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Fini parlerà alla Nazione

1 Settembre 2010

E chi cavolo si crede di essere?
Nei giorni scorsi era questo il ritornello dei finiani. Farà, dicevano, un discorso di alto profilo. Di che genere, mi chiedo. Risponderà alle tante domande che i giornalisti vorrebbero rivolgergli sulle varie faccenduole, con riflessi anche penali, scoperte, pare, sul suo conto?

Se non risponderà a queste domande, come ha fatto fino ad oggi, limitandosi a sporgere querele, il suo discorso non potrà che volare rasoterra. Anche se, coloro che lo stanno illudendo e sfruttando, gli batteranno le mani fino a spellarsele.

Leggo che Berlusconi si avvierebbe a fare pace con lui. Lo scrive il Corriere della Sera, qui, di solito ben informato. E agirebbe anche sul Giornale perché ponga fine alla campagna accusatoria contro le presunte malefatte della terza carica dello Stato.

Se così fosse davvero, “io non ci sto”. Innanzitutto, non credo che Berlusconi possa mettere il bavaglio ad un giornalista agguerrito come Vittorio Feltri che a Fini rispose: Ride bene chi ride ultimo. E poi c’è Libero, che, con Maurizio Belpietro e i suoi giornalisti pare addirittura più agguerrito del Giornale. E poi, se non bastasse, c’è Il Tempo. E non è detto che s’imbavagli anche Panorama.

In ogni caso, la mia domanda è semplice semplice: Si può mettere la mordacchia ad un caso che vede coinvolta la terza carica dello Stato in affari che tutti i quotidiani hanno definito poco chiari, per non dire loschi? Da ultimo, proprio stamani, anche la Stampa, con un articolo di Marcello Sorgi, certamente non un berluscones, il quale scrive:

“Le voci sulla presunta disponibili ­tà di Fini a cercare o accettare un ar ­mistizio si sono fatte più forti in vista dei due appuntamenti che a cavallo del fine settimana l’ex leader di An avrà con Rutelli e il suo partito e con la neonata formazione finiana di «Fu ­turo e libertà ». Dopo la rottura di fi ­ne luglio tra i due cofondatori del Pdl e dopo il mese di silenzio che Fini ha fatto seguire, rotto solo da un comu ­nicato sulla vicenda della casa di Montecarlo, regalata ad An da un’an ­ziana sostenitrice e finita in affitto al cognato del presidente della Camera dopo una vendita con non pochi lati oscuri a una società straniera.”

Qui non si tratterebbe affatto di accordi politici (a questo proposito ribadisco: Fini non è più affidabile: guai accordarsi con lui!), qui si tratterebbe di far ingoiare agli italiani una carica istituzionale super partes che appare coinvolta in operazioni illecite, svoltesi nel corso del suo mandato. Da ultimo si legga qui questo vero e proprio j’accuse, dove si parla di fondi bloccati per tutti (leggere anche qui) ma poi sbloccati, su interessamento della segretaria di Fini, Rita Marino, per il solo Piscicelli, un imprenditore della cricca.

Potrebbero gli elettori e i cittadini accettare che un’inchiesta di questa gravità sia interrotta con un’operazione censoria?

Non è possibile. Sarebbe come mettere la museruola ad uno scandalo istituzionale che, a mio avviso, secondo i documenti e le testimonianze finora pubblicati, sarebbe assai più grave di quello che travolse il presidente Nixon.

Chi sa se Napolitano se ne rende conto, il quale continua a non sentire, a non vedere e a non parlare.


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1 commento

  1. Commento by Ambra biagioni — 2 Settembre 2010 @ 12:54

    Di qui e allo stesso modo.

    http://a.imageshack.us/img135/121/balconi.jpg

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