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La grazia da chi? Dall’uomo di Budapest?

25 Novembre 2013

Gli ungheresi chiusero la porta in faccia a Napolitano che voleva far visita a quel Paese che non aveva dimenticato i suoi applausi ai carri armati russi che facevano strage di ungheresi senza distinzione tra vecchi, donne e bambini. Dovette chiedere scuse tardive per poter mettere i piedi su quel territorio martirizzato.

“«Napolitano non venga a Budapest. Con il Pci appoggiò i russi invasori », tratto da il Giornale, 26.5.2006.
Un portavoce dei superstiti: “Tardivo il suo ripensamento, chi pagò con la vita non vorrebbe essere commemorato da lui”.
Hanno perdonato Boris Eltsin, erede dei loro carnefici. Potrebbero, sforzandosi, mandar giù anche un boccone indigesto come Vladimir Putin «l’opportunista » ma Giorgio Napolitano no, proprio no. Il nostro presidente della Repubblica non merita sconti e in Ungheria non deve andare. Soprattutto in quei giorni, nel prossimo autunno, in cui a Budapest si ricorderanno i 50 anni dell’invasione sovietica. A lanciare il diktat è un gruppetto sparuto ma autorevole di magiari, quelli raccolti intorno a «56 Alapitvany » (Fondazione ’56). Sono in diciannove, tutti accomunati dallo stesso destino: essersi ribellati agli occupanti venuti da Mosca e aver pagato per questo con duri anni di galera.” (qui)

E Berlusconi vorrebbe la grazia da tanto anfitrione della democrazia?
Sarebbe come ricevere dal diavolo il passaporto per andare in Paradiso. Impossibile. Quel passaporto non è nelle cose umane, poiché Napolitano dovrebbe rinnegare l’antiberlusconismo, più volte manifestato nei suoi comportamenti.

Sarebbe, quella eventualmente concessa da Napolitano, una grazia di cui Berlusconi dovrebbe perfino vergognarsi. Dunque, non la chieda mai né si permetta di accettarla.

Ho scritto in questi giorni della sofferenza che deve patire la nostra bandiera tricolore issata sul pennone del quirinale, dovendo convivere con la presenza dell’uomo di Budapest (la bandiera ungherese – scherzo del destino – ha gli stessi nostri colori, solo disposti orizzontalmente, qui).
Come cittadino ho sempre vissuto drammaticamente questa situazione. La bandiera che fu del Risorgimento e della Resistenza, ossia della lotta per l’unità d’Italia e della lotta di liberazione dal nazifascismo, deve sventolare sul palazzo di colui che esaltò e plaudì al massacro della libertà.

Ciò che dico, accompagnato dal massimo mio disprezzo verso la politica che ha permesso tutto ciò, è la pura verità, e non vedo l’ora che l’obbrobrio sia cancellato e rammentato solo nei libri di storia a scorno di coloro che ne furono i mallevadori, stampa e magistratura compresa.

Ieri Alessandro Sallusti ha scritto: “Pezzi di partiti incompatibili che si mettono insieme per soddisfare, oltre che ambizioni personali, il piano di un Napolitano ormai non più lucido, fuori controllo e in preda a un delirio di onnipotenza.”

È la dittatura, signori.

Quel delirio di onnipotenza ha le sue radici nella formazione leninista e stalinista dell’uomo di Budapest, che nei giorni dell’invasione sovietica non ebbe a cuore la lotta per la libertà del popolo magiaro che desiderava liberarsi dall’oppressione di una dittatura sanguinaria, ma piuttosto ebbe a cuore l’affermazione di un’ideologia totalitaria, ossia di un delirio di onnipotenza.

A partire proprio dal quirinale, non ho più rispetto per le nostre istituzioni. Me ne vergogno.
Sono anziano, ahimè, e mi dispiace di esserlo poiché chi mi ha conosciuto da giovane sa che non mi sono mai tirato indietro nelle battaglie che ho considerato giuste.

Ma il sangue di allora è lo stesso di oggi, vibrante, combattivo. Ciò che non posso più fare fisicamente, lo faccio con la parola e lo scritto. Mi trascinino in galera se possono, ma dovranno mettermi la camicia di forza e la museruola. Non smetterò mai di invocare un nuovo Risorgimento e una nuova Resistenza. Voglio una nuova Norimberga che faccia piazza pulita dell’esistente. Grillo non può lontanamente immaginare il repulisti di cui ha bisogno il nostro corrotto Paese. Chi lo ama veramente deve pretendere una nuova Norimberga, battersi con tutte le forze perché sul banco degli imputati ci siano tutti, dai rappresentanti delle massime istituzioni, dai magistrati ruffiani e corrotti, dai burocrati azzeccagarbugli, dai giornalisti cicisbei, dai parlamentari menzogneri e voltagabbana.

