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Due evitabili errori

3 Novembre 2011

Quante volte viene da chiedersi se davvero in politica scendano gli uomini migliori. Io sono convinto, non da ora, che no, in politica, se non proprio i peggiori, scendono i mediocri, gli scansafatiche, oppure coloro che vogliono profittare a proprio vantaggio del potere che la politica sa offrire a piene mani.

Berlusconi è l’eccezione. Le sue capacità le aveva dimostrate nella vita come imprenditore, senza mai chiedere l’aiuto di chicchessia, e specialmente dello Stato. È un suo vanto che ancora ama sottolineare.

Ho avuto modo in questi mesi di apprezzarlo e di criticarlo nei vari momenti in cui si dovevano assumere decisioni importanti. Una delle mie critiche più severe fu nell’estate di un anno fa, quando ci fu la rottura con Fini, e suggerivo al presidente del Consiglio di cogliere l’occasione per andare alle elezioni anticipate, che lo avrebbero di nuovo impalmato di quella solida maggioranza che il tradimento di Fini aveva intaccato. Non ci si andò, ed oggi è di macroscopica evidenza l’errore che Berlusconi commise.

Detti la colpa alla mollezza dei suoi consiglieri, ed in specie a Gianni Letta, un vecchio democristiano incapace di azioni risolute e di sfondamento, nato per la mediazione a tutti i costi, anche se comporti l’immobilismo.

Oggi addirittura se ne parla come l’eventuale successore di Berlusconi in un governo di emergenza, del quale facesse parte anche il Pdl. Ma ieri a Porta a Porta Sacconi e Cicchitto hanno smentito che il Pdl possa mai partecipare ad un governo di emergenza. Per nostra fortuna.

Il governo di emergenza, infatti, così come va configurandosi, con partiti che la pensano in modo diametralmente opposto, sarebbe una iattura e segnerebbe il definitivo fallimento dell’Italia.

Il Pdl ha confermato a Napolitano la sua intenzione di proseguire l’azione di governo e che Berlusconi resterà, dunque, al suo posto. Nessuna ipotesi di passi indietro sarà presa in considerazione dal partito.

La via d’uscita, o meglio il male minore, restano perciò le elezioni anticipate. Gli italiani potranno decidere, così, a chi affidare la governabilità in questo momento turbolento e difficile.

I due errori che sono stati commessi ieri ne hanno di fatto spianato la strada.
Il primo riguarda Berlusconi, ancora una volta dimostratosi indeciso. Ieri doveva imporsi. Doveva battere i pugni sul tavolo. O si concretizzano gli impegni sottoscritti nella lettera alla Ue, o si va tutti a casa.
Il Cdm di ieri sera doveva uscire o con un decreto legge, perciò subito in vigore, o con le dimissioni del governo.

Il secondo errore lo ha commesso Napolitano dando ragione al ministro Tremonti e imponendo il maxiemendamento, che ha tempi più lunghi, non certo il miglior modo di presentarsi oggi al G20.
Qualcuno pensa che la mossa di Napolitano abbia inteso creare qualche difficoltà al governo.
Se fosse così, se Napolitano fosse stato messo in stato confusionale da Tremonti, Napolitano lo verificherà molto presto.
Qualsiasi difficoltà creata oggi al governo Berlusconi ha, infatti, un’unica via di uscita: le elezioni anticipate.

Se Napolitano avesse invece incoraggiato un decreto legge che applicasse pari pari gli impegni assunti davanti all’Ue, oggi non solo ci troveremmo più protetti dai trabocchetti del duetto Sarkozy-Merkel, ma avremmo messo l’opposizione con le spalle al muro.
O essa sarebbe stata costretta a manifestare palesemente la propria contrarietà agli impegni assunti dal nostro governo, oppure avrebbe dovuto avallarli agli occhi di un Napolitano che sul mantenimento degli impegni presi sta giocando il suo prestigio internazionale.

Ieri sera si sarebbe potuto fare un passo avanti nella direzione di dare scacco matto alla crisi.
I due uomini che la stanno guidando, però, hanno fatto la mossa sbagliata.

www.i-miei-libri.it

Altri articoli
“Alfano: “No a giochini di palazzo” Napolitano: “Tutti liberi di agire” di Domenico Ferrara. Qui.

“Van Rompuy ricorda: “L’Italia non è la Grecia” Usa: “I problemi restano” di Nico Di Giuseppe. Qui. Da cui estraggo

“Del resto anche “se ci sono cambiamenti di governo non cambiano i problemi del Paese”. A mettere a tacere le opposizioni, i malpancisti, i frondisti e il Terzo Polo – tutti uniti nel chiedere le dimissioni di Berlusconi e il cambio della guardia – è Ben Rhodes, uno dei consiglieri del presidente Usa. Dal G20 di Cannes, dove sono riuniti i capi di Stato e di governo dei paesi più industrializzati, arriva dunque un monito a continuare sulla strada dello sviluppo, della crescita e del mantenimento degli impegni presi dall’esecutivo italiano con Bruxelles. Ma a rispettare questi stessi impegni dovrà essere il governo in carica.
Il messaggio di uno dei consiglieri di Barack Obama è chiaro su questo punto. Alla domanda se gli Usa siano preoccupati da un eventuale caduta del governo Berlusconi, Rhodes ha dichiarato: “Per l’Italia vale il discorso della Grecia. Se ci sono cambiamenti di governo non cambiano i problemi del Paese”.

“Nessun passo indietro” di Alessandro Sallusti. Qui.

“La Casa Bianca e il caos italiano” di Mario Sechi. Qui.

“Il Pdl e i traditori… i Giuda hanno paura” di Alessandro Sallusti. Qui.

“Casini e Fini guidano le grandi manovre: poltrone ai dissidenti Pdl” di Paolo Bracalini. Qui.

“Centrosinistra senza “piano B”” di Mario Sechi.
Qui.

“E’ finito un ciclo. Ecco perché” di Giuliano Ferrara. Video. Qui.


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A chi dovesse inviarmi propri libri, non ne assicuro la lettura e la recensione, anche per mancanza di tempo. Così pure vi prego di non invitarmi a convegni o presentazioni di libri. Ho problemi di sordità. Chiedo scusa.
Bart