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La scampanata, il romanzo di Bartolomeo Di Monaco trasformato in testo teatrale, qui per chi volesse rappresentarlo.

Giallo: Giulia/A detective story: Giulia (Trad. Helen Askham)#24/24

20 Giugno 2008

di Bartolomeo Di Monaco
[Per le altre sue letture scorrere qui. Il suo blog qui.]

In calce il testo inglese

GIULIA #24

Nel pomeriggio andarono a far visita all’avvocato Chiarelli. Lo trovarono sereno, come non lo avevano visto da molto tempo.
«Mi ha chiamato la banca. Mi hanno detto che riavrò tutti i miei soldi, e che non dovrò restituire io, il prestito. Sono stati davvero gentili, hanno riconosciuto che è stata colpa di quel loro funzionario, e così si sono addossati il danno. Eh, le banche… Sono davvero una grande istituzione. »
«Lei lo sapeva che sua moglie è stata uccisa? »
«Chi l’avrebbe uccisa? » Appariva sorpreso, l’avvocato.
«La signora Lazzarini. »
«Ma lei vuole prendermi in giro. »
«E anche che l’amante di sua moglie è stato ucciso, lo sapeva? »
«Ne è proprio sicuro? » Al commissario non piaceva il modo in cui rispondeva l’avvocato Chiarelli.
«Lei conosceva l’ingegner Gavazzi? »
«Sì, gliel’ho già detto. Ma solo per ragioni di lavoro. Perché dice: conosceva? È successo qualcosa? »
«Si è suicidato. L’hanno trovato stamani a Firenze. Si è suicidato insieme alla sorella. »
«E perché mai? »
«Lei lo sapeva che l’ingegner Gavazzi e Giulia erano amanti? »
«Non le credo. »
«E invece è così. Lei lo ha già saputo dalla banca, immagino, che sono stati l’ingegner Gavazzi e la sorella ad uccidere la signora Lazzarini, con la complicità di quel Nardelli. »
«Sì. »
«Quando lo ha saputo? »
«Di primo mattino. Verso le nove. Il direttore mi ha telefonato a casa e mi ha raccontato tutto. È una storia incredibile. Non avrei mai potuto immaginare una cosa del genere. Quella era una coppia diabolica. Mi dispiace per quel povero funzionario, che si è trovato in mezzo, e si è rovinata la vita. »
«È tutto ciò che avevo da dirle. La saluto. »
Jacopetti se n’era stato zitto per tutto il tempo. Non aveva preso appunti, contrariamente al solito. All’uscita domandò al commissario:
«Lei pensa che si siano uccisi perché ormai sapevano della confessione di Nardelli? »
«Sì. Lui è corso dalla sorella. Forse volevano anche fuggire da qualche parte. Poi, chissà a che cosa hanno pensato… Chi può sapere quello che passa per la testa della gente. Si sono visti persi, e così l’hanno fatta finita. »
«A che ora risale la morte? »
«Tra le undici e mezzogiorno, dicono. »
«Allora non potrebbe essere stato l’avvocato? »
«Sul suicidio, questa volta non ci sono dubbi. Hanno fatto la prova di paraffina. Lui ha sparato alla sorella, alla tempia, e poi ha rivolto l’arma contro di sé. Un colpo alla testa, e l’ha fatta finita con questa storia. »
«Io, invece, sento che è stato l’avvocato. Lui sapeva dove trovarli, quei due, ne sono certo. È corso a Firenze e li ha uccisi. È un uomo robusto. Poteva farlo. Ha vendicato la moglie, e anche Giulia, in certo qual modo. Giulia è stata complice e vittima di quella coppia diabolica. Il suicidio dell’ingegner Gavazzi e della sorella è solo una messa in scena. »
«Smettila di dire idiozie. Vuoi saperne più della Scientifica? »
«Anche nel caso della signora Lazzarini, la Scientifica sosteneva la tesi del suicidio. »
«Ma questa è la Scientifica di Firenze. »
«E allora? »
«Finiscila, Jacopetti. »
«Mi dispiace, ecco, che tutto si concluda così. »
«Il caso è chiuso, Jacopetti! Vedi di non farmi arrabbiare. Lasciamolo finalmente in pace quel povero Chiarelli. Becco e bastonato, poverino. »
La sera, l’avvocato Chiarelli telefonò al cognato, a Firenze. Raccontò che la banca gli avrebbe restituito tutti i suoi soldi prestati a Giulia, e non gli avrebbe chiesto indietro il debito di duecento milioni. Anche se i soldi sottratti non fossero stati mai più rintracciati. Pure quella di Firenze, gli avrebbe restituito i cinquanta milioni di Bianca.
«È una bella notizia. »
«Ce n’è anche un’altra di belle notizie. »
«Quale? »
«Stamani hanno trovato gli assassini di Giulia, l’ingegner Gavazzi e sua sorella, morti nella loro casa di Firenze. Suicidati. »
«Ma no! »
«Ma sì, invece. Non è una bella notizia? »
«Splendida notizia! »
«Così tutto è finito per il meglio. »
«Glielo hai detto al commissario che noi si sospettava che Giulia fosse implicata nella morte di Bianca? »
«Il commissario lo ha appreso da quel Nardelli che è stata Giulia con i suoi compari ad uccidere Bianca. Ma io ho fatto finta di non sapere niente. Poteva accusarci di avergli intralciato le indagini, sennò. Lo sai come sono quelli della polizia. Loro in carcere ce la mettono volentieri la gente. »
«Hai fatto bene, allora. »
«Anche tu, mi raccomando, fai finta di non aver sospettato mai che Bianca e quel suo amante fossero stati uccisi. Potrebbero pensare ad una nostra vendetta, altrimenti. E chi se li leverebbe più dalle costole quelli della polizia? Ci si rovinerebbe la vita per sempre, se si spiattellassero queste cose. Tanto ormai il caso è chiuso, e giustizia è stata fatta. »
«Dimenticherò ogni cosa. Ti puoi fidare di me. »
«Anche a tua moglie e ai miei figli non dire mai niente. Sarà un nostro segreto. »
«Fidati. »
«Allora ciao, e buonanotte, Ludovico. »
«Buonanotte, Alfredo. »
Non sapeva il cognato che era stato lui, invece, Alfredo Chiarelli, ad uccidere l’ingegner Gavazzi e la sorella.

