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Fini farebbe meglio a tacere

27 Luglio 2010

Quando Fini definisce opinioni le accuse rivolte al governo da Fabio Granata dice una grande stupidaggine.
Quando Fini si erge a tutore della legalità dice un’altra gran stupidaggine, giacché il suo comportamento viola addirittura, e da molto tempo, il suo ruolo istituzionale.

Ricorda Cicchitto: «un partito garantista non può farsi definire gli organigrammi interni dagli interventi dei magistrati inquirenti senza attendere tutte le chiarificazioni processuali e non. Così ci regolammo quando i pm di Napoli chiesero addirittura l’arresto di Bocchino. In quell’occasione solidarizzammo con lui e Fini condivise quella linea ».

Un Fini per tutte le stagioni, dunque. Noi lo sapevamo già. Ma quanti cadono nella trappola della legalità senza riflettere che chi vuol dare una tale lezione dovrebbe quanto meno fare prima un esame di coscienza?

Come dovrebbe farlo Italo Bocchino, che invece maramaldeggia: «Dal partito non ci possono cacciare, non possono espellere Fini e noi non ce ne andremo. O pace o guerra: nessuna separazione consensuale ».

A sentire uno così, che se avesse un po’ di senso politico dovrebbe tenere conto di tutti i guasti che sta arrecando, e che invece, giacca sulle spalle, dissotterra tutti i giorni l’ascia di guerra, io, se fossi un dirigente Pdl, un bello scontricino con lui ce lo farei per togliermi qualche sfizio e fargli vedere che dietro le spalle c’ha solo la sua giacca. Truppe scarse e pavide, invece.

La musica che cantano Fini e suoi scherani è ancora una volta la solita: dal Pdl non vogliono andarsene. Ci stanno bene. Hanno un letto (uno scranno) e mangiare assicurato tutti i giorni.

Fini poi ha anche una bella poltrona a Montecitorio e se la tiene stretta. Oltre a tanti soldini in più, quella poltrona gli consente di far sentire la sua voce, che altrimenti cadrebbe nel vuoto più assoluto.
Se non fosse la terza carica dello Stato, infatti, chi gli presterebbe attenzione?

L’aspetto grave di tutta questa vicenda è il silenzio di Napolitano. Che non rimarca lo sforamento continuo di Fini dalle sue funzioni istituzionali, né interviene sulle dichiarazioni di Granata, gravissime perché praticamente costui lascia intendere che il governo è colluso con la mafia. Ostacolare le indagini sulle stragi del 1992, in sostanza significa questo.

Napolitano tace come tacquero in quegli anni Scalfaro e Ciampi.
Mi si potrebbe dire: Napolitano non redarguisce Fini, giacché anche lui tracima dalle sue funzioni.
È vero. Ma c’è di più: un disegno tra i due, non più tanto velato, per logorare il governo Berlusconi.

Granata ancora oggi, sebbene sollecitato da La Russa, non fa nomi e cognomi. Lancia il sasso e ritira la mano. Conferma la sua dichiarazione, ma niente nomi e cognomi. Secondo me sta commettendo un reato, giacché non può tacere quei nomi, e dovrebbe essere ascoltato dalla commissione Antimafia, di cui, peraltro, è vicepresidente.

Per fare luce non si può nemmeno contare sull’opposizione, a cui piace assistere allo scontro tutto interno al Pdl, e lascia passare dichiarazioni che, in altre circostanze, l’avrebbero portata a sbraitare su tutte le piazze d’Italia.
Non dice niente la senatrice Finocchiaro?

Il Pdl ricacci ogni proposta di conciliazione, dunque. Che guerra sia. Per quanto mi riguarda, non vedo l’ora di vedere quell’arrogante Italo Bocchino sgambettare e boccheggiare come una bodda.

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“Berlusconi e l’ombra della rottura: Fini vuole uccidermi politicamente” di Marco Galluzzo. Qui.

“Bondi: “Parole senza precedenti per un capo della Camera”. Qui.


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14 Comments

  1. Commento by Mario Di Monaco — 27 Luglio 2010 @ 09:53

    La battaglia che fini conduce, a suo dire, sulla legalità, è chiaramente un pretesto.

    Affermare insistentemente di essere a favore della legalità è una puntualizzazione pleonastica e priva di senso.

    Se intendesse effettivamente impegnarsi sul delicato tema della legalità dovrebbe semmai aiutare, e non ostacolare, Berlusconi a realizzare quelle indispensabili riforme della giustizia, necessarie per introdurre nel nostro paese un più accettabile livello di certezza del diritto.

    Oggi il Secolo d’Italia titola “Il PDL è casa nostra”. Sono in minoranza ma si considerano ormai i padroni del partito.

