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Il ritorno di Oriana Fallaci

4 Gennaio 2011

L’estremismo mussulmano esploso da ultimo nelle strade di Alessandria d’Egitto ha reso di attualità il pensiero di Oriana Fallaci che in un celebre articolo pubblicato sul Corriere della Sera lanciò per prima l’allarme in Occidente. Qui un altro articolo del 2006, sempre sul Corriere della Sera.

I cristiani – disse praticamente – sono distratti e non si accorgono che i musulmani stanno cercando di condurre a termine la loro missione di conquista che non riuscirono a terminare secoli fa, quando dovettero fermarsi alle porte di Vienna.

Quelle preoccupazioni, la famosa giornalista e scrittrice, morta troppo presto nel 2006, le replicò nel suo libro “La rabbia e l’orgoglio”, uscito nel 2001.

Di quel libro, il Giornale di ieri riporta un passo significativo, che potete leggere per intero qui. Estraggo la parte finale:

“Per questo diventano sempre di più, pretendono sempre di più, ottengono sempre di più, spadroneggiano sempre di più. E se non stiamo attenti, se restiamo inerti, troveranno sempre più complici. Diventeranno sempre di più, pretenderanno sempre di più, otterranno sempre di più, spadroneggeranno sempre di più. Fino a soggiogarci completamente. Fino a spengere la nostra civiltà. Ergo, trattare con loro è impossibile. Ragionarci, impensabile. Cullarci nell’indulgenza o nella tolleranza o nella speranza, un suicidio. E chi crede il contrario è un illuso.”

Non vi è dubbio che il recente mancato riconoscimento da parte dell’Europa delle proprie radici cristiane dà conferma dell’assunto della scrittrice, ossia che, in fatto di religione, i cristiani sono davvero molto distratti, al punto che la loro indifferenza verso l’oppressione che il cristianesimo subisce nel mondo rischia di provocare un vero e proprio terremoto  alle  conquiste civili e sociali del secolo scorso.

È noto che le due società, cristiana e mussulmana, che si stanno contrapponendo, si ispirano a valori totalmente diversi, e addirittura con accenti rimarchevoli nei confronti, ad esempio, dei diritti della donna, come pure nel fatto che nelle società mussulmane più integraliste è molto difficile separare la religione dalla politica, con tutte le conseguenze possibili ed immaginabili.

Da ciò  se ne dovrebbe dedurre  che difendere i valori cristiani, mostrando verso di essi una maggiore attenzione ed una maggiore fiducia, significhi anche in concreto difendere un modello di società in cui i diritti della persona e della libertà sono considerati inalienabili e prioritari.

Non si tratta di scatenare una moderna guerra di religione, ovviamente, ma di richiamare alla memoria di ciascuno di noi ciò che ha significato di positivo l’intervento del cristianesimo nella società, a partire da quella dell’antica Roma.

Molti dei diritti universali inseriti nelle carte fondanti di tanti Stati democratici hanno la loro origine nel rivoluzionario pensiero cristiano.

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Sull’estradizione di Cesare Battisti. Qui.

“Bagnasco alla Ue: «Faccia sentire voce forte per difendere la libertà religiosa »”. Qui. Da cui estraggo:

“«Forse – ha domandato il porporato cercando le motivazioni delle persecuzioni – i cristiani sono discriminati e perseguitati proprio perché, in nome di Cristo, parlano di dignità e di uguaglianza di ogni persona, uomo o donna che sia? Di libertà di coscienza? Perchè predicano l’amore anche verso coloro che si pongono come nemici? Perchè parlano di perdono, rifiutano la violenza e operano come costruttori di pace? Perchè predicano la giustizia e lo Stato di diritto? Forse è per questo che qualcuno li giudica pericolosi e inaccettabili, oggetto di intolleranza, meritevoli di persecuzione e di morte? ».”

“Senza una svolta democratica il paese finirà in mano agli islamisti” di Khaled Abu Toameh. Qui. Da cui estraggo:

“La minoranza cristiano-copta in Egitto ha buone ragioni per essere spaventata. L’attacco mortale alla chiesa potrebbe essere, secondo fonti della sicurezza egiziana, il primo di una serie di attentati dinamitardi che avrebbero come obiettivo “infedeli e Crociati”.”

“Iraq, torna il leader al-Sadr: «Via gli americani »”. Qui. Da cui estraggo:

“Sadr, che e’ rientrato in Iraq pochi giorni fa dopo tre anni di esilio autoimposto in Iran, nel suo primo discorso in pubblico in Iraq ha incitato i suoi seguaci a ”resistere” alla ”occupazione americana” in modo ”pacifico” e a tutti gli altri occupanti del Paese.”

