Libri, leggende, informazioni sulla città di LuccaBenvenutoWelcome
 
Rivista d'arte Parliamone
La scampanata, il romanzo di Bartolomeo Di Monaco trasformato in testo teatrale, qui per chi volesse rappresentarlo.

Guai a chi non mantiene le promesse

8 Maggio 2012

Secondo me è la lezione più importante che si può e si deve trarre da queste amministrative.
Certamente la crisi economica, di proporzioni gigantesche, ha fatto la sua parte, a cui si è aggiunta l’azione infelice del governo Monti.
Due sciagure che si sono fatalmente e sfortunatamente collegate, provocando rabbia e voglia di rivolta.

Gian Luigi Paragone l’altro giorno metteva in guardia la politica ammonendo che di questo passo ci vuol poco ad avviare un processo rivoluzionario. Ne avevo parlato anch’io prima di lui, giacché nell’aria soffia un vento pericoloso, che ancora non è stato percepito nella sua gravità dai nostri politicanti. Essi se ne stanno arroccati dietro le mura dei loro privilegi e conducono una vita che niente ha a che vedere con quella della maggioranza dei cittadini. Due entità diverse e sempre più lontane l’una dall’altra.

Guardate la riforma del finanziamento pubblico ai partiti, che si è rivelato materia di scandalo e di corruzione a danno del popolo.
Il disegno di legge che i partiti della attuale maggioranza hanno consegnato al parlamento per la discussione è una specie di foglia di fico che nulla toglie alle caratteristiche corruttive del sistema precedente. Un modesto ritocco, come modesti ritocchi sono stati fatti ai privilegi degli onorevoli.

Sulla rabbia espressa ieri con il voto pesa anche questa resistenza a cambiare, questa resistenza a non sentire l’incarico pubblico come servizio e non come fonte di privilegi personali.
Gli sprechi degli apparati pubblici, in primis quello abnorme del Quirinale, che ci costa quasi quattro volte più della antica monarchia inglese, hanno fatto il resto.
Il cittadino si domanda a che possa mai servire un apparato quirinalizio così abnorme ad un presidente della Repubblica che, stando alla Costituzione, esprime sì l’unità della Nazione, ma è titolare di poteri limitatissimi.
Verrebbe da dire che al nostro presidente della Repubblica potrebbero bastare tra consiglieri, segretari e commessi non più di dieci collaboratori.

Ma, a mio avviso, la vera ragione della protesta e dell’indignazione, sta nel mancato adempimento delle promesse fatte ai cittadini. Ciò riguarda i maggiori partiti che si erano impegnati a riformare lo Stato e la giustizia, una piaga, quest’ultima, che ci fa vergognare nel mondo. Nulla si è fatto, come si sa.

Tra questi partiti parolai non vi è dubbio che il Pdl è quello che ha scontato di più il risentimento popolare.
Le sue promesse erano state solenni, la fiducia che aveva ottenuto in numero di seggi aveva pochi precedenti. Ed invece sono trascorsi gli anni nelle liti e nelle incertezze. Non è mai stata trovata la strada giusta per mantenere gli impegni, e così il cittadino si è trovato a subire l’operazione Napolitano-Monti, che si è rivelata una vera sciagura, non a carico della classe politica, che ha saputo difendere i propri interessi e i propri privilegi, bensì a carico dei cittadini, in particolare di quel ceto medio che d’un tratto sotto l’azione Napolitano-Monti, è sparito dalla società. La quale ora è divisa tra chi è ricco e non ha problemi nel pagare le tasse, e chi fatica ad arrivare alla fine del mese.

L’Imu ha fatto traboccare il vaso. La tassazione della prima casa è ingiusta di per sé, poiché la prima casa è frutto di sacrifici e quasi sempre il suo acquisto è a fronte di un mutuo oneroso. Se la casa è abitata da chi l’ha comprata o costruita o è abitata dai   figli non può essere sottoposta a tassazione per le ragioni prima esposte. Essa non produce rendita né altra ricchezza di sorta. E se produce rendita, poiché locata, essa è già sottoposta da tempo alla tassazione.

Quella dell’esenzione dal tributo sulla prima casa e su eventualmente altre date in comodato ai figli era una delle più significative promesse fatte dal Pdl, insieme con quelle della riforma dello Stato e della giustizia. Ma, dopo un periodo di vigenza di questa esenzione, Berlusconi e il Pdl si sono rimangiati la promessa e nessuna resistenza è stata fatta per impedirne la cancellazione, ed addirittura l’inasprimento, al contrario di quanto fatto dal Pd che si è battuto sull’art. 18, ottenendo qualche risultato.

Il Pdl ha pagato più degli altri partiti proprio in ragione delle promesse disattese.
Io dico: Ben gli sta. Guai a fare promesse se poi non si ha la forza di battersi per esse. Se si è talmente codardi da subire la resistenza degli altri, fino addirittura ad arrendersi, come è accaduto a Berlusconi.

A Lucca, la città bianca della Toscana, dove il centrodestra si è frammentato in mille rivoli, il Pdl ha preso appena il 9, 03%. Uno schianto verso il precipizio.

Che cosa si deve fare?
Ormai il tempo è poco per realizzare alcune delle promesse, e il 2013 sarà comunque una conta pesante per il Pdl.
Una delle poche cose immediatamente realizzabili, che potrebbe essere apprezzata dall’elettore, resta quella di esentare l’Imu sulla prima casa e su quelle date in comodato ai figli.
Avranno Alfano e il Pdl il coraggio di fare questo dietro front?

www.i-miei-libri.it


Letto 1001 volte.


Nessun commento

No comments yet.

RSS feed for comments on this post.

Sorry, the comment form is closed at this time.

A chi dovesse inviarmi propri libri, non ne assicuro la lettura e la recensione, anche per mancanza di tempo. Così pure vi prego di non invitarmi a convegni o presentazioni di libri. Ho problemi di sordità. Chiedo scusa.
Bart