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Il pretesto Bondi

11 Gennaio 2011

Quando ieri leggevo dell’accanimento della magistratura nei confronti di Bruno Contrada, mi è venuto in mente il caso di Sandro Bondi.

L’opposizione, non sapendo come portare a casa una qualche vittoria nello scontro con il governo, ha trovato eccellente l’idea di presentare una mozione di sfiducia contro il ministro Bondi, reo di aver fatto cadere qualche vecchio muro in quel di Pompei.
A nulla è valso ricordare che nel passato, quando al governo c’era l’opposizione, di vecchi muri ne sono caduti, eccome, ma nessuno si era mai sognato di incolparne direttamente il ministro.

Quella dei nostri siti archeologici fatiscenti, amministrati distrattamente, è una vecchia piaga del nostro Paese.
L’altro giorno, parlando con un amico che è venuto a trovarmi, questi mi diceva che, se fossimo bravi ad amministrare le nostre bellezze naturali e storiche, noi potremmo mettere ai confini delle biglietterie per far entrare i turisti. Pur pagando un ticket, ci sarebbero file a non finire. In poco tempo risolveremmo ogni nostro problema di debito pubblico.

Ogni volta che mi sono recato in Gran Bretagna, ho sempre apprezzato il modo in cui gli inglesi sanno pubblicizzare le loro bellezze. Ricordo che un cartello stradale ben visibile, mi invitava a visitare una cascata d’acqua. Naturalmente la raggiunsi e scoprii che si trattava di una cascata d’acqua delle quali il nostro Paese è ricco, al punto di non annotarle neppure.

Se avessimo la attenzione e la cura che gli inglesi pongono alle loro cose, noi saremmo tra i paesi più ricchi al mondo, e non grazie al nostro sistema industriale, ma in virtù delle bellezze di cui il Padreterno ci ha voluto circondare.
Non c’è Paese al mondo che ne sia dotato più di noi.

Naturalmente, per arrivare a questo risultato ci vorrebbero uomini e mezzi adeguati. Se ci fossero, ripeto, noi non dovremmo inventarci niente per arricchirci. A dotarci degli strumenti per diventare ricchi è già stato provveduto migliaia di anni fa. Stanno lì sotto i nostri occhi di ebeti e di incapaci.
Spero che un giorno (può accadere anche da noi) qualcuno si accorga di questo patrimonio naturale in grado di levarci ogni pena.

Ma la pena oggi affligge il ministro Sandro Bondi. E, a mio avviso, non per colpa sua. Altrimenti dovremmo spalmare questa specie di colpa su innumerevoli governi nazionali e locali di ogni colore. Ma per colpa di un’opposizione che non ha di meglio da fare, ed è così scarsa di argomenti che tenta, profittando del crollo di vecchie mura pompeiane, di mettere in crisi la governabilità del nostro Paese. Gesto folle, da irresponsabili.

Leggo che Bondi vorrebbe dimettersi prima che la mozione venga discussa, così da non mettere in difficoltà il governo. Sbagliato, a mio avviso. È una resa che non ha senso. Gli italiani sanno bene come stanno le cose. Il ministro resti al suo posto e, come è accaduto il 14 dicembre, l’opposizione si assuma le sue responsabilità di fronte al Paese. Vuole creare grane al governo per impedirne la governabilità? Vuole usare questi mezzucci del tutto poveri e strumentali? Lo faccia davanti al Paese. Abbia il coraggio di farlo.

Vedremo quanti voti si porterà dietro. Non credo che alcuni dell’opposizione saranno così sciocchi da farsi ridere in faccia dagli italiani. Credo che prenderanno le distanze, magari astenendosi. Come sembra.

Non è tempo di coprire le idiozie che ammorbano il Paese. Le dimissioni anzitempo di Bondi avrebbero questo risultato. Metterebbero una coperta sopra la stoltezza che da tempo si è impossessata dell’opposizione e del Pd in modo particolare.

IL 14 dicembre insegna. Si vada alla conta. Chi lancia il sasso, vedremo se poi nasconderà la mano.

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1 commento

  1. Commento by Marione — 12 Gennaio 2011 @ 10:27

    Bondi rimane un personaggio inutile, sia a sinistra che a destra, anzi è più inutile a destra.

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