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È ora di cantargliene alla Merkel

24 Maggio 2012

Non so se qualcuno si ricorda che gli eurobond furono una proposta del governo Berlusconi, reiterata continuamente da Tremonti nelle varie sessioni internazionali dedicate alla crisi e alle soluzioni più idonee da intraprendere.

Ora Hollande, rispondendo all’ennesimo rifiuto della Merkel, dice che il tema degli eurobond è sul tavolo, come a far intendere che chi ne caldeggia l’emissione non ha nessuna voglia di rinunciarvi, soccombendo alla testardaggine della cancelliera di ferro.
Vedremo se l’asse Gran Bretagna, Francia, Spagna e Italia saprà farsi valere. Infatti, anche Cameron, pur non essendo la Gran Bretagna nell’euro, appoggia gli oppositori della Merkel.

Ho scritto qualche giorno fa che la Germania non sa fermarsi in tempo, e nel momento che fa il passo più lungo della gamba, va incontro ad una sconfitta.
La sua potenza economica e anche la sua puntigliosa disciplina ne fanno una Nazione temibile e rispettata, ed essa lo sa, e proprio perché lo sa, cerca di profittarne. Ma è qui che non ha ancora imparato la lezione della storia. Nell’ultima guerra si mise in testa di conquistare l’intera Europa con la forza delle armi. Se è vero che a guidarla nell’impresa era un folle, è anche vero che la maggioranza del popolo tedesco ne seguì le indicazioni con entusiasmo e addirittura con un fanatismo ebbro e senza limiti.
La mania di grandezza, insieme con la consapevolezza della propria forza, ne determinarono la sconfitta.

Ciò che può accadere di nuovo ove la Germania persistesse nel suo atteggiamento di chiusura.
Il discorso è presto fatto. Sia la Germania a lasciare l’euro (chi sa che non sia proprio questo che vuole, e dunque accontentiamola). Se ne torni pure al suo marco forte e vediamo se conquisterà il mondo. Credo che avrà dei grossi problemi a piazzare i suoi prodotti, e li avrà ancora di più se il resto dell’Europa farà di tutto per contrastarla.

Con la Germania potrebbero andarsene alcuni Paesi del Nord, come la Finlandia, la Svezia e l’Olanda, ma senza la Germania potrebbe entrare nell’euro la Gran Bretagna, che proprio dalla troppa rigidità tedesca ha voluto tenersi alla larga perché dannosa.

Sono proprio la Spagna, l’Italia, la Francia, la Gran Bretagna, le Nazioni che hanno formato il cuore del nostro Continente. L’Europa può benissimo sopravvivere se questi Paesi, uniti ai molti altri che fanno parte della Ue, si adopereranno per farne una federazione di Stati con un governo centrale e una banca centrale.
Lo si faccia intendere alla Germania. Sappia che non è per la sua testardaggine ed il suo egoismo che siamo disposti a buttare a mare l’idea di un’Europa unita.

P. S. Torniamo agli scandali di casa nostra. Leggete qui. La senatrice Finocchiaro usa la scorta per farsi aiutare a tirare il carrello della spesa. Mi ricordo quando, nel caso Ruby, si criticò Berlusconi per aver fatto fare la famosa telefonata ad un uomo della sua scorta. Stiamo a vedere se ancora una volta ci saranno due pesi e due misure.


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Bart