La casa di Montecarlo e le dimissioni di Fini

Non so se nella conferenza stampa prevista per oggi, Fini darà anche un chiarimento sulla questione sollevata da Il Giornale circa la casa di Montecarlo lasciata ad An dalla signora Colleoni, venduta a una società off-shore, sembra ad un prezzo stracciato, ed ora affittata al cognato di Gianfranco Fini. Il silenzio di Fini, infatti, non può protrarsi a lungo. Storace, a quel tempo in quota An, ha già dichiarato che approfondirà il caso e non esiterà eventualmente a rivolgersi alla magistratura.

Potrebbero essere dunque tre le ragioni per cui Fini dovrebbe dimettersi dalla sua carica istituzionale di presidente della Camera.

La prima è una questione di legalità. Egli ha svolto il suo ruolo come uomo politico di parte e non invece come Istituzione super partes. Tutti noi in questi mesi abbiamo potuto constatarlo, ed ora, sul punto, parla chiaro anche il documento uscito ieri sera dall’Ufficio di Presidenza del Pdl.

La seconda è una questione morale. Il partito che lo ha eletto a quella carica, lo ha sfiduciato. Fra l’altro ad eleggerlo furono solo i componenti della maggioranza uscita vincitrice dalle elezioni. Non ebbe, ossia, i voti dell’opposizione, la quale oggi dichiara pro domo sua che Fini è il presidente di tutti, certificando quindi le ragioni per cui il Pdl ha dichiarato di parte il presidente della Camera. Un politico che fa della questione morale e della legalità il suo cavallo di battaglia, deve riflettere su queste due ragioni e mollare la poltrona.

La terza riguarda la faccenda della casa di Montecarlo di proprietà An e venduta ad una società off-shore. Il Giornale, che è alla sua terza puntata dell’inchiesta, ha messo in luce un percorso quantomeno tortuoso ed oscuro, simile a quelli che abbiamo letto nella cronaca di questi anni e condannati.

Se Fini potrà tentare sulle prime due ragioni, aiutato dall’opposizione, qualche resistenza alle dimissioni, su questa terza dovrà fare chiarezza. Dirci chi ha venduto la casa, appena un anno fa, alla società off-shore, perché questo strano e sospetto passaggio ad una società con sede nelle Antille, di cui non si sa nulla e protetta dal segreto, perché ad un prezzo dieci volte inferiore a quello di mercato, e perché questa casa è stata data in affitto al cognato Gian Carlo Turriani, nonché l’ammontare del canone, dato che potrebbe anche sospettarsi di favore.

La terza carica dello Stato, che peraltro va facendo campagna di legalità e di moralità, non può continuare a tacere. Non gli è consentito proprio dalle sue responsabilità istituzionali.

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“«Abbiamo i numeri per andare avanti »”. Qui. Da cui estraggo:

“«FACCIA COME PERTINI » – Nel suo messaggio audio, il premier ribadisce inoltre a Fini l’invito a lasciare la presidenza della Camera. «Nel luglio del 1969, verificatosi una situazione di divisione analoga nel Partito Socialista con la sinistra socialista, il presidente Pertini, che era un grande uomo e che aveva aderito alla sinistra, ritenne doveroso dimettersi e mandò a tutti una lettera con questa dichiarazione: “Correttezza vuole ch’io metta a vostra disposizione il mandato da voi affidatomi”. Spero che Pertini possa insegnare a qualcuno il modo in cui ci si debba comportare ».”

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Commenti

Una risposta a “La casa di Montecarlo e le dimissioni di Fini”

  1. Avatar Mario Di Monaco
    Mario Di Monaco

    Sei proprio sicuro della notizia  sulla vendita della casa di Montecarlo di AN a prezzi stracciati? Dico questo, perchè ho scorso l’home page di Repubblica.it  ma non ho trovato nessun accenno a questa vicenda, sebbene sia un giornale che  ha sempre mostrato un forte interesse per i casi riguardanti immobili venduti a prezzi stracciati.