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I falsi miti: Lula, Agnelli, Scalfaro, Ciampi

1 Gennaio 2011

La decisione dell’ex presidente brasiliano Lula di non estradare il terrorista pluriomicida Battisti sfascia in un sol colpo tutta la leggenda che si era costruita su di lui sin dalla sua elezione. Non so quanto abbia fatto per il suo Paese, per portare un po’ di giustizia sociale e risollevare dalla povertà milioni di connazionali costretti a vivere nelle condizioni più avvilenti. Penso che qualcosa abbia fatto, ma ciò non potrà mai compensare l’atto scellerato compiuto al termine del suo mandato presidenziale.

Qualche volta personaggi che qualcuno, a torto, considerava dei miti commettono nella vita gesti che gettano all’improvviso una nuova luce su di essi. Sono gesti indicatori di una personalità occulta, tenuta faticosamente nascosta per non rivelarsi.

Il gesto di Lula è uno di questi. Non ci può essere alcuna spiegazione per giustificare la mancata estradizione di un terrorista che si è macchiato di atroci delitti e che è stato riconosciuto colpevole dalla magistratura con sentenze passate in giudicato.
Se poi si lascia intendere, come ha fatto Lula, che questo terrorista rischia la vita in Italia ed è per tale motivo che lo si trattiene in Brasile, si aggiunge vergogna a vergogna.

Ma c’è di più. L’azione di Lula è una vera e propria vigliaccata. Decidere la non estradizione nell’ultimo giorno del proprio mandato, significa lasciare sulle spalle del proprio successore tutte le gravi conseguenze di quel gesto. Significa lanciare il sasso e poi nascondersi. Sarà infatti il successore a dover fronteggiare le dure e ampiamente prevedibili, se non addirittura annunciate, reazioni dell’Italia. Lula se ne andrà a godersi il riposo altrove, restando semplice spettatore come molti di noi.
Sì, è proprio una vigliaccata. Se questa era da tempo la sua decisione doveva assumerla sulle proprie spalle tempo fa, rispondendo così, direttamente, delle proprie azioni.

Ma il 2010 appena tramontato ha fatto cadere altri miti. Quello di Agnelli, ad esempio, scoperto abituale esportatore di capitali all’estero, nascosti, così sembra, al fisco italiano, dal quale, quando era a capo della Fiat, ha ricevuto generose elargizioni. Un articolo di ieri sul Giornale, a firma di Giancarlo Perna, ne mette in risalto la controversa figura.

E poi, e poi… I due grandi miti della sinistra nostrana: Carlo Azeglio Ciampi e Oscar Luigi Scalfaro.
Si è scoperto che la trattativa tra Stato e mafia, di cui si voleva incolpare Berlusconi, è avvenuta negli anni in cui essi erano ai vertici dello Stato, e Berlusconi nemmeno era sceso in politica. Un duro colpo per coloro che li avevano eletti a miti della nostra democrazia. Oggi essi sostengono una bizzarra teoria, la stessa che hanno sempre contestato a Berlusconi. Dicono di non saperne nulla e che, se trattativa c’è stata, essa è avvenuta a loro insaputa. Nemesi della Storia.

Agnelli, Scalfaro, Ciampi. Questi tre italiani ci hanno preso e ci stanno prendendo in giro. Hanno avuto ed hanno le loro colpe, e pure gravi, ma non vogliono riconoscerle.
Agnelli, tra i tre, se fosse ancora vivo, forse ammetterebbe le proprie (e come del resto potrebbe negarle?). Ma Oscar Luigi Scalfaro e Carlo Azeglio Ciampi per quanto tempo ancora cercheranno, come ha fatto Lula, di scaricare sugli altri le conseguenze di una umiliante resa dello Stato nei confronti della criminalità organizzata?
Tentino pure, ma nessuno degli italiani onesti potrà mai credere alla loro innocenza.

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I messaggi di Fine Anno di tutti i presidenti della Repubblica. Qui.

“Crisi, monito di Bagnasco: “Gli animi sono avvelenati da chi fomenta la sfiducia”. Qui. Da cui estraggo:

“Ricordiamo che la tentazione della sfiducia prende facilmente il singolo, ma può avvelenare la società intera, una città, un Paese – ha continuato Bagnasco – questo diventa ancor più deleterio e pericoloso. Chi ad arte fomenta tale clima non contribuisce a risolvere nulla e aggrava la situazione, manca di responsabilità. Non si tratta di sottovalutare o nascondere i problemi, ma di rappresentarli nelle misure reali senza tacere le luci, piccole o grandi che siano”. “A volte sembra serpeggiare una voluttà di male – ha quindi spiegato il presidente della Cei – essa sparge ombre, incertezze e freni con mano invisibile, dicendo o tacendo, insinuando, ritirandosi o opponendosi, creando rapporti che sembrano virtuosi ma che in realtà sono interessati e di corto respiro”.

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“Battisti, Frattini scrive alla Rousseff: “La neopresidente smentisca Lula”. Qui.

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Bart