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La fuga di notizie è l’arma letale scelta da certa magistratura

6 Maggio 2010

È ormai talmente evidente che certa magistratura non fa il suo dovere, che mi meraviglio che qualcuno ancora oggi confidi in essa.

Quando si sentono Fini e Bossi (due nemici giurati) convergere in dichiarazioni del tipo: la magistratura fa il suo dovere, possiamo renderci conto della cancrena che si sta impadronendo dell’Italia.

La magistratura, certa magistratura, non fa affatto il suo dovere e ha trovato la sua arma letale. E con una tale raffinatezza che non è più necessario che si avvalga dell’avviso di garanzia. Ne può fare anche a meno, anzi talvolta è molto molto più efficace farne a meno.

Il caso Scajola è emblematico di questa svolta. Ormai i politici si stavano preparando a rispondere all’avviso di garanzia invocando l’art 27 secondo comma della Costituzione che recita: “L’imputato non è considerato colpevole sino alla condanna definitiva”.

Mandare un avviso di garanzia potrebbe, dunque, non produrre più quanto sperato. E allora si sta puntando a perfezionare l’altro strumento: la fuga di notizie. Si selezionano e si fanno uscire le notizie che rispondono all’obiettivo. In questo caso combattere Silvio Berlusconi e far cadere il suo governo. Per la magistratura politicizzata il machiavellico “il fine giustifica i mezzi” basta e avanza a mettere in pace la coscienza e perciò se a pagare sono i singoli, a questa corrotta magistratura poco importa. L’obiettivo è, secondo il loro punto di vista, talmente nobile, che seminare la strada di cadaveri innocenti, è un costo moralmente accettabile. Come vedete: un abominio.  

Perché si odia Berlusconi l’ho già scritto. Perché è un personaggio che non risponde al sistema mafioso, anzi lo combatte. I risultati sono lì a dimostrarlo.

Così succede in Italia una cosa allucinante. Che un personaggio, politico o non politico, viene processato due volte e da organismi diversi. E quello che prevale è il processo non costituzionalmente contemplato: più celere, senza garanzie, e di efficacia immediata e letale. Questo tipo di processo, che si dice mediatico, non parte mai dal presupposto di innocenza, bensì da quello di colpevolezza, insultando e annullando la tutela costituzionale.

Mi domando se davvero nessuno si renda conto di tutto ciò e dello schiaffo criminoso che si è dato all’art. 27 della Costituzione.

Badate: è un articolo importante perché si pone a difesa di un valore altissimo: la dignità della persona. Abbiamo cancellato in Italia il valore della dignità del singolo?

C’è un solo modo di porre fine a questo stillicidio: varare subito un decreto legge da convertire rapidamente in legge, con la quale si costruisca una cerniera solida intorno al processo giudiziario tale da rinvenire in ogni momento il suo responsabile, e se si ci trovi in presenza di una fuga di notizie, si punisca con una sanzione penale durissima (finanche il carcere com’è negli Stati Uniti) il titolare in quel momento della pratica.

In Italia non si può ammettere che si tengano contro la persona due processi, uno dei quali, il più immediato ed efficace, non tiene addirittura conto delle garanzie costituzionali.

Articoli correlati

“Non solo Scajola” di Franco Bechis. Qui.

“«Le mie figlie ingenue con quegli assegni »” di Fabrizio Caccia. Qui. Da cui estraggo:
«Io le capisco, Beatrice e Barbara: se vendi la casa a un ministro pensi di stare tranquillo, questo è chiaro. Le mie figlie, però, sono state due ingenue, ecco la verità. Come si fa ad accettare un pagamento in nero fatto con assegni circolari? Se almeno m’avessero telefonato, avrei potuto dar loro qualche consiglio. Dopotutto, faccio il costruttore da una vita: edilizia residenziale, campi da golf…(omissis) Anzi è un appartamento piuttosto scrauso, direi, rispetto per esempio a quelli di Raoul Bova o Lory Del Santo che stanno ai piani alti. Quelle sì che sono case fantastiche. Invece qui stiamo parlando di un mezzanino senza neppure il balcone, che insiste sulla strada, insomma fa schifo, non è sicuramente un posto dove andrei a vivere io. E non è nemmeno un posto da ministro. ».

Su D’Alema: “Il supermoralista che ha perso tutto Ora anche la testa” di Giancarlo Perna. Qui.

“Berlusconi è preoccupato: Gianfranco fa sponda ai pm” di Adalberto Signore. Qui.

“Pdl, Fini non perde il vizio “Nessuna congiura. Sto dalla parte dei giudici”‘ di Alessandro M. Caprettini. Qui.

“La grande paura di Berlusconi” di Ugo Magri. Qui.

“Anche Bersani beneficiò degli affitti agevolati”. Qui.

“Bossi replica a Fini: “Noi marginali? Veda lui”‘. Qui.

“Inchiesta di Perugia, i pm puntano sui flussi di denaro di Anemone” di Francesco Grignetti. Qui.

“Per il futuro il Pdl deve superare conflitti esterni e personalismi interni” di Maurizio Griffo. Qui.


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5 Comments

  1. Commento by Ambra Biagioni — 6 Maggio 2010 @ 18:31

    Ma in questa faccenda ci sarà qualcuno furbo ?

    Scajola “superficiale”, le sorelle “ingenue” e gli altri nelle maglie della giustizia…

  2. Commento by Mario Di Monaco — 7 Maggio 2010 @ 10:16

    Le vicende di appaltopoli e di Fini  stanno rallentando l’azione del governo nel campo delle riforme.

    La crisi di alcuni paesi della comunità europea e i maldestri interventi di talune agenzie internazionali di rating hanno dato spazio alla grande speculazione, le cui manovre sull’euro potrebbero avere effetti destabilizzanti anche sul nostro paese.

    E’ evidente che, in una fase così delicata,  il governo  deve saper trasmettere un segnale di compattezza sulla volontà di continuare l’opera di risanamento dei conti pubblici già intrapresa dal  ministro dell’economia, e bene ha fatto ieri Tremonti ad annunciare una manovra correttiva di 25 miliardi per gli anni 2011 2012.

    Ma ciò non basta. Occorre soprattutto che  abbandoni ogni indugio e  proceda speditamente nella realizzazione delle riforme per rimettere sulla giusta carreggiata il percorso del nostro paese.

  3. Commento by Ambra Biagioni — 7 Maggio 2010 @ 10:46

    Di stamani su Il Giornale a proposito di Bersani

    Ma interessanti sono anche questi specchietti : qui e qui

  4. Commento by Luciano Baroni — 7 Maggio 2010 @ 18:22

    Concordo in pieno, Bartolomeo.

    Saluti. :wink:

  5. Pingback by Rose di Cristallo — 24 Maggio 2010 @ 09:45

    […] Bartolomeo Di Monaco » La fuga di notizie è l’arma letale scelta da certa magistratura […]

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