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Carfagna e Bocchino

19 Novembre 2010

Nella mia Lucchesia c’è una zona molto bella, la Garfagnana. È soprannominata la Svizzera italiana. Tra boschi e montagne, i paesi che vi sono arrampicati appaiono come presepi. Una bellezza ad un tempo superba e struggente.

Il ministro delle Pari opportunità ha un cognome che, ogni volta che lo leggo, mi richiama alla mente la mia terra. Mara Carfagna è una donna fascinosa, con un viso da cerbiatto e gli occhi pieni di una curiosità sorridente, quasi fanciullesca.

Mi ha sorpreso leggere che mantiene rapporti forse più che amichevoli – una “liaison” stando ad Alessandra Mussolini – con Italo Bocchino. Che cosa mai può legare due individui che sembrano tanto diversi.
Delicata e gentile la prima, quanto bulletto spocchioso, antipatico e invadente il secondo.

Se Fini si sta trovando a mal partito, buona parte della colpa ricade sulle spalle di questo piccolo, piccolissimo uomo.
La sua presunzione è stomachevole. Si presenta ad Annozero in camicia (vedendo che tutti gli altri portano la giacca) allo solo scopo di attirare l’attenzione su di sé,  di fare, ossia, un po’ come Marchionne che indossa sempre lo stesso maglioncino, o come faceva Gianni Agnelli quando indossava l’orologio sopra il polso della camicia.
Ma Bocchino fa ridere proprio perché non se lo può permettere. È un pallone gonfiato, sa fare solo l’arruffapopolo,  e si vede.

Penso di non sbagliarmi, ma il tonfo di Bocchino è prossimo. Lo si respira nell’aria.
Già il video messaggio di ieri sera, che Fini ha inviato ai suoi, ha lasciato intendere che colui che ormai tutti identificano come il traditore, si è reso conto del cul de sac in cui si è andato a cacciare, e cerca una sponda presso il Cavaliere. Ieri, lasciando da parte la richiesta di dimissioni, ha invitato Berlusconi a realizzare il programma di governo. Bastia Umbra sembra già così lontana.

Alla Camera il 14 dicembre, i finiani dovranno uscire allo scoperto. Non credo che Bocchino, il loro capogruppo, sia tanto amato da ottenere che lo seguano anche coloro che si sono impegnati a non votare mai la sfiducia al governo. Voglio augurarmi che in quella occasione (ma anche dopo) ne prendano le distanze, rendendosi conto in che vicolo cieco li hanno condotti l’ambizione di Fini e la bullesca saccenteria di Bocchino. Quando si sentirà uno scoppio simile a quello del palloncino che si alza troppo in alto nel cielo finché non esplode, sapremo che il tempo di Bocchino è scaduto.

Bocchino è quel palloncino gonfiato. Spero che la Carfagna, con quella sua aria da cerbiatto, quasi fanciullesca, sia colei che lo lascerà volare in alto, ma tanto mai in alto, da farlo scoppiare.

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