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Cancellieri e Berlusconi. Cosa farà la magistratura?

1 Novembre 2013

Ci si sta concentrando, e giustamente, sull’intervento che il ministro Annamaria Cancellieri fece in favore di Maria Giulia Ligresti affinché fosse assegnata ai domiciliari in seguito ai gravi fatti imputati alla famiglia Ligresti e di cui le cronache hanno dato abbondante resoconto.

Di telefonate, diciamo così istituzionali, in forza delle quali si è intervenuti a sostegno di richieste provenienti da amicizie di vario segno, negli ultimi anni ne abbiamo avute almeno tre.

La prima, in ordine non cronologico ma di importanza, è quella che ha riguardato il rapporto tra il nostro capo di Stato e l’ex presidente del senato Nicola Mancino. In questo caso, di telefonate, con lo stesso oggetto, ne abbiamo avute a cascata. Non solo quelle dirette, ma anche quelle indirette rivolte dai consiglieri del quirinale ai massimi gradi della magistratura.

A riguardo di queste telefonate, sappiamo come è andata a finire. Le più interessanti e giudicate “scottanti” dall’ex senatore dell’Idv, Ligotti, sono andate distrutte in forza di un ribaltamento che la corte costituzionale ha praticato nei confronti della costituzione. Un vero e proprio obbrobrio passato sotto silenzio dai maggiori giuristi di questo Paese che sta ormai perdendosi.

Il male profondo dell’Italia è infatti la sua perdita di identità: economica, politica, morale. Non è rimasto che lo spettro di ciò che fu. Uno spettro orripilante.

La seconda telefonata è ancora più celebre, perché ne fu protagonista l’allora presidente del consiglio Silvio Berlusconi quando si interessò affinché Ruby fosse rilasciata dalla Questura di Milano.

È la telefonata che più si avvicina al caso recente del ministro Cancellieri.

Sapete che cosa è successo a Berlusconi. Si è scatenata la tempesta giudiziaria. Vale a dire, non solo la stampa ha battuto la grancassa accusando l’ex presidente del consiglio di approfittare del suo ruolo per forzare la volontà dei funzionari dello Stato, ma la magistratura in persona si è mossa, avviando un processo per il quale è già messa in conto la condanna (in primo grado: 7 anni) di uno dei più famosi imputati della storia della giustizia mondiale.

Ora è la volta della Cancellieri che, a quanto mi risulta, ha fatto un’azione molto simile. Entrambi, Berlusconi e la Cancellieri, hanno sostenuto di essersi mossi praticamente a fini umanitari, ma questa giustificazione non è valsa, al momento, per Berlusconi.

Vedremo se varrà per l’attuale ministro.

Il quotidiano di De Benedetti, “la Repubblica”, stamani è perentorio. Spreca appena poche righe per invitare la Cancellieri alle dimissioni. Ma non è questo il punto che mi interessa. Di ministri, di presidenti della repubblica, di presidenti del consiglio e di presidenti di camera e senato che se ne sono infischiati delle richieste della stampa, ne abbiamo avuti abbastanza per non doverci meravigliare se anche questa volta assisteremo ad una sceneggiata.

Infatti, non vi è dubbio che le dimissioni della Cancellieri, rassegnate in questo delicato momento, indebolirebbero, e di molto, il governo Letta, già messo a tiro da buona parte del Pd e del Pdl, per cui non sarebbe fuori ruolo ipotizzare che, invece che cadere per mano o di Renzi o di Berlusconi, esso possa cadere per il caso Cancellieri. Del resto, sappiamo che “la Repubblica”, tifa per Renzi e dunque, la caduta del governo sarebbe tutta grazia di Dio. Anche se la benedizione di Scalfari (che di solito porta iella) sta avendo il suo influsso negativo anche questa volta se è vero, come suggeriscono i primi rilievi (ma circolano sospetti di brogli), che la vittoria di Renzi è, in questa fase di avvio delle primarie del Pd, messa a rischio dall’inatteso successo dell’antagonista Gianni Cuperlo.

A me interessa invece osservare il comportamento della magistratura. Lascerà correre, come sembra, o agirà come è accaduto per Berlusconi? La telefonata della Cancellieri costituisce reato o ha costituito reato soltanto la telefonata di Berlusconi?

Ah, se non ci fosse la nemesi a distribuire un po’ di giustizia e a darmi ogni tanto qualche soddisfazione…


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1 commento

  1. Commento by zarina — 2 Novembre 2013 @ 19:20

     In effetti si tratta della medesima fattispecie di “reato” che hanno imputato al cav.   Anzi, in questo caso è anche più grave considerato che la telefonata   umanitaria non riguardava una minore.   Quindi sono almeno 7 anni più interdizione.
    Sarà interessante vedere quali sviluppi avrà la vicenda, ma con la faccia tosta che si ritrovano saranno capaci di inventarsi qualche nuova “logica”   per dimostrare che le vicende sono differenti.
     

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