(fine)

GIULIA #24

 They went to see Alfredo Chiarelli in the afternoon. They found him calm and relaxed in a way they hadn’t seen him for a long time.
“The bank called me,” he said. “and told me I’ll get all my money back and I won’t have to repay the loan. They were very polite. They accept that one of their employees was to blame and so they’re taking responsibility for the loss. Banks, eh? Fine institutions.”
“Did you know your wife was murdered?”
“Who would have done that?” He seemed surprised.
“Signora Lazzarini.”
“Is this is some kind of a joke?”
“Your wife’s lover was also murdered. Did you know that?”
“Are you quite sure?”
Renzi didn’t like the way the lawyer responded.
“Did you know Mauro Gavazzi?”
“Yes, I told you, but only through work. Why do you say ‘did’? Has something happened?”
“He’s committed suicide. They found him this morning. In Florence. He committed suicide along with his sister.”
“Why on earth?”
“Did you know that Gavazzi and Giulia were lovers?”
“I don’t believe you.”
“But it’s true. I imagine you already know from the bank that it was Gavazzi and his sister who killed Giulia and that Nardelli was involved too.”
“Yes.”
“When did you hear?”
“First thing this morning. Just before nine. The bank manager phoned me and told me everything. It’s incredible. I never could’ve imagined such a thing. These people were evil. I feel sorry for the employee, getting mixed up with them. His life is ruined.”
“That’s all I had to say to you. Good afternoon.”
Jacopetti had been silent throughout. He hadn’t taken notes as he usually did. At the door he asked, “Do you think they killed themselves because they already knew about Nardelli’s confession?”
“Yes I do. He rushed to his sister’s place. Maybe they thought of running away somewhere. But who knows what they thought? Who can tell what passes through people’s minds? They knew they were lost and put an end to it all.”
“When did it happen?”
“Between eleven and twelve o’clock, they say.”
“So couldn’t it have been Chiarelli?”
“This time there’s no doubt about it being suicide. They did a paraffin test. He shot his sister in the temple and then turned the gun on himself. A shot to the head and the end of the story.”
“Sir, I have a feeling it was the lawyer. I’m sure he knew where to find them. He went to Florence and killed them. He’s a strong man. He could’ve done it. He avenged his wife and Giulia too, in a way. Giulia was both the accomplice and victim of that evil pair. He made it look like suicide.”
“Stop talking nonsense. Do you want to find out more from the forensics?”
“Forensics also supported the theory of suicide in Giulia’s case.”
“But these are the Florence forensics.”
“So?”
“Enough, Jacopetti.”
“But I don’t like the way it’s all finished up.”
“The case is closed, Jacopetti! Don’t make me angry. Let’s leave that poor lawyer in peace at last. He’s taken enough of a beating, poor soul.”
That evening, Alfredo Chiarelli phoned his brother-in-law in Florence to tell him that the bank was going to repay him all the money he had lent to Giulia and that they were no longer asking for repayment of the other two hundred million, even if the money that had been stolen was never traced. And the bank in Florence was going to pay him Bianca’s fifty million.
“That’s good news.”
“There’s more good news.”
“What’s that?”
“They found Giulia’s murderers this morning. Mauro Gavazzi and his sister, dead in their flat in Florence. Suicide.”
“Surely not!”
“Surely yes. Isn’t that good news?”
“It certainly is!”
“So all’s well that ends well.”
“Did you tell the detective we suspected Giulia of having something to do with Bianca’s death?”
“He’d found out from Nardelli that it was Giulia and her cronies who killed Bianca. I pretended to know nothing about it. Otherwise he could’ve charged us with obstructing his investigations. You know what the police are like. They’re quite happy to put people in prison.”
“You did the right thing.”
“It would be best if you did the same. Pretend you never suspected Bianca and her lover were murdered. Otherwise they might think we’d wanted revenge and we’d have the police on our heels forever. Our lives would be ruined if we let anything slip. The case is closed now and justice has been done.”
“I’ll forget all about it. You can trust me.”
“Don’t say anything to anyone, not even your wife or children. Not ever. It’ll be our secret.”
“We can trust each other.”
“Well, ciao, Ludovico. Goodnight.”
“Goodnight, Alfredo.”
Ludovico would never know that it was Alfredo Chiarelli who had murdered Mauro Gavazzi and his sister.

(the end)


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A chi dovesse inviarmi propri libri, non ne assicuro la lettura e la recensione, anche per mancanza di tempo. Così pure vi prego di non invitarmi a convegni o presentazioni di libri. Ho problemi di sordità. Chiedo scusa.
Bart