  2. Commento by salvatore rossetti — 27 Luglio 2010 @ 16:24

    fini giustamente da pericoloso comunista ha seppure con 20 anni di ritardo chi e’ il suo ex datore di lavoro.
    da vero uomo di destra si e’ ricordato che un certo rispetto delle istituzioni non e’ una priorita’ assoluta solo della sinistra ma di tutti coloro che dovrebbero rappresentare il popolo italiano.
    mi sembra altresi’ piuttosto chiaro che qualsiasi personaggio decente tipo scognamiglio tanto x dirne uno non puo avere a che fare con berlusconi

  3. Commento by Mario Di Monaco — 27 Luglio 2010 @ 17:34

    Nessuno impone a Fini di restare con Berlusconi. E’ semmai proprio lui a dichiarare di non volersene andare.

  4. Commento by giuliomozzi — 27 Luglio 2010 @ 21:33

    Ma, a prescindere dagli interessi del sig. Fini, è conveniente per l’attuale maggioranza difendere a oltranza il sig. Cosentino, il sig. Caliendo, il sig. Dell’Utri, il sig. Verdini? E’ conveniente per l’attuale governo se queste persone rimangono ai loro posti? E’ conveniente per l’Italia se queste prsone rimangono ai loro posti?

    Perché è stato ritenuto conveniente che il sig. Brancher si dimettesse, che il sig. Scajola si dimettesse, che il sig. Cosentino si dimettesse (da qualcosa ma non da tutto), mentre si ritiene conveniente che i sunnominati (e il Cosentino per la carica residua) restino ai loro posti?

    E, se sembrasse non conveniente (se non altro per ragioni di imamgine, quindi di   consenso, quindi di stabilità governativa, quindi di stabilità del Paese) mantenere quelle persone ai loro posti, non si potrebbe concludere che il sig. Fini sta semplicemente cercando di evitare il tracollo dell’attuale maggioranza?

  5. Commento by Bartolomeo Di Monaco — 28 Luglio 2010 @ 00:06

    Giulio, ci divide profondamente il presupposto: tu pensi che Fini voglia “evitare il tracollo dell’attuale maggioranza”, io invece penso che Fini faccia il guastatore. I giornali hanno fatto varie ipotesi in tutto questo tempo, legate spesso all’ambizione personale di Fini. Nessuno, mi pare, ha preso in considerazione una ipotesi simile alla tua. Per carità, potresti anche avere ragione, ma in una scommessa la tua ipotesi la darei 1 milione a 1.

    Ho ricordato il caso Bocchino per il quale era giunto da Napoli una richiesta di arresto. Il Pdl lo difese e Fini fu d’accordo. Poi Bocchino è risultato innocente.
    Fini non chiese le sue dimissioni e fu garantista. Ora non lo è più, mentre io lo sono ancora.

    Non sono garantista solo nel caso in cui l’imputato è stato colto con le mani nel sacco.

  6. Commento by giuliomozzi — 28 Luglio 2010 @ 15:40

    No, Bartolomeo, non ci divide un presupposto.

    Che Fini cerchi di evitare il tracollo dell’attuale maggioranza, non è il mio presupposto: è la mia conclusione.

    Scrivi: ” I giornali hanno fatto varie ipotesi in tutto questo tempo, legate spesso all’ambizione personale di Fini. Nessuno, mi pare, ha preso in considerazione una ipotesi simile alla tua”. Questo significa semplicemente che non leggiamo gli stessi giornali. Ad esempio, hai mai provato a leggere attentamente Il Foglio?

  7. Commento by Bartolomeo Di Monaco — 28 Luglio 2010 @ 16:52

    Il mio pensiero su Ferrara è qui, di qualche giorno fa.

    Per il resto, se hai ragione tu od io, lo vedremo tra non molto.

  8. Commento by giuliomozzi — 29 Luglio 2010 @ 01:16

    Io sospetto, Bart, che purtroppo il tuo sia proprio un presupposto. Cioè una convinzione che viene prima dell’analisi, e che quindi produce sempre e solo la propria conferma.

    Sono convinto che se l’attuale maggioranza, che io ritengo deleteria, si disfacesse, l’Italia potrebbe guadagnarci assai (è un’ipotesi).

    Sono convinto che se l’attuale capo del governo continuerà a difendere a spada tratta il proprio potere personale (e coloro che, servitori o ricattatori, vivono all’ombra del suo potere personale), l’attuale maggioranza andrà presto in disfacimento (è un’altra ipotesi).

    Sono convinto che Gianfranco Fini, temendo il disfacimento dell’attuale maggioranza, stia cercando di far capire all’attuale capo del governo che, se continuerà a perseguire l’obiettivo del mantenimento e dell’allargamento del proprio potere personale (e quindi della protezione di coloro che all’ombra di questo potere campano e fanno affari), il disfacimento sarà veloce e inevitabile (questa invece è un’analisi).

    E, sinceramente, ciò di cui ho più paura è: che l’attuale capo del governo finalmente capisca la convenienza di quanto Fini gli propone.

