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La scampanata, il romanzo di Bartolomeo Di Monaco trasformato in testo teatrale, qui per chi volesse rappresentarlo.

CINEMA: I film visti da Franco Pecori

28 Giugno 2008


[Franco Pecori dal 1969 ha esercitato la critica cinematografica – per Filmcritica, Bianco & Nero, La Rivista del Cinematografo e per il Paese Sera. √ą autore, tra l’altro, di due monografie, Federico Fellini e Vittorio De Sica (La Nuova Italia, 1974 e 1980). Nel 1975, ha presentato alla Mostra di Venezia la Personale di Jean-Marie Straub e Dani√®le Huillet; e alla Mostra del Nuovo Cinema di Pesaro, con Maurizio Grande, una ricerca su Neorealismo: istituzioni e procedimenti (cfr. Lino Miccich√®, Il Neorealismo cinematografico italiano, Marsilio). Dal 2002, ha tenuto per 4 anni, sul Televideo Rai, la rubrica settimanale Film visti da Franco Pecori. Noto anche come poeta, Pecori pu√≤ vantare la stima di Franco Fortini.]

Rovine

The Ruins
Carter Smith, 2008
Shawn Ashmore, Laura Ramsey, Jonathan Tucker, Joe Anderson, Jena Malone, Sergio Calderí³n, Jesse Ramirez, Bar Paly.

Quattro giovani all’appuntamento con i Maya. Ultimo giorno di una vacanza in Messico. Eric (Ashmore), Jeff (Tucker), Amy (Malone) ¬†e Stacy (Ramsey) decidono di mettere il naso in un’antica rovina immersa nella selva oscura. Archeologia e turismo questa volta entrano in conflitto drastico. Minacciati di morte ¬†dai membri di ¬†una trib√Ļ residua (armati di archi, frecce e una ¬†pistola), i ragazzi non sanno come sloggiare, restano in cima alla torre sperando che, non vedendoli tornare, qualcuno laggi√Ļ in albergo attivi le ricerche. Ma la cosa pi√Ļ grave √® che ¬†il lamento che sentono venire ¬†dal fondo della torre antica √® del loro amico ¬†che li aveva preceduti insieme ad un’altra ragazza e che stranamente non si era fatto pi√Ļ vivo. Giace con la schiena rotta, dovranno andarlo a prendere usando una carrucola, non antica, ma abbastanza vecchia da creare problemi. Fin qui la noia da telefilm pomeridiano. Resta per√≤ da scoprire perch√© i Maya residui non sopportino l’idea che i quattro giovani se ne rivadano da dove sono venuti. E la scoperta comporter√† l’orrore di una carneficina progressiva, di cui sarete fatti incolpevoli spettatori. Il “cattivo” √® un elemento insospettabile, non umano e nessuno vi spiegher√† il perch√© della sua inclinazione carnivora. Non ci contate, non lo saprete neanche alla fine. L’unica √® sperare che sia gi√† pronto, o almeno ¬†quasi, un “seguito” che soddisfi la vostra sete di sapere. Intanto, esercitatevi nella ¬†pratica di metafore ecologiche in combinazione con nostalgie archeologiche ¬†– se non avete da fare, s’intende.

La notte non aspetta

Street Kings
David Ayer, 2008
Keanu Reeves, Forest Whitaker, Hugh Laurie, Chris Evans, Cedric “The Entertainer” Kyles, Jay Mohr, Terry Crews, Naomie Harris, Common, The Game, Martha Higareda, John Corbett, Amaury Nolasco, Cle Sloan, Noel G., Michael Monks, Daryl F. Gates.

Forte. Il buono dov’√®? Difficile dirlo. Tratto da una storia originale di James Ellroy, apprezzato scrittore di romanzi criminali, il poliziesco diretto da Ayer (Harsh Times – I giorni dell’odio, 2005) ¬†√® spietato nello sguardo su e nella polizia di Los Angeles, Squadra Speciale. Quanto alla “specializzazione”, proprio qui √® il punto. La legge, il potere, la corruzione. Un intrigo “morale” che il produttore del film, Erwin Stoff, spiega cos√¨, riferendosi al protagonista, poliziotto “speciale”: ¬ęTom Ludlow rappresenta gli uomini che stanno di guardia la notte, vede tutto quello che noi non vogliamo osservare e ci tiene al sicuro dai mali dell’oscurit√†, lui compie le ¬† azioni di cui noi non siamo capaci e che magari ripudiamo, ma di cui beneficiamo ¬Ľ. A 5 anni da Matrix Revolutions, Neo (Reaves) si toglie di dosso l’impermeabile lungo e, in maglietta a maniche corte, continua, in un certo senso, a cercare la verit√† nascosta, non pi√Ļ nella Matrice ma nell’organismo di cui egli stesso, ora √® Tom, fa parte. E’ una verit√† molto scomoda. E per quanto non sia certo nuovo il tema della corruzione interna agli uomini d’ordine, il piglio con cui il regista monta ¬†il racconto ¬†sprigiona un’energia inconsueta, spogliando l’azione progressiva di qualsiasi complicazione psicologica e quasi utilizzando i personaggi come corpi-simbolo, dimostrazioni viventi di una situazione violenta e terribilmente “connaturata” con la vita (notturna) ¬†della metropoli. Gi√† dalla prima sequenza si ha la sensazione dell’angoscia profonda e dell’ansia che caratterizza il risveglio di Tom mentre ¬†si alza e si reca al “lavoro”. Poi il film non smette di crescere. Poteva anche sembrare, all’inizio, un buon telefilm, ma poi il taglio delle sequenze √® cos√¨ implacabilmente “indifferente” ad espliciti riferimenti tematici che quasi dimentichiamo i rimandi a possibili dibattiti extrafilmici e veniamo catturati dallo stesso infame destino che condiziona i personaggi, facce diverse della ¬†medesima perversa esistenza. ¬ęSiamo nella polizia, facciamo quello che vogliamo ¬Ľ, √® il grido disperato, ma non √® nemmeno cos√¨ semplice: Tom si accorge, man mano, che tutti i colleghi ¬†vogliono “salvarlo” dalle situazioni senza uscita in cui finisce per trovarsi, assiduo com’√® nel perseguire (a modo suo) le regole. E tutti hanno la loro… buona ragione. Tanto buona che la caccia al criminale finisce col rivolgersi contro gli stessi “cacciatori”. La notte di Los Angeles si configura cos√¨ come un buio anche pi√Ļ esteso e drammaticamente significativo. Siamo lontani anni luce (in avanti o indietro, chiss√†) dalle “ronde” per la sicurezza delle nostre citt√†, a cui da noi ¬†si √® ¬†cominciato a pensare.
 


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A chi dovesse inviarmi propri libri, non ne assicuro la lettura e la recensione, anche per mancanza di tempo. Così pure vi prego di non invitarmi a convegni o presentazioni di libri. Ho problemi di sordità. Chiedo scusa.
Bart