Scrive ieri   Giuliano Ferrara:

“Questi italiani che non hanno portato il cervello all’ammasso dello spirito forcaiolo si facciano sentire.”

Sì, dovremmo essere in tanti, la famosa maggioranza del Paese, passata alla storia per essere silenziosa, ora non deve esserlo più, pena il rischio di trovarsi sommersa da una valanga di immani proporzioni da cui non sarebbe più possibile emergere.

Ricordate la tragica storia del bambino di Vermicino, finito dentro un cunicolo? Lo si cercava di tirare su, ma con mezzi e forze insufficienti, e il suo corpicino sprofondava sempre di più finché fu impossibile salvarlo.
La tragedia di quel bambino ce la portiamo tutti addosso, ciascuno con le proprie responsabilità, ed oggi, per una qualche decisione della nemesi, è diventata la orripilante metafora del nostro Paese.


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8 Comments

  1. Commento by GiacomoP — 25 Novembre 2013 @ 11:03

    Ieri Alessandro Sallusti ha scritto: “Pezzi di partiti incompatibili che si mettono insieme per soddisfare, oltre che ambizioni personali, il piano di un Napolitano ormai non più lucido, fuori controllo e in preda a un delirio di onnipotenza.”

    È la dittatura, signori (Di Monaco dixit).

    Che strano,  qualche tempo fa lo stesso Sallusti  benediceva  maggioranze diverse da quelle uscite dalle elezioni, quelle  con i Responsabili di Scilipoti erazzi per capirci, in nome della stabilita’.

    E lo stesso Di Monaco (il 30.01.2011) scrive:

    P.S. Vi sarete accorti che si sono rovesciate le posizioni. Il governo chiede di proseguire la legislatura, le opposizioni chiedono di andare al voto. In questo secondo caso, la faccenda è tuttavia ancora nebulosa. Non sono ancora scomparsi dalla scena coloro che vorrebbero che Berlusconi si mettesse da parte per dare vita ad un governo di salvezza pubblica o come si voglia chiamare.
    Nessuno sembra capire che Berlusconi ha l’obbligo di dichiarare la sua intenzione di proseguire l’azione del governo fino a che non gli sarà impedito con un voto parlamentare di governare (e non certo con i dieci milioni di firme del Pd). Nessuno capirebbe, infatti, che in presenza di più fiducie ottenute dal parlamento il governo sia obbligato a dimettersi. Soprattutto non lo capirebbero i suoi elettori.

    Mi pare doveroso ricordare che anche in quel caso il presidente della repubblica era Napolitano che, all’epoca come oggi del resto, premeva per la continuazione del governo seppur retto da maggioranze diverse (cosa peraltro non vera in questo frangente).

    Quindi, se proprio vogliamo dirla tutta, l’unico che ha mantenuto la linearita’ di pensiero e’ proprio il buon vecchio Napolitano.

     

    Quanto all’articolo di Ferrara, lo stesso sostiene nel medesimo che Berlusconi ha mentito (balle giocose) ma lo ha fatto da privato cittadino.

    Strano che Ferrara dimentichi che alle telefonate fatte in Questura Berlusconi si qualifica come presidente del Consiglio, usa un telefono istituzionale e chiama altri perlamentari del PdL a corroborare la sua tesi, e richiede che  la Ruby venga affidata ad un consigliere regionale.  Un po’ strano per una vicenda personale, non trovi?

    E poi, se proprio voleva tenere la vicenda sul personale, a cosa servi’ il voto di fiducia per ribadire (in parlamento) che Berlusconi era convinto che Ruby fosse la nipote di Moubarak?

    Infine Ferrara ci tiene a far sapere che Berlusconi e’ una persona generosa e che quindi distribuisce regali a destra e a manca. Bravo direi.

    Peccato che sei fai delle donazioni a persone  mentre queste sono sotto  processo (un processo in cui lo stesso Berlusconi e’ implicato) si puo’ configurare il reato di aver comprato i testimoni.

