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Consegneranno a Repubblica le pastorelle del presepe napoletano

5 Novembre 2010

Dai dai, D’Avanzo forse ci arriva a concludere la decima puntata della sua opera maggiore “L’abuso di potere”. È oggi arrivato all’ottavo capitolo   e quindi ormai la fatica è quasi terminata.

Alla storia della politica consegnerà la sua Summa che presto sarà adottata da tutte le scuole superiori della penisola, al posto del testo di educazione civica che ha formato (inutilmente?) molti italiani.
D’ora in poi l’Italia non avrà più nulla da temere. Chiunque sarà in grado di distinguere l’abuso di potere da una mignotta.

Per celebrare, è già stato organizzato un festino al quale parteciperanno Ezio Mauro, Eugenio Scalfari, lo stesso Giuseppe D’Avanzo e il suo specchietto retrovisore Massimo Giannini. Insieme con loro a brindare al successo e alla Storia che li immortalerà ci saranno gli inviati di Scherzi a parte che consegneranno alla schiera dei convertiti non il tapiro d’oro, ma delle pastorelle del presepe napoletano.

Si sta ancora discutendo se consegnare a Scalfari anche la statuetta di Gesù Bambino, visto che Repubblica diventerà un così alto esempio di morigeratezza che il Vaticano ha deciso di affidare al quotidiano romano la propria pubblicità, in luogo di quella pornografica di cui ha abbondato fino a ieri e alla quale ha deciso, per non somigliare a Berlusconi, di rinunciare.

Berlusconi rischia di fare perfino questo miracolo! Costringere ad una pubblicità più castigata un quotidiano che finora ha sciabordato a piene mani con tette, deretani, scosciamenti e bocche a cuoricino. Come ha testimoniato ieri anche Vittorio Feltri nel suo editoriale.

Il Vaticano pensa addirittura ad una santificazione di Berlusconi, dopo averlo aspramente criticato per i suoi viziacci con le donne. Non immaginava – nonostante sia ispirato dallo Spirito Santo – che le festicciole ad alto tasso di zoccole, e perfino la famosa bestemmia sì e bestemmia no, potessero produrre un tale cambiamento.

Per fortuna, dicono in Vaticano, che Berlusconi ieri alla direzione del Pdl ha dichiarato che a cacciarlo dal governo dovrà essere il popolo e non le congiure di palazzo.
Poiché il popolo lo confermerà, avremo quindi ancora qualche anno in cui tanti altri potranno seguire l’esempio di Repubblica e recitare il mea culpa e l’atto di dolore.

Meglio di così – hanno suggerito al Papa -, nemmeno San Pietro e San Paolo avrebbero potuto fare meglio.

Raccontato questo, domando chi di voi ha guardato ieri sera Annozero. Qualcuno, oltre me, sicuramente, anche se il modello della trasmissione ormai comincia ad essere invecchiato e addirittura stantio. Ebbene, nel sentire quanto Travaglio, Di Pietro, la De Gregorio si sprecavano per giudicare immorale e imbarazzante la famosa telefonata di Berlusconi alla questura di Milano, mi domandavo come mai, quando nella stessa trasmissione di Annozero fu la volta dello scandalo di Montecarlo, minimizzarono il tutto, nemmeno fecero riferimento alle raccomandazioni di Fini alla Rai in favore dei Tulliani (che ci sono costati, quelli sì, qualche milioncino di euro) e praticamente liquidarono la faccenda etichettandola come dossieraggio.

Dovrebbero vergognarsi di questa doppiezza. Ma non si vergognano e non si vergogneranno mai. Sono nati così. È la loro natura.

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Bart