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Italo Bocchino e le intelligenze in affitto

24 Marzo 2010

Qualche tempo fa parlavo della solitudine di Fini, che a Roma ormai salutano soltanto quelli del Pd, incoraggiandolo a mettere i bastoni tra le ruote al Pdl, e in specie a Silvio Berlusconi, che lui invidia più di Travaglio, di Bersani e di Di Pietro. Fra poco, come scrivevo l’altro giorno, sentiremo il botto della rana della favola di La Fontaine.

Ma Fini può trovare la scusante che lui ricopre una carica istituzionale, e dietro quella nascondersi come dietro un dito. Avete presente i bambini che quando si vergognano di qualcosa mettono la manina sugli occhi e credono così di non essere veduti da nessuno? Fini si nasconde dietro l’usbergo della sua carica istituzionale e crede che quello che va facendo in giro a danno del Pdl nessuno lo veda e se ne accorga.

Ma lui ormai è arrivato a questo punto. Oggi un articolo parla della sua solitudine e dell’abbandono a cui sono stati costretti molti che furono suoi fedeli al tempo di An. Non lo capiscono più, non lo riconoscono. Sembra un’altra persona. Io attribuii qualche tempo fa il cambiamento al nuovo matrimonio. La bella e giovane moglie deve avergliele dette di tutti i colori, costringendolo a cambiare rotta. Non ci può essere altro motivo, perché un uomo non può passare al campo opposto (di ciò in pratica si tratta) dalla sera alla mattina.

Ciò che invece mi meraviglia, e anche un po’ mi mortifica, e di vedere trascinato al guinzaglio un uomo che reputo intelligente e sicuro di sé, Italo Bocchino. Egli segue pedissequamente le giravolte di Fini senza battere ciglia, anzi sempre giustificandolo.

Ora se Fini si nasconde dietro il dito della carica istituzionale, Bocchino è immerso nel partito fino al collo. Ritiene, Bocchino, che sia leale stare nel Pdl ed approvare tutte le giravolte di Fini, limitandosi a dire che rappresentano un contributo al dibattito interno del partito?

Crede, Bocchino, che a pochi giorni dalle elezioni sia corretto non rampognare Fini per il fatto che esterna continuamente su argomenti che nuocciono alla campagna elettorale del Pdl, che se non è più il partito di Fini, è ancora il partito di Bocchino?

Come lui ce ne sono altri. Un piccolo grappolo, è vero, tra i quali Bocchino spicca per personalità ed intelligenza. Per questo mi rivolgo a lui.

Ma mi domando: tutti costoro non avvertono imbarazzo e incoerenza? Come possono guardare in faccia i compagni di partito se il loro Mahtma Fini continuamente ne ostacola gli obiettivi?

Dentro un partito la lealtà è cosa fondamentale. Non si possono accettare gli sgambetti di Fini senza reagire politicamente. Non si può dare in affitto a nessuno la propria intelligenza.

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“Da tre mesi Fini parla solo come l’anti-Silvio” di Adalberto Signore. Qui.


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1 commento

  1. Commento by Ambra Biagioni — 24 Marzo 2010 @ 18:25

    Dal Legno

    Non faceva parte degli Apostoli un certo Giuda ?
    Anche questi novelli Giuda, che hanno padri nobili come Guzzanti, vogliono crocifiggere Berlusconi; potrebbero riuscirci forse, ma non s’illudano, Berlusconi morirebbe definitivamente e loro non potrebbero prenderne il posto, il Popolo sceglierebbe diversamente.

     

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