La nostra rivista non è usa segnalare la morte degli artisti. Essi si sono consegnati alle loro opere e continuano perciò a vivere. Facciamo un’eccezione per Fernanda Pivano, morta ieri 18 agosto in una clinica di Milano (era nata a Genova il 18 luglio 1917), perché, insieme con Cesare Pavese ed Elio Vittorini, contribuì, con le sue traduzioni, a far conoscere importanti scrittori americani, tra cui Edgar Lee Masters, di cui tradusse “Spoon River Anthology”, Ernest Hemingway, del quale curò l’intera opera, Francis Scott Fitzgerald (“Tenera è la notte”, “Il grande Gatsby”, “Di qua dal paradiso” e “Belli e dannati”).
Diamo i link di alcune riviste amiche in cui potrete trovare filmati e immagini:
http://insonnoeinveglia.splinder.com/
http://viadellebelledonne.wordpress.com/
Qui il sito ufficiale della scrittrice:
Commenti
2 risposte a “Fernanda Pivano”
L’ho vista poco fa in un intervista del 99.
Questa è la donna che ci ha fatto conoscere l’America – Lee Master, Hemingway, Ferlinghetti, Kerouac, Gensburg, Faulkner – e stasera mi ha mostrato la soavità, la leggerezza, il disincanto, l’umiltà. “Mio marito? sì lo amo ancora, anche se mi ha gettato via come uno straccio dopo 37 anni. Mi disse che dopo due anni sarebbe tornato” “E invece?” “ma che ne so, il lavoro, va a capire”
“Che domanda si pone più spesso e che risposta si dà?” “che vivo a fare. La risposta? non lo so.” “ci crede in Dio?” “E certo! no no, Dio esiste, altrimenti che ci stiamo a fare?”
Addio Fernanda, che la terra sulla collina ti sia lieve.
Bellissimo pensiero, il tuo, Carlo. Grazie.