  2. Commento by Bartolomeo Di Monaco — 25 Novembre 2013 @ 13:19

    Come vi sarete accorti ho messo i commenti sotto moderazione, in quanto desidero rispondere soltanto (anche per ragioni di tempo e di salute) a quelli che hanno una qualche argomentazione. In questo caso Giacomo ne ha esposto alcune.

    @Giacomo

    Scrivi:

    1 – “Che strano,  qualche tempo fa lo stesso Sallusti  benediceva  maggioranze diverse da quelle uscite dalle elezioni, quelle  con i Responsabili di Scilipoti erazzi per capirci, in nome della stabilita’.”

    Sono contro la compravendita dei parlamentari. Anzi, sono per l’abolizione dell’art. 67 della costituzione. Un parlamentare deve rimanere nello schieramento in cui l’elettore lo ha votato. Compravendite, comunque, ce ne sono state da ambo le parti (e quelli che passavano alla sinistra erano definiti salvatori della Patria).

    Tuttavia, non puoi dimenticare che eravamo a fine estate 2010 ed era in pieno svolgimento l’attacco concentrico di Fini, unito alla complicità (con il suo silenzio) di Napolitano. Si cercava di abbattere, per via complottarda (due istituzioni alleate per abbattere Berlusconi), un governo democraticamente eletto dai cittadini. Che infatti cadde un anno dopo, per mano di Merkel-Napolitano e fu sostituito da un governo deciso dal presidente della repubblica, essendo stata la successiva approvazione del parlamento una imposizizone del Colle.

    Si devono valutare i fatti, Giacomo, in relazione alle minacce in corso all’epoca del loro svolgersi.

    Hai la fortuna di aver visto come sono poi andate le cose, e quindi non puoi non vedere provata la mia tesi (ma non solo mia). Dopo il governo Monti, è succeduto un altro governo del presidente, con le stesse caratteristiche di autoritarismo. I continui interventi di Napolitano avranno fatto capire anche a te che abbiamo un governo e un parlamento esautorati. Non sono più isolato su questo, e non lo è nemmno Sallusti. Spesso pubblico articoli di Travaglio, di MicroMega, de gli Altri, in cui quanto sostengo è condiviso. E sono posizioni di sinistra.

    Sono convinto che siamo ormai sotto la dittatura dell’uomo di Budapest (devi leggere la sentenza della consulta che ha ordinato la distruzione dei nastri per renderti conto a che punto di degrado siamo arrivati). Ti dice nulla il silenzio in proposito del costituzionalista Zagrebelsky, che aveva preannunciato che il ricorso di Napolitano avrebbe costretto la consulta a dargli ragione? Ti dice nulla l’ostracismo che il Corriere della Sera ha messo in atto nei confronti di un autentico liberale (ex direttore dello stesso Corriere) Piero Ostellino? Ti dice niente che i 336 milioni circa di sanzione per evasione fiscale di Carlo De Benedetti parcheggino presso la cassazione senza che si arrivi a calendarizzarne la sentenza? E così via.

    2 – “E lo stesso Di Monaco (il 30.01.2011) scrive:

    P.S. Vi sarete accorti che si sono rovesciate le posizioni. Il governo chiede di proseguire la legislatura, le opposizioni chiedono di andare al voto.”

    Siamo a 2 mesi dal voto di fiducia che sconfisse (anche con il passaggio di Scilipoti ed altri) quel deprecabile tentativo di rovesciare, con la combutta istituzionale e perciò inconstituzionale Fini-Napolitano, il governo Berlusconi democraticamente eletto.

    Non mi pare fuori logica difendere la sua intenzione (di Berlusconi) di proseguire il mandato ricevuto dagli elettori e dal voto di fiducia di appena tre mesi prima. Napolitano, fallito il tentativo Fini-Napolitano, non poteva fare altro che prendere contezza della legittimità del governo appena riconfermato nella fiducia e respingere la richiesta di andare al voto avanzata dal Pd.

    Ma si è visto dagli aventi successivi che Napolitano permaneva nel suo desiderio di sbarazzarsi del governo Berlusconi alla prima occasione. E l’occasione si presentò nel novembre 2011 quando (conosciuta in Europa la posizione recalcitrante di Berlusconi sull’euro) la Merkel si fece viva con Napolitano e gli impose di sostituire Berlusconi con Monti. Oggi spero che tu possa capire che il fatto fu di una gravità immane, non solo perché avemmo un governo del tutto peggiore, ma perché aprì la strada all’autoritarismo di Napolitano (autoritarismo solo interno ma non europeo dove l’uomo del Colle è solo un cavalier servente e non conta un fico secco), che subito dopo le elezioni – chiuse le porte a Bersani e al M5Stelle (che resisteva a Bersani sempre più debolmente) – impose Enrico Letta. Due governi del presidente che, secondo i dati istat, hanno peggioratoa addirittura la situazione che preesisteva con il governo Berlusconi.

