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Guai a rimandare lo scontro con Fini

2 Luglio 2010

Finalmente due articoli molto chiari prendono posizione netta contro Fini e i suoi piani antiberlusconiani. Sono quelli scritti ieri da Vittorio Feltri, con il titolo “Fini è una risorsa, ma per l’opposizione”, e da Maurizio Belpietro, “Per avere un futuro Gianfranco cambierà la legge elettorale”. Anche altri articoli parlano di una resa dei conti vicina.

Non posso che gioirne. Da tempo vado sostenendo che questa resa dei conti è indilazionabile. Ogni giorno che passa, Fini fa un passo avanti e Berlusconi uno indietro. La ragione è semplice: agli occhi dei suoi elettori appare debole e irretito dalla strategia ragnesca di Fini. Se continuerà così, succederà che Fini, politicante di maggiore anzianità, e soprattutto difensore della prima Repubblica, se lasciato fare, riuscirà a coalizzare intorno a sé la classe politica dei privilegi e i Boiardi di Stato e farà cadere in una qualche trappola letale Silvio Berlusconi.

Già stiamo toccando con mano la deriva istituzionale che si va aggravando di giorno in giorno. Fini si presenta ormai come leader dell’opposizione antiberlusconiana, il quale, molto slealmente, si avvale dei suoi poteri istituzionali per una battaglia politica personale. Napolitano esterna sempre di più, colpendo a piedi uniti e collezionando falli su falli senza che ci sia un arbitro che fischi la punizione, essendo lui l’arbitro, e arbitro di parte.

Fini va affrontato nel suo feudo. Combatterlo negli organismi di partito è facile, poiché la maggioranza è netta ed è favore di Berlusconi. Ma alla Camera Fini ha a suo favore i poteri di cui lo ha dotato la sua carica istituzionale, ed è lì che li utilizza per scopi personali. È qui che si è arroccato e fa la sua battaglia. E finché non lo si affronterà nel suo nido d’aquila, da lì partiranno sempre le sue incursioni.

Dunque, prima della chiusura estiva, non per puntiglio, ma perché il Paese deve andare avanti, devono essere approvati la manovra economica e il ddl sulle intercettazioni. Se è necessario si rinunci alle vacanze da parte dei parlamentari. Non è un pedaggio troppo pesante per loro, se si pensi che in vacanza ci vanno anche quando dovrebbero stare in Parlamento.

Ci sono dei doveri che il governo deve esercitare nell’interesse del Paese. E tra questi, c’è il dovere di far approvare le leggi nei tempi più celeri possibili.

Alla ripresa dei lavori ci saranno cose assai importanti da affrontare: le riforme promesse in campagna elettorale e attese almeno da coloro che hanno scelto Berlusconi per realizzarle.

Da settembre riforme e solo riforme, a razzo. A partire da quella della giustizia. L’Italia non può continuare, ad esempio, ad assistere ad una magistratura che si arroga un compito che la Costituzione non gli assegna: quello ossia di interferire nella politica del governo. A giudicare il governo sono gli elettori. E il Parlamento non ha alcun diritto di rallentare le leggi che non piacciono all’opposizione utilizzando un ostruzionismo senza fine. Oltre un certo limite l’ostruzionismo non può andare. Per il rispetto che si deve ai cittadini e al Paese. Il Parlamento è organo che deve decidere, non può discutere all’infinito.

Riguardo al disegno di legge sulle intercettazioni si è tentato di strumentalizzare l’intervento di ieri del garante della privacy. Bene ha fatto Il Foglio ad intervistarlo, con l’articolo intitolato “Pizzetti smentisce Repubblica”.

Ieri c’è stata pure la prima manifestazione di protesta contro il suddetto disegno di legge. Il 9 luglio toccherà alla FNSI. Mi piacerebbe tanto sapere se la FNSI è a conoscenza delle intimidazioni che certi piccoli giornali non allineati con la sinistra subiscono un giorno sì e un giorno no affinché non si sentano liberi di esprimere ciò che pensano. Sarebbe bene che anche questo spicchio di libertà fosse preso in considerazione e tutelato.

(Ai miei lettori: sarò fuori casa dal 3 al 10 luglio compresi. Ci rincontreremo al mio ritorno)


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2 Comments

  1. Commento by Mario Di Monaco — 2 Luglio 2010 @ 09:00

    Ho scorso velocemente i giornali di oggi ed in nessuno di essi ho rilevato quella che secondo me era la notizia più importante sulla manifestazione di protesta organizzata in Piazza Navona contro il ddl definito “legge bavaglio”.

    Tutti hanno dato rilievo all’intervento di personaggi noti della politica e della società (è stato dato ampio spazio perfino alla D’Addario) ma nessuno ha dedicato neppure un rigo all’ incombente presenza sul palco degli organizzatori di Gianfranco Fini. Una partecipazione che, seppure spirituale, costituiva il vero punto di riferimento dei manifestanti, la voce autorevole da cui attingere gli stimoli per condurre la lotta.

    Il suo attivismo contro Berlusconi è diventato imbarazzante. Anche lo scontro avuto con Bondi il giorno prima, in occasione della presentazione della Rivista di Politica diretta dal finiano Alessandro Campi, ha dato la conferma che egli ha già avviato da tempo la propria personale campagna elettorale e se Berlusconi continuerà a rinviare le necessarie contromisure rischierà di soccombere.

  2. Pingback by Guai a rimandare lo scontro con Fini | IlTuoWeb.Net News — 17 Luglio 2010 @ 08:02

    […] Articolo originale: Guai a rimandare lo scontro con Fini Attualita’ […]

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