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Bravo Belpietro

2 Settembre 2010

Belpietro scrive nel suo editoriale di oggi, a proposito dei supposti tentativi di farlo tacere:

“Anche perché il problema non credo consista nel convincere la mia trascurabile persona a tacere, rinunciando a conoscere le delucidazioni del presidente della Camera sulle questioni sollevate. Semmai si tratta di persuadere le decine di migliaia di lettori che ci hanno scritto in queste settimane, reclamando le dimissioni di Fini. Come spiegar loro che in questo mese non è successo niente, ma che tutto è stato uno scherzo da dimenticare in fretta? Anche perché, se il problema fosse solo indurre me a star zitto, lo si potrebbe risolvere in fretta: basta farmi licenziare.”

Bravo! Bravo! Bravo!

Sapevo e confidavo che Belpietro fosse un uomo tosto, e mi fa piacere averne conferma. Da Feltri, nel passato, qualche delusione l’ho avuta. Partito con le armi in resta, poi si è improvvisamente fermato. Gli chiesi anche delle spiegazioni, senza però ricevere risposta.

Belpietro mi fa pensare di essere ben corazzato, restio a ricevere ordini che non gli aggradano. Oggi c’è bisogno di uomini così e spero che Belpietro non mi deluda.

Le colpe, anche con violazioni di legge, a carico di Fini paiono, da quanto emerge dalla stampa, più vicine alla verità piuttosto che lontane. L’incapacità di Fini di argomentare delle risposte esaustive aggravano la sua posizione. Il fatto che persiste a rimanere aggrappato alla poltrona, nonostante si sia autoproclamato il garante della moralità, della legalità e della trasparenza, oltre che della libertà di stampa contro la quale inanella querele, la dice lunga sulla sua ambizione di potere, al punto che ne è rimasto ottenebrato.

Come ho già scritto, è uomo che dà l’impressione di essere strumento di altri, o meglio in balia di qualcuno che lo ha reso suo schiavo. Una specie di plagio. Può essere Elisabetta, la bella compagna, ma possono essere i cosiddetti poteri forti, che gli hanno promesso probabilmente mari e monti, per poi abbandonarlo una volta raggiunto il loro obiettivo.

Gli italiani non possono lasciare al suo posto un politico ridotto a questi minimi termini, coinvolto, stante ai giornali, in affari oscuri e quindi facilmente ricattabile.

Fini non si rende nemmeno conto della situazione, gravissima, in cui è precipitato, e ancora pretende di parlare alla Nazione. Di che cosa? Se i sospetti su di lui lo rendono poco credibile? Rischia di fare la figura di don Chisciotte, che almeno le sue corbellerie le commetteva in buona fede.

La campagna contro le magagne di Fini deve continuare fino a che Fini non avrà compreso che non può più ricoprire la carica di presidente della Camera. Come accadde nella campagna che, ostinata e coraggiosa, portò alle dimissioni del presidente americano Nixon.

Belpietro fa ben sperare. Ha tutto il mio sostegno e i miei più fervidi auguri.

La sua cocciutaggine farà fare una magra figura anche al nostro presidente Napolitano, che ancora non vede, non sente e non parla.

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Casa di Montecarlo ed altro. Rassegna stampa del 2 settembre 2010. Qui.


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Bart