    Il Pdl ha perso una grande quantità di voti: a favore dell’Udc, che si propone (abilmente) come partito dei moderati; a favore della Lega Nord, che si propone (abilmente) come partito di coloro che pensano alle cose serie. Per ricuperare questi voti, il Pdl ha bisogno di farsi un maquillage e proporsi come partito dei moderati (e per fare questo bisogna, tra le altre cose, [a] allontanare dal governo un po’ di persone sulla cui onestà sarebbe difficile scommettere, [b] fare del Pdl un partito dove ci sono degli organismi che si riuniscono e decidono la linea), nonché di sgravarsi del problema di fare leggi e leggine esclusivamente a tutela del potere personale dell’attuale capo di governo, e cominciare a dare la sensazione di essere un governo che si occupa non di un uomo solo e dei suoi servi o ricattatori, ma dell’Italia: delle cose serie.

    Ovvero: per non diventare minoritario, il Pdl ha bisogno di fare ciò che Fini prèdica. Io spero che Berlusconi non lo capisca, che il disegno salti, e che il Pdl diventi minoritario.

    Dopodiché vedremo se la Lega sarà capace, diventati non più convenienti gli accordi elettorali col Pdl (e con Forza Italia prima) che le hanno sempre garantito una sovrarappresentazione tra gli eletti, di essere qualcosa di più di un partitino localistico.

  9. Commento by Bartolomeo Di Monaco — 29 Luglio 2010 @ 08:58

    Che il Pdl abbia bisogno di farsi un maquillage sono d’accordo. Ma prima è necessario risolvere la questione Fini, e qui non sono più d’accordo.
    Infine, il governo sta facendo bene, e gli organismi che contano glielo riconoscono.
    Potrebbe fare meglio, ma questo sarà possibile risolto ilm problema Fini, uomo della prima Repubblica.

    Circa Berlusconi, desidero ricordare ciò che ho già detto altre volte. Sto con Berlusconi, pur sapendo tutti i difetti che ha, poiché mi è parso il solo che possa modernizzare lo Stato con il suo programma di riforme.
    A me la prima Repubblica non è piaciuta e non mi piace più la Costituzione che non dà, di fatto, alcun ruolo agli elettori.

    Se Berlusconi riuscirà a fare le riforme (altrimenti non ci riuscirà più nessuno per molto tempo ancora), sono sicuro che si ritirerà dalla vita politica. E allora, tutti i suoi difetti, le sue colpe, eccetera, uscciranno di scena con lui, per lasciare il posto ad uno Stato diverso e moderno.

    Sarà valso stare dalla sua parte.
    E anche di sopportarlo.

  10. Commento by giuliomozzi — 30 Luglio 2010 @ 06:06

    ” il governo sta facendo bene, e gli organismi che contano glielo riconoscono”. Quali?

  11. Commento by Bartolomeo Di Monaco — 30 Luglio 2010 @ 08:38

    Banca d’Italia e UE

  12. Commento by giuliomozzi — 30 Luglio 2010 @ 19:08

    A me pare che la Banca d’Italia non abbia molto apprezzato la politica economica dell’attuale governo. Al punto che più volte Berlusconi ha addirittura accusato la Banca d’Italia di diffondere dati falsi.

    Poi ho sempre in mente la famosa frase di autoelogio che Giulio Tremonti pronunciò nel maggio scorso, e che Il Giornale attribuì falsamente al segretario dell’Ocse Angel Gurria, titolando “Ue promuove l’Italia: giusta direzione” (vedi).

  13. Commento by Bartolomeo Di Monaco — 30 Luglio 2010 @ 19:22

    Non è così. Draghi ha anche recentemente elogiato la manovra economica e il comportamento tenuto dall’Italia nella gestione della crisi che messo in ginocchio altri Paesi europei.

    L’Ue si è pronunciata più di una volta elogiando l’Italia.

  14. Commento by salvatore rossetti — 31 Luglio 2010 @ 13:23

    io credo che alla europa interessi solo che l’ italia tenga in ordine i conti.di come lo faccia sono affari nostri delle maestre , dei bancari , dei metalmeccanici , di chi per fare una banalissima analisi di controllo periodica paga 70 euro.di chi in una localita’ balneare x un parcheggio di 2 ore paga 16 euro.ditemi voi se queste non sono tasse mascherate.allora il tanto criticato romano prodi lo sbeffeggito padoa schioppa.se lo fanno loro sono dei criminali se lo fa berluscono e’ un santo.

    fa davvero paura siamo di fronte ad una campagna pubblicitaria di autocelebrazione continua.

    io spero che ci sia ancora qualche persona di destra che non abbia la mente ottenebrata dal continuo martellamento propagandistico.

    ma essere di destra non significgerebbe anche avere un senso di giustizia di stato sociale e di rettitudine morale ????

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