Il mio amore per il diritto del lavoro

di Bartolomeo Di Monaco

Ne ho già parlato. Questo amore nacque quando ero segretario provinciale dell’organizzazione bancaria FIB-CISL (dal 1970 al 1978). Avevo a cuore gli interessi dei lavoratori, non solo del mio settore, ma anche di altri settori. Sono stato pure nelle fabbriche a tenere assemblee. Oggi un amico che ogni mattina e ogni sera mi manda i suoi saluti attraverso messenger, dice che non sono più quello di una volta, ma sono diventato fascista. Quanto ti sbagli amico mio! Sono lo stesso di quegli anni e mi ribello fortemente alle ipocrisie, alle falsità, alle giravolte, agli insulti, al mancato rispetto nei confronti di chi la pensa diversamente. Con la mia lunga esperienza ho maturato la convinzione, rafforzata da ciò che in politica osservo ogni giorno, che il centrodestra, pur con tanti limiti (nessuno è perfetto), è più rispettoso del pensiero altrui, a confronto del centrosinistra. La vedo così, e mi faccio ragione di ciò con gli anni che porto sulle spalle e con l’intensa esperienza che ho avuto nel mondo del lavoro.
Ma torniamo all’amore verso il diritto del lavoro. Feci abbonare il sindacato di cui ero segretario a 2 importanti riviste del lavoro. Le leggevo da cima a fondo e quando usciva una sentenza che poteva essere utile per la mia categoria, mi mettevo a scrivere un circolare, citandola e commentandola. Era spedita a tutte le sedi bancarie della provincia di Lucca. Ne ho fatte tante! Tutte perdute. Un lavoro andato al vento. Si sarebbe potuto raccoglierle in un libro. Ma a quel tempo non ci pensavo. Ho difeso, pur non essendo avvocato, ma in forza dell’art. 28 dello Statuto dei Lavoratori, che me lo consentiva, vari colleghi, ottenendo anche risultati positivi e sempre gli elogi della parte avversaria. Cito 2 nomi: l’Avvocato Piero Del Frate, che è stato anche Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, e il luminare famoso in tutta Italia e docente presso l’Università di Pisa, Giuseppe Pera.
Ma ho scritto sin qui per arrivare a dire che questa mia passione mi portò ad avviare e concludere un lavoro di portata gigantesca. Ossia: provare, attraverso le leggi succedutesi via via nel tempo, che il nulla-osta della Banca d’Italia previsto per i contratti integrativi delle Casse di Risparmio (settore ACRI) era illegittimo. Il nulla-osta incombeva come la spada di Damocle sul contratto appena firmato, e poteva arrivare ad annullare norme che le parti in causa avevavo concordemente accettato. Un impedimento che minava la forza e la credibilità del sindacato, poiché quando si negava il nulla-ossta ad un contratto appena firmato, chi ci guadagnava era sempre l’azienda.
Questo studio mi costò fatica (il lavoro è tutto mio), ma mi dette una grande soddisfazione. Contribuì alla sua abrogazione!
Chi ha la voglia di leggerlo, anche per apprezzare il mio lavoro e l’impegno profuso, può leggere le 9 pagine qui.
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Buona lettura.

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