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La scampanata, il romanzo di Bartolomeo Di Monaco trasformato in testo teatrale, qui per chi volesse rappresentarlo.

FUMETTI: Copi

15 Settembre 2009

[da: ‚ÄúEnciclopedia dei fumetti‚ÄĚ, a cura di Gaetano Strazzulla, Sansoni, 1970] ¬†

L’AUTORE ¬†

COPI (Ra√Ļl Damonte Taborda) – Nato a Buenos Aires il 20 novembre 1939, da genitori di ori ¬≠gine italiana. Fino all’et√† di otto anni ha vissuto in Argentina, poi ha seguito la famiglia in Bra ¬≠sile e Uruguay. Inizi√≤ giovanissimo a disegnare e le sue prime tavole apparvero sulla rivista Tia Vicenta, portabandiera argentino dell’umo ¬≠rismo dell’assurdo. A ventidue anni √® venuto in Europa, stabilendosi a Parigi. Per qualche tempo ha vissuto vendendo disegni, collages e ¬ę mac ¬≠chie di colore ¬Ľ ai clienti seduti ai tavolini dei caff√®.
In Francia, per la prima volta, pubblic√≤ sulla rivista Twenty, che ebbe una vita molto breve. Poi collabor√≤ a Bizarre, per passare successi ¬≠vamente al Nouvel Observateur. Sulle pagine di questo giornale nacque, quasi per caso, il per ¬≠sonaggio fisso delle sue tavole: una donna con uno sproporzionato naso, eternamente seduta su una sedia troppo piccola per la sua robusta mole (solo all’inizio essa √® apparsa in piedi o accovacciata dentro una vasca da bagno). Schizzata con pochi essenziali tratti, la donna di Copi dialoga con incredibili comprimarii polli, lumache, tartarughe, leoni, elefanti ecc. Questi assurdi e paradossali colloqui, venati di ironia e spesso inframezzati da lunghi silenzi, evidentemente vogliono indicare la difficolt√† esi ¬≠stente nel mondo d’oggi di comunicare attra ¬≠verso la parola. La sua donna, come osserva Oreste Del Buono, ¬ę √® certo di questi giorni, un personaggio sconfitto e aggressivo, ricono ¬≠scibilissimo e apertissimo a ogni mutazione ¬Ľ. Nonostante la sua apparente immobilit√†, questa donna inchiodata alla sedia √® un personaggio vario e mutevole, raffigurazione emblematica di un’umanit√† vittima e carnefice a un tempo. Ora appare violenta e minacciosa, capace di ogni tipo di cattiveria; ora si mostra malinconica e umiliata, una creatura fragile come un passe ¬≠rotto.
Oltre agli animali (tra i quali fa spicco un uc ­cello indefinibile, probabilmente un pollo, che ha due grandi ambizioni da soddisfare: sedersi anche lui ed essere scambiato per un pavone), nelle tavole appare spesso una minuscola bam ­bina, la figlia della donna seduta. Il rapporto tra madre e figlia conferma quale sia la par ­ticolare visione della vita di Copi: ogni essere umano vive chiuso nel proprio egoismo e fa della propria solitudine la sua arma di difesa e di offesa al tempo stesso. La bambina, maltrat ­tata e schiaffeggiata senza ragione dalla ma ­dre, talvolta si prende la sua rivincita deriden ­dola con disprezzo e facendola cadere dalla sedia.
Nel 1968, Copi, accortosi che la sua donna era troppo sola, l’ha raddoppiata, le ha dato un antagonista, o forse solo uno specchio in cui riflettersi, un ¬ę alter ego ¬Ľ commovente e malinco ¬≠nico, suo complice aggressivo e suo rivale ge ¬≠loso.
La concezione della vita che Copi ci trasmette si √® fatta cos√¨ pi√Ļ amara e atroce. Affermata l’impossibilit√† di un dialogo, Copi √® passato al monologo, rifiutando ogni tentativo di ricercare una qualsivoglia felicit√†. E alla donna delle sue tavole non √® rimasta altro che la sicurezza di una sedia.
Per Copi il linguaggio del fumetto √® un linguag ¬≠gio teatrale. Del resto il teatro √® stato il suo primo grande amore. E lui stesso ce lo con ¬≠ferma: ¬ę lo non ho mai studiato pittura, n√© fre ¬≠quentato scuole o istituti artistici. Certo, da bambino disegnavo, tutti i bambini disegnano. Ma quel che mi ha sempre interessato √® il tea ¬≠tro… ¬Ľ. E le sue tavole sono teatro disegnato: si veda, per esempio, l’importanza che, nel con ¬≠testo della pi√®ce disegnata, vengono ad assu ¬≠mere le pause che corrono tra una battuta e l’altra della protagonista e del suo deuterago-nista di turno. Personaggi e comprimari recitano nelle tavole di Copi un’interminabile commedia umana amaramente ironica.

(Seguono nel testo alcune tavole esemplificative dello stile originalissimo di Copi)


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Bart