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I finiani vorrebbero liberarsi del marchio di traditori

29 Novembre 2010

Ma non possono farcela perché traditori lo sono.
Il tentativo disperato che hanno cercato di far passare ieri con la lettera ripresa da quella con cui la Lega Nord sfiduciò nel 1994 il primo governo Berlusconi, dimostra che non riescono più a discernere. Sono diventati pericolosi, come è diventato pericoloso il loro leader, che siede sullo scranno della terza carica dello Stato.

Pensare che in giro per le Istituzioni ci sono uomini come questi fa venire i brividi. Tutto potrebbe succedere quando a guidare le Istituzioni ci sono uomini che, per il proprio tornaconto, hanno perso il senso dello Stato. Perfino un golpe. L’humus c’è. Se al posto di Berlusconi ci fosse stato un altro qualsiasi degli uomini politici e fosse stato preso di mira da un attacco così massiccio che travalica perfino i confini nazionali, noi il colpo di stato lo avremmo già subito.

Gli States hanno giudicato Berlusconi debole per la sua vita privata e pericoloso per i suoi rapporti soprattutto con Putin. Forse è invidia, o non sanno che Berlusconi è un uomo che da sempre non dorme più di tre, quattro ore al giorno, ed è abituato ad un ritmo di vita che pochi sono in grado di sostenere. Basterebbe chiedere a uno qualsiasi dei suoi collaboratori. Spesso taluni lasciano l’incarico per non riuscire a sostenere il suo ritmo. Ai mollicci americani, abituati a cibarsi sul modello McDonald, ciò sembra impossibile. Invece è così. Bisogna che se ne facciano una ragione. E per quanto riguarda i buoni rapporti con Putin dovrebbero rallegrarsene, visto che la fedeltà occidentale di Berlusconi non vi è chi possa metterla in dubbio. Altra cosa sarebbe se questa intensa amicizia corresse tra Putin e, ad esempio, D’Alema. Allora ci sarebbe da preoccuparsi. Ma Berlusconi, tanto da Putin quanto da Gheddafi, si porta a casa commesse importanti per il nostro Paese. E agli States, come ad altri Paesi europei, è questo che non va giù.

Tornando ai finiani, essi non riescono a distinguere che la sfiducia che la Lega Nord dichiarò al primo governo Berlusconi, fu la sfiducia di un partito che aveva ricevuto i voti dagli elettori come tale. Vi era, come vi è, una completa autonomia tra gli organismi decisionali dei due partiti.

I finiani hanno avuto il consenso non come alleati del Pdl, ma in quanto componenti del Pdl allo stesso titolo, ad esempio, di Fabrizio Cicchitto. Sono stati messi nella stessa lista, in quanto membri dello stesso partito.

Ciò che non fu e non è per la Lega Nord. Quando non si è capaci di vedere tale enorme differenza, significa che siamo alla frutta, e stiamo diventando sempre di più degli arruffoni e degli azzeccagarbugli. Altro che mirare al potere. I finiani possono solo sprofondare sempre più in basso, giacché è in basso la loro collocazione. Più insignificanti diventeranno, più sarà un bene per il Paese e per la democrazia.

La lettera di ieri insiste a richiedere a Berlusconi di dimettersi prima del 14 dicembre. Sono rimasti solo i finiani a richiederlo con tanta insistenza. Perché? Perché non vogliono che il loro tradimento venga allo scoperto con il voto del 14 dicembre e tutti i cittadini (il voto sarà trasmesso sicuramente in diretta Tv) possano vederlo. Lo sanno loro stessi di essere dei traditori e non vorrebbero che questo marchio, che ancora per poco nascondono sotto la manica della camicia, venga reso palese. Hanno impresso sulla carne una grossa T scarlatta.

Stanno supplicando, insomma, Berlusconi di risparmiare loro l’onta della vergogna. Non comprendendo che più insistono più il gioco penoso e ributtante viene allo scoperto, anche prima del 14 dicembre.

Con la lettera di ieri hanno, inoltre, commesso un altro errore, uno dei molti compiuti dopo Bastia Umbra. Con la lettera hanno dichiarato che il 14 dicembre voteranno la sfiducia. Non potranno più tornare indietro, perciò, a meno che non si rimangino quanto scritto (allo scopo di logorare poi Berlusconi). Ma i loro voti ormai sono considerati dal governo voti di opposizione anche se andassero ad ingrossare quelli della fiducia.

Poveri finiani. Stanno gridando Aiuto! Aiuto! e nemmeno se ne accorgono.

Articoli correlati”Berlusconi nel mirino per i rapporti con Putin e le «feste selvagge »” di Giuseppe De Bellis. Qui.

“Wikileaks, ora la diplomazia si fa gossip Berlusconi? Feste e poche ore di sonno” di Massimo M. Veronesi. Qui.

“Quelle parole che lasciano il segno” di Mario Calabresi. Qui.


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3 Comments

  1. Commento by picchio — 29 Novembre 2010 @ 17:24

    dopo magistratura, ex comunisti, opposizione, corte costituzionale, presidente della repubblica, tv pubblica, giornali e quant’altro entrano fra i cattivi anche gli States che non conoscono e non capiscono Berlusconi.

    Tra i buoni invece Putin e Gheddafi!

    ma dico: un giorno vi sveglierete da questo brutto sogno!!!

    Il giocattolo oramai si sta rompendo ed è vero che dopo di lui non verrà il diluvio.

  2. Commento by Felice Muolo — 29 Novembre 2010 @ 17:51

    Mettiamo che i finiani siano traditori. Ma di che tipo sono? I traditori di Giulio Cesare mica lo ammazzorono a rate. Questo modo moderno  di tradire al rallentatore proprio non lo capisco.  E’  sadismo. Passarà alla storia?

  3. Commento by Bartolomeo Di Monaco — 29 Novembre 2010 @ 18:34

    Penso, Felice, che sarà trattata come una pagina nera del modo di fare politica in Italia.

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