2009 @ 18:44

    Marino aveva poche chance: era battuto in partenza. Anche sui media è stato tenuto in disparte. Così è la politica, così sono i media. Ahimè.

  5. Commento by Gian Gabriele Benedetti — 26 Ottobre 2009 @ 23:25

    Anch’io, Bartolomeo, sono contento dell’elezione di Bersani alla segreteria del Pd, anche se so essere, lui, la “prolunga” di D’Alema. Ritengo Bersani persona attenta, accorta, intelligente e preparata. Speriamo cambi modo di comportarsi del Pd, quel modo urlato e becero, con scarse proposte, sempre teso al più acceso antiberlusconismo a prescindere. Io mi auguro pure che o allontani o zittisca l'”urlatore” per eccellenza, il “manettaro” giustizialista a senso unico Di Pietro e che non si faccia influenzare troppo dall’uomo nell’ombra, cioè D’Alema. Infine auspico che non riproponga l’ammucchiata prodiana con gente che ormai è fuori tempo massimo. Allora avremo un Pd, alternativa vera e credibile al centrodestra. Mi rimane un dubbio ancora, però: cosa farà adesso Rutelli?
    Gian Gabriele

  6. Commento by Bartolomeo Di Monaco — 26 Ottobre 2009 @ 23:37

    C’è questa idea, Gian Gabriele, di ricostruire una palude di centro. Rutelli mi pare che abbia detto che vuole avvicinarsi a Casini.
    Questa nuova palude si metterebbe in mezzo alla già complicata bipolarizzazione. Così oltre alle beghe all’interno di ciascuna coalizione, dovremo sorbirci il terzo polo, che in realtà la farebbe da padrone. Ossia, sarebbe la palude a dettare le condizioni. Così, verrebbe perpetuata la nostra misera condizione democratica, dove sono i pochi a governare sui molti.

  7. Commento by Gian Gabriele Benedetti — 26 Ottobre 2009 @ 23:45

    Ed ho un forte forte timore che ciò avvenga. Da un po’ lo penso e lo temo. Si ritornerebbe al passato e al Governo sotto ricatto continuo. Un po’ come le decine e decine di brevi Governi della prima repubblica. Con ulteriori disastri.
    Gian Gabriele

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