    3 – Veniamo a Ferrara

    Oggi a 50 anni dalla morte di John Fitzgerald Kennedy, tutti ormai conoscono gli scandali sessuali della sua presidenza (le donne venivano condotte non ad Arcore, ma alla Casa Bianca chiuse nel bagagliaio di un’auto) per soddisfare quella che è stata considerata una vera e prorpia malattia di Kennedy che doveva fare sesso in continuazione. Veronica Lario denunciò una tale malattia anche per Berlusconi. Da noi la sua rivelazione destò scandalo, in Usa no, pur sapendo tutti ciò che accadeva alla casa Bianca.

    Questo dovrebbe farti rifletterere su come i vizi del nostro ex presidente del consiglio siano stati tollerati in una delle democrazie più puritane del mondo.

    Ma non voglio giustificare Berlusconi (ho sempre condannato però duramente Veronica Lario per essersi affidata alla stampa anziché risolvere in famiglia i suoi problemi), però sulla sua telefonata devi semplicemenete dirmi se hai letto o meno la sentenza che lo ha condannato a 7 anni di carcere e all’interdizione perpetua dai pubblici uffici.

    Se non l’hai letta, non posso discuterne con te, perché ti mancherebbero gli elementi per un contraddittorio e per valutare se i giudici si siano attenuti al rispetto dell’imputato e al rispetto delle prove richieste dalla costituzione. Sappi solo che in campo penale non si può condannare per sentito dire. Quando l’avrai letta, allora segnalami i vari punti che ti sembreranno schiaccianti ogni ragionevole dubbio sulla sua colpevolezza ed io ti risponderò molto volentieri.

    Oggi tu saresti costretto e rimanere all’interno di affermazioni generali e generiche, magari orecchiate dalla stampa. Le sentenze vanno lette, e non si deve MAI riporre una fiducia incondizionata nei nostri magistrati. Fossimo in Gran Bretagna, forse, ma in Italia – che occupa una delle ultime posizioni nella classifica mondiale – una tale fiducia è colpevole.

    4 – Se Berlusconi nel caso Ruby abbia comprato o meno i testimoni, su ciò io non posso ancora esprimermi, al contrario di quanto fai tu. Aspetterò l’esito del processo, quando ci sarà. Io sono abituato al rispetto del dettato costituzionale (e dovresti farlo anche tu) e considerare il cittadino innocente fino a condanna definitiva.

  3. Commento by enzo — 26 Novembre 2013 @ 00:50

    Napolitano ha colpe datate 1956 ma Berlusconi è un fedele amico di Putin e Lukashenko oggi non nel 1956 e continua a eleggerne le lodi, per non parlare di Ghedaffi e la suntuosa accoglienza all’ultima visita a Roma. Insomma, difficile da spiegare.  

  4. Commento by enzo — 26 Novembre 2013 @ 00:54

    “Rispetto del dettato costituzionale” ….. quando fa comodo. Innocente fino a condanna definitiva. Dopo la condanna definitiva però Berlusconi è innocente lo stesso. Che strano ragionamento.

  5. Commento by Bartolomeo Di Monaco — 26 Novembre 2013 @ 10:38

    @enzo

    1 – Sono paragoni impossibili. Nel caso di Putin, Gheddafi eccetera si tratta di

    dittatori, come, ahimè, ce ne sono tanti nel mondo, e con i quali le amicizie degli Stati occidentali non mancano per varie ragioni. Naturalmente   io farei di tutto per isolarli, ma sembra che non sia possibile non fare i conti con loro, soprattutto per le ricchezze minerarie del sottosuolo.

    L’uomo di Budapest plaudì invece alla carneficina di uomini che volevano la libertà della propria Patria (come facemmo noi con il Risorgimento e con la Resistenza). Tanto è vero che l’Ungheria non si è mai dimenticata delle parole contro la sua libertà pronunciata dall’amico dei carri armati. La nostra bandiera del Risorgimento e della Resistenza non può convivere con l’uomo di Budapest. Napolitano non è mai cambiato. La sua è una maschera di cera che ora gli sta colando sul volto e manifesta ciò che fu, il comunista che accetta la soppressione della libertà dei popoli in nome della Nazione guida del socialismo reale.

