Libri, leggende, informazioni sulla città di LuccaBenvenutoWelcome
 
Rivista d'arte Parliamone
La scampanata, il romanzo di Bartolomeo Di Monaco trasformato in testo teatrale, qui per chi volesse rappresentarlo.

C’è una falla nell’inchiesta su Montecarlo?

17 Settembre 2010

Se c’è va subito chiarita.
Leggo (e qui) che ieri il senatore del Pdl Antonio Caruso ha dichiarato ai magistrati di non aver mai ricevuto un’offerta di acquisto a riguardo dell’appartamento di Montecarlo. Invece nell’intervista apparsa sul Giornale del 5 agosto 2010 intitolata «L’ex An sbugiarda i tesorieri: “Ecco la verità su Montecarlo” », a cura di Gian Marco Chiocci e Massimo Malpica, il senatore aveva dichiarato tutt’altro (qui).  
Si legge infatti:

“In quell’occasione poi incontrai anche altre persone collegate all’immobile di Boulevard Princesse Charlotte 14 (l’amministratore del condominio, l’architetto e altri). Dopo qualche mese, prima dell’entrata in vigore dell’euro, dunque entro il 2001, venni contattato da una persona che facendo riferimento all’incontro dal notaio mi disse che c’erano più soggetti interessati all’acquisto dell’immobile e che offrivano fino a 6 milioni e mezzo di franchi francesi, pari a due miliardi di lire dell’epoca. Cifra trattabile, aggiunsero. Risposi loro – continua Caruso – che avevo esaurito il mio compito, non mi occupavo più della vicenda dell’appartamento ma che avrei comunque chiesto a Roma ».”

“A chi si rivolse Caruso? A colui che sul Corriere ieri ha giurato di non aver mai ricevuto una proposta d’acquisto: «Ho chiamato subito il senatore Pontone – prosegue Caruso – l’ho messo al corrente della richiesta d’acquisto, ma lui rispose che i tempi ancora non erano maturi e che per il momento non se ne faceva niente ». Ricorda male Pontone? «No, non è un problema di memoria. Qui i problemi sono evidentemente altri. Poco prima che il Giornale iniziasse questa inchiesta noi garanti aveva iniziato ad affrontare spinose questioni interne al partito. Dal mio punto di vista quanto sta emergendo mi inquieta, mi sconvolge, mi rende profondamente malinconico. Come mi spiego che nella casa della contessa oggi ci abita il cognato di Fini? Non me lo spiego ».”

Che cosa succede?

Qualche tempo fa anche l’ingegnere Mereto che ha studio nello stabile dove si trova il noto appartamento monegasco si è provato a smentire il contenuto dell’intervista da lui concessa al Giornale, ma il Giornale dichiarò di aver riportato correttamente l’intervista  (qui):

«Il Giornale conferma parola per parola quanto attribuito tra virgolette all’ingegner Giorgio Mereto nell’intervista pubblicata stamane a pagina 3. La conversazione è stata registrata e siamo pronti a metterla a disposizione dei legali dello stesso Mereto e dell’autorità giudiziaria ».

Si ha il sospetto che a certe interviste, facciano seguito delle pressioni (sarebbe curioso sapere da parte di chi) affinché siano in qualche modo corrette.

Ma se la smentita dell’ingegnere Mereto, come potete leggere, conferma comunque il sospetto che qualche personalità abbia visitato l’appartamento in questione, la deposizione del senatore Caruso nega in toto ciò che dichiarò al Giornale. E questo è il punto che dovrà essere subito chiarito.

È anche vero che sulle offerte di acquisto pervenute ad An superiori ai famosi 300 mila euro ci sono altre testimonianze (per esempio quella di Giorgio Bonacini, qui), ma in questo caso si tratta di sapere se un senatore della Repubblica abbia o non abbia mentito al magistrato. Perché almeno una volta ha mentito, o al Giornale o al magistrato.

Immagino che, come nel caso dell’ingegnere Mereto, il quotidiano diretto da Vittorio Feltri abbia la registrazione dell’intervista. Se così fosse, sarebbe opportuno che la trasmettesse al magistrato, il quale dovrebbe cercare di capire del perché Caruso abbia dato due versioni contrapposte.

Pure questo è un altro dei misteri che va ad aggiungersi ai troppi che si addensano intorno all’affaire di Montecarlo.

Articoli correlatiCasa di Montecarlo ed altro. Qui. e qui.
In quest’ultimo link potete leggere una versione diversa della testimonianza del senatore Caruso, rispetto a quanto riportato da altri giornali. Sul secolo XIX, infatti, Sara D’Ambrosio scrive:

«A occuparsi della transazione con la famiglia, era stato Antonino Caruso, civilista e unico del gruppo di allora che ha deciso di non seguire Fini in Futuro e libertà. Come raccontò in una intervista, il senatore ha confermato ai pm che dopo la transazione ricevette un’offerta da un milione da uno degli amministratori del palazzo: «Ma dopo di allora non mi occupai più di quella casa per dieci anni. Ne ho sentito parlare di nuovo solo in questi giorni ».

“Pizzini di carta straccia” di Chiara Izzo. Qui


Letto 1878 volte.


Nessun commento

No comments yet.

RSS feed for comments on this post.

Sorry, the comment form is closed at this time.

A chi dovesse inviarmi propri libri, non ne assicuro la lettura e la recensione, anche per mancanza di tempo. Così pure vi prego di non invitarmi a convegni o presentazioni di libri. Ho problemi di sordità. Chiedo scusa.
Bart