”Noi continuiamo a resistere contro l’occupante con la resistenza militare e con tutti i mezzi”, ha detto, precisando pero’ ”non toccheremo alcun iracheno. Noi ci opporremo solo all’ occupazione”


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8 Comments

  1. Commento by Cesare — 5 Gennaio 2011 @ 23:31

    Chi esattamente e’ sotto attacco, e da parte di chi?

    Penso alla guerra in Iraq.

    I morti iracheni di quella guerra sono stimati, a seconda della fonte, da centomila a un milione, su una popolazione totale di circa 25 milioni di persone. Se fosse l’Italia, un numero di morti tra duecentoquarantamila e due milioni e quattrocentomila. Una citta’ come Padova, o una regione come la Calabria.

    In Iraq, il 95% della popolazione e’ di religione musulmana. Si puo’ presumere che la maggioranza di questi morti sia musulmana. In genere, ad uccidere questi musulmani sono stati cristiani, e l’Iraq e’ stato attaccato da una coalizione di paesi di popolazioni a maggioranza cristiana (compresa l’Italia).

    Ma siamo noi ad essere minacciati e sotto attacco.

    Immagina se quello che e’ successo all’Iraq fosse successo all’Italia. Se una coalizione di paesi musulmani avesse attaccato e bombardato l’Italia, uccidendo tra duecentomila e due milioni di persone.

  2. Commento by Bartolomeo Di Monaco — 6 Gennaio 2011 @ 09:48

    Tu parli di guerre che sono fatte per altri interessi.

    La strage di Alessandria d’Egitto è guerra di religione.

  3. Commento by Cesare — 7 Gennaio 2011 @ 19:02

    Bart, la tua risposta e’ molto debole. Innanzitutto sai bene che la guerra in Iraq venne dichiarata come risposta alle stragi dell’undici settembre. Dunque si inserisce appieno in quello scontro. E, soprattutto, puoi ben immaginare che molti musulmani abbiano considerato la guerra in Iraq esattamente come un attacco contro la loro civilta’. (tra l’altro cosi’ l’hanno considerata molti occidentali antiislamici)

    Che poi ci siano altri interessi in gioco, cio’ e’ ben ovvio. Ma altri interessi in gioco ci sono quasi sempre. Insomma, secondo me non sarebbe male se tu considerassi un argomento quale quello di cui scrivi non solamente dall’ottica francamente ristretta della nostra tranquilla vita di occidentali.

  4. Commento by Bartolomeo Di Monaco — 7 Gennaio 2011 @ 20:55

    Non sono d’accordo, Cesare. La mia risposta è appropriata. Seguendo il tuo ragionamento, dovremmo includere tutte le guerre che ci sono state in cui uno Stato straniero ha aperto un conflitto con un altro, a partire dalla guerra del Vietnam, e prima ancora dalla guerra di Indocina e poi anche quelle coloniali.

    Queste sono guerre di conquista. Sbagliate, come sono sempre le guerre.

    Nel caso della strage di Alessandria d’Egitto, nessun Stato ha mosso guerra all’Egitto, ma si tratta di un conflitto interno tra due religioni. L’11 settembre non era una guerra religiosa, ma un attentato terroristico. Non c’entra nulla con l’attentato ai cristiani copti.
    Se invece degli Usa, ad invadere l’Iraq fossero stati i cinesi, l’11 settembre si sarebbe avuto a Pechino.

  5. Commento by Cesare — 7 Gennaio 2011 @ 23:09

    Bart, i terroristi di Al Qaida sono fondamentalisti islamici. E’ innegabile che gli attentati dell’undici settembre avessero motivazioni religiose. Per me e’ davvero incomprensibile che tu neghi questo fatto, accettato da chiunque. Nella tua ultima frase, tu sembri affermare che l’undici settembre sia stata una ritorsione all’invasione dell’Iraq. Ovviamente e’ stato l’esatto opposto.

  6. Commento by Bartolomeo Di Monaco — 8 Gennaio 2011 @ 00:26

    Siamo lontanissimi, Cesare, dall’interpretazione dei fatti.

    Leggi Bagnasco, qui.

    Le dichiarazioni dell’iracheno Moqtada al-Sadr qui.

    Per Al Qaida leggi qui. Da cui:

    “è il nome di un movimento paramilitare e terroristico, fautore di ideali riconducibili al fondamentalismo islamico e impegnata in modo militante nell’organizzazione e nell’esecuzione di azioni sia nei confronti dei vari regimi islamici filo-occidentali, sia del mondo occidentale tout court.”

    Che è tutt’altra cosa dalla guerra di religione, tanto è vero che Al Qaida attacca anche  Stati mussulmani vicino all’occidente.

