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La Boccassini stia attenta a non esagerare

15 Gennaio 2013

C’è un proverbio che dice: La gatta frettolosa fa i gattini ciechi. Mi sembra che si attagli perfettamente a Ilda Boccassini, il pm milanese che sembra presa dalla fregola di condannare per il caso Ruby Berlusconi prima delle elezioni.

Ieri  è riuscita ad ottenere che il processo non sia sospeso nel corso della campagna elettorale, ed è opinione diffusa che questo atteggiamento sia dettato dalla volontà di danneggiare l’ex premier che, con una condanna penale per concussione e prostituzione minorile sulle spalle, vedrebbe allontanarsi parte del suo elettorato.

La prova di una tale fretta è data dal fatto che non c’è in vista alcun rischio di prescrizione, giacché congiuntamente è stata contemplata la sospensione dei termini di decorrenza della stessa; l’accoglimento della richiesta della difesa avrebbe dimostrato il riguardo della magistratura verso una contesa politica a cui non giovano affatto, nel marasma istituzionale che stiamo vivendo, intrusioni di altri organi dello Stato, i quali potrebbero essere accusati di sospetta ingerenza.

Alla data delle elezioni manca poco più di un mese, e non avrebbe nociuto sul piano della giustizia  una sentenza che anziché arrivare, che so, alla fine di gennaio, fosse arrivata a fine febbraio.

Le perplessità sollevate da alcuni osservatori (ad esempio qui) sono dunque più che lecite, alimentate addirittura dalla motivazione addotta dalla Boccassini secondo la quale Berlusconi non ha diritto alla sospensione del processo non essendo candidato premier. È di tutta evidenza, al contrario, che la politica richiederà a Berlusconi un impegno quotidiano e logorante, come già è apparso in questi giorni. Che il suo impegno sia politicamente rilevante oltre che necessario è attestato dai sondaggi che vedono il centrodestra e in specie il Pdl ridurre velocemente il differenziale con gli avversari del centrosinistra, grazie all’attivismo di Berlusconi.  Proprio ieri un sondaggio molto seguito della 7 certifica questa crescita.

La domanda a questo punto è: Se la Boccassini riuscirà ad ottenere una sentenza di condanna prima delle elezioni, ciò danneggerà Berlusconi?
E qui soccorre il saggio proverbio. È mia convinzione, infatti, che l’elettorato di centrodestra, e soprattutto quello ancora indeciso, troverà in questo ingiustificato accanimento il riscontro di una prevaricazione fin troppo scoperta e sfrontata a danno di un candidato il quale, peraltro, si è sempre dichiarato vittima di magistrati che usano la giustizia per fini politici.

Non vi è dubbio che, proprio per la fregola di arrivare alla condanna in piena campagna elettorale, il pm milanese provocherà l’indignazione di quegli elettori che percepiscono nella fretta un intento  persecutorio.

Perciò la Boccassini molto probabilmente ha commesso ieri un grosso sbaglio non accedendo alla richiesta della difesa di Berlusconi. Convinta di ficcargli una freccia nell’ala, potrebbe avergli, al contrario, voltato il vento a favore.

P.S. Interessante, su questo tema l’articolo apparso stamani sul Messaggero di Piero Alberto Capotosti: “Moratoria giudiziaria per svelenire le elezioni”.


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