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Diamo il numero di cellulare di Berlusconi anche alla De Gregorio

5 Novembre 2010

Sembra che Concita De Gregorio, la direttrice dell’Unità, senta particolarmente questa mancanza. Ieri ad Annozero non faceva altro che insistervi. Ha domandato a tutti gli ospiti se avessero il numero di cellulare di Berlusconi. Salvo Ghedini, l’avvocato del premier, nessuno godeva di questo privilegio.

E allora Concita subito a fare, senza accorgersene (perché la faccia dei sinistri è sempre di bronzo), del razzismo.
Quella là invece ce l’ha. Quella là altro non era che l’amica brasiliana di Ruby, quella che è stata intervistata chiusa in macchina. Mi pare si chiami Michelle.
In sostanza, sentenzia indispettita Concita: A quella sì e a me no.

Ora si dà il caso, intanto, che la brasiliana abbia dichiarato a precisa domanda di non far parte del mondo della prostituzione. Per cui, Concita dovrebbe, essendo di sinistra, stare un po’ più cauta, nella sua personalissima presunzione di valere di più di Michelle. Eppoi anche se Michelle fosse una zoccola, dovrebbe ugualmente starci attenta, perché, come i gay, anche lei ha il diritto di essere rispettata, e considerata uguale agli altri.
La Concita ha mostrato dove può condurre l’antiberlusconismo sfegatato che, ormai è certo, è una droga pericolosa. Ossia fa prendere fischi per fiaschi.

E poi. E poi. Perché Berlusconi non è libero di dare il numero del suo cellulare a chi gli pare? È vero, è il presidente del consiglio, dovrebbe stare più attento, ma con ciò? Lo si può criticare, ma non gli si può impedire. Concita forse sa con esattezza i motivi per cui Berlusconi ha dato il numero del suo cellulare a Michelle? No, non li sa. Li suppone, che è altra cosa dalla verità.

Così come ieri le accuse espresse ad Annozero da Di Pietro contro Berlusconi si basavano su proprie opinabilissime illazioni, e per uno che è stato pm questo svarione non è ammissibile. Non si accusa una persona con le illazioni di parte. Si accusa dietro esibizione di prove provate.

Insomma, ad Annozero ieri è andato in onda un altro spezzone penoso di come l’antiberlusconismo ha fulminato le capacità intellettuali dei suoi uomini di spicco. Il cervello ridotto a pappa.

Lo stesso Santoro si è spappolato con l’esibizione di un festino ributtante e sadomaso ricostruito su ispirazione antiberlusconiana, e tale da avere tutti i crismi per passare diritto dritto su di un canale pornografico.
E Santoro per questa sua esibizione culturale ha scelto nientepopodimenoche la Rai, la televisione pubblica che dovrebbe almeno tentare di educare al meglio i cittadini e specialmente i giovani.

Sempre di bene in meglio, dunque. Se si continuerà così, fra poco in prima serata ci ritroveremo le inchieste, con tanto di filmati reali, di come gli italiani si comportano in camera da letto. Un reality di sicura presa e di sicuro successo.
Santoro potrà vantarsi di essere stato il primo.

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2 Comments

  1. Commento by Arturo Fizzi — 19 Gennaio 2011 @ 02:42

    ma sei proprio una merdaccia ……………….

  2. Commento by Bartolomeo Di Monaco — 19 Gennaio 2011 @ 09:50

    Quando ci cuole, ci vuole.

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