  7. Commento by Cesare — 8 Gennaio 2011 @ 09:26

    Bart, sono d’accordo, siamo lontanissimi dall’interpretazione dei fatti.

    Il tuo link non funziona. La frase che riporti, che e’ di Wikipedia, e’ seguita, nelle righe successive da queste:

    “Il gruppo di al-Qāʿida predica e organizza da tempo, in nome del jihād islamico, attacchi terroristici nei confronti di obiettivi occidentali con l’obiettivo di porre fine all’influenza dei paesi occidentali sui paesi mussulmani e con il fine di creare un nuovo califfato islamico. Esso crede inoltre che ci sia un complotto ebraico-cristiano volto a distruggere l’Islam”

    Vedi un po’ tu se la religione non c’entra. Che poi ci siano attacchi verso i paesi islamici piu’ vicini all’occidente, mi sembra comprensibilissimo e del tutto compatibile con gli obiettivi di fondamentalisti islamici.

    Riguardo agli attentati del Cairo e a quelli contro cattolici, basta risalire i link del Corriere da te stesso proposti per trovarci la posizione di Al Qaida. Trovi tra l’altro:

    … tutte azioni che hanno avuto come protagonisti i figli del deserto [gruppo “Al Mujahedin”] trasformati in islamisti. E, nel corso del tempo, sono emersi anche contatti con i qaedisti che vivono nella striscia di Gaza e alcuni gruppi di fuoco ultra-radicali vicini ad Hamas … Portando morte tra i copti di Alessandria d’Egitto, i militanti hanno accresciuto la loro minaccia perché dimostrano di operare in collegamento con i qaedisti dell’Iraq – che avevano auspicato gli attentati … [Corriere, 2 Gennaio 2011]

    ... Qualche ora dopo l’attentato, il presidente Hosni Mubarak ha fatto un appello all’unità rivolto a cristiani e musulmani. Per ora non c’è stato alcuna rivendicazione, ma Al Qaeda ha da tempo minacciato i cristiani e fatto un appello a punire la comunità copta che – sostiene la rete terroristica – trattiene contro la loro volontà due mogli di sacerdoti che si sarebbero convertite all’Islam … [Corriere, 1 Gennaio 2011]

    … «Cessi questa violenza, tanto più feroce in quanto ha colpito persone inermi raccolte nella casa di Dio, cioè casa di amore e di riconciliazione ». È l’appello di Papa Benedetto XVI alla preghiera dell’Angelus in piazza San Pietro, dopo il massacro di fedeli siro-cattolici avvenuto domenica in una chiesa di Bagdad a opera di terroristi di Al Qaeda. Il bilancio in Iraq è pesante: 58 morti e 67 feriti tra ostaggi, soldati iracheni e terroristi e il bilancio potrebbe aggravarsi a causa delle gravi ferite di numerose persone. Tra i fedeli vittime (46) ci sono anche dieci donne e otto bambini, nell’assalto poi sono morti sette militari e cinque terroristi, che chiedevano il rilascio entro 48 ore di due donne musulmane che secondo loro tenute segregate nei monasteri copti in Egitto, come si legge nella rivendicazione di Al Qaeda … [Corriere, 1 Novembre 2010]

     

     

  8. Commento by Bartolomeo Di Monaco — 8 Gennaio 2011 @ 09:54

    Cesare, stamani, ho trovato queste altre dichiarazioni dell’iracheno Moqtada al-Sadr qui.

    Ripeto l’occupazione dell’Iraq, come, via via nel tempo, di altri Paesi da parte degli occidentali, in specie gli Usa, non ha mai avuto finalità religiose, e la resistenza dei Paesi occupati è sempre stata una resistenza di liberazione, non dal cristianesimo, ma dall’occupazione.

    Al Qaida persegue gli stessi scopi. liberare gli stati musulmani dall’occupazione occidentale. L’odio è verso l’Occidente colonizzatore  e non verso i cristiani, anche se la religione mussulmana li considera infedeli. Se fossero stati Paesi buddisti, quindi orientali, Al Qaida avrebbe agito contro di essi.

    Nei Paesi mussulmani la religione è anche guida della politica, ma ciò non traforma le loro guerrre automaticamente in guerre di religione.

    Per esempio in Iraq è una guerra di religione quella tra sunniti e sciiti. Allo stesso modo di ciò che è accaduto all’interno dell’Egitto.

    Comunque, Cesare, il mio pensiero vedo che trova riscontro in personaggi più autorevoli di me, come il card. Bagnasco, che di religione se n’intende.

    Per il resto, come è già accaduto tra noi altre volte, se non ci siamo persuasi delle ragioni dell’altro, restiamo ciascuno con le proprie idee. Il mondo va avanti lo stesso. :wink:

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