    Spero che tu, enzo, ci rifletta di più. Tu, per sfottermi, mi chiami a volte Maestro, ma io sono un cittadino qualunque che vuole essere libero e cerca di capire argomentando. Quando ho torto – è successo nel passato – l’ho sempre riconosciuto.

    2 – Il rispetto del dettato costituzione ci deve essere sempre, e per chiunque, anche per Berlusconi. Ma tu credi davvero che io non abbia mai preso le distanze da Berlusconi? (ma li leggi tutti i miei articoli?). Non l’ho perfino votato nelle ultime elezioni, ma lo voterò questa volta, perché io la sentenza Mediaset l’ho letta. Non c’è una prova che è una sulla colpevolezza di Berlusconi, Il negligente Esposito al massimo arriva a parlare di prova logica. L’ha mai trovata menzionata nella costituzione? No, perché non c’è. Ricordati che anche durante il fascismo (ed oggi ci risiamo: è il fascismo rosso) i tribunali emettevano le loro belle (brutte) sentenze. Ce ne siamo dimenticati?Come ho detto a Giacomo, ti prego di leggere prima la sentenza Esposito e poi aprire un confronto con me sui punti i quali ti confermino la colpevolezza di Berlusconi (idem per il caso Ruby, leggi anche quella e parlami delle prove costituzionali che vi ritrovi. Non ce n’è nessuna).

    Ieri a Porta a Porta tanto la Finocchiaro che il giornalista di Repubblica Valentini, rispetto alle osservazioni di Fitto, hanno risposto di non avere letto la sentenza Ruby, eppure ne parlavano con sicumera. Non ti sembra vergognoso?

    Con me, tanto tu che Giacomo potete parlare delle tre sentenze vergognose del 2013: la sentenza della distruzione dei nastri, la sentenza Mediaset e la sentenza Ruby. Io le ho lette e commentate analiticamente qui. Quando mi proverete che nella sentenze viene portata una prova al di là di ogni ragionevole dubbio, io cambierò opinione. Ma se vi limiterete a riferire la vulgata di quanti le tre sentenze non le hanno lette, non potrò dedicarvi un solo minuto.

    Vedi, enzo, se si vuole parlare di un argomento, bisogna prima leggerne il testo.

    Io ho scritto vari volumi di saggi letterari, e uno sul Risorgimento, Non avrei pouto farlo se non avessi letto i libri di cui mi sono occupato. Prima ho impiegato mesi e mesi a leggerli, e poi ho scritto i saggi. Si fa così anche quando si vogliono commentare le sentenze. E’ un segno di rispetto per la democrazia e la libertà di pensiero.

  6. Commento by enzo — 26 Novembre 2013 @ 14:14

    Dunque, Lei è libero di leggersi tutte le sentenze che vuole e di commentarle con i suoi amici, ognuno ha il passatempo che vuole e sicuramente il suo è molto appassionate. Tuttavia quando c’è una sentenza c’è una sentenza. Questa è la sintesi della verità. E’ il fatto.

    Questo per me è rispetto della democrazia.

    Questo non toglie che la giustizia italiana vada riformata ed è in crisi profonda fino a violare i diritti fondamentali della persona ma indipendentemente da Berlusconi che invece ha goduto di privilegi giudiziari.

    Comunque, ripeto ancora una volta, che non si può sempre rispondere a chi la pensa diversamente che il motivo del dissenso e nell’ignoranza. Meglio non rispondere.

     

    PS: Elogiare pubblicamente  Lukashenko se ne può fare benissimo a meno. Nessuno lo ha mai fatto nel mondo occidentale e nessuno ha mai difeso Putin come ha fatto  Berlusconi per non parlare della tenda harem di Ghedaffi nel centro di Roma. Se non si vede  neanche questo c’è poco da dimostrare.

  7. Commento by Bartolomeo Di Monaco — 26 Novembre 2013 @ 16:05

    @enzo

    “Dunque, Lei è libero di leggersi tutte le sentenze che vuole e di commentarle con i suoi amici, ognuno ha il passatempo che vuole e sicuramente il suo è molto appassionate.”

    Si da il fatto che vorrei commentarle con lei… ma vedo che mi risponde: No, grazie.
    Pazienza.

  8. Commento by enzo — 26 Novembre 2013 @ 22:23

    :)

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