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La legge è uguale per tutti, ma la governabilità è un bene primario

22 Gennaio 2010

Per il bambino che nasce il bene primario è l’aria che respira. Senza questa, muore. Così è per lo Stato. Anch’esso ha un bene primario, e si chiama governabilità.

Nessuno può saperlo meglio di noi italiani, che con una governabilità a singhiozzo ci siamo rovinati i polmoni e ancora oggi soffriamo di una salute malferma. Il nostro Sanatorio passa attraverso la cura della governabilità. E’ il nostro ossigeno. Quando l’avremo fatta nostra, assimilata, quando i polmoni saranno stati ristorati e sanati, allora potremo uscire dal Sanatorio e dichiararci un vero Stato. La nostra democrazia sarà più solida e i cittadini nutriranno più fiducia nelle Istituzioni.

Eppure ancora non lo si è compreso. Leggo qui un articolo di Carlo Federico Grosso che, apprendo, è valente avvocato penalista e uomo della sinistra.

Mi meraviglio come non si riesca a capire che uno Stato non può camminare senza difendere la sua governabilità. E’ destinato ad ingolfarsi, come si ingolfa un’auto a cui insieme con la benzina si sia mescolata una sostanza impedente.

Ad esempio: un provvedimento della magistratura che vada a colpire il principale organo, quello esecutivo, che è stato legittimato dalla Costituzione a mandare avanti la macchina dello Stato, agisce come quella sostanza impedente.

La domanda è: E’ giusto lasciare che ciò avvenga o non è meglio sorvegliare e tutelare affinché la governabilità di un Paese non venga intaccata e compromessa?

Io non ho alcuna incertezza. La governabilità è l’ossigeno che mantiene in salute un Paese e deve essere salvaguardata.

Chi vi si oppone porta a sua difesa l’articolo 3 della Costituzione che stabilisce che la legge è uguale per tutti. Lo hanno fatto ieri sera a Anno Zero anche Marco Travaglio e Paolo Flores D’Arcais (è il caso di dire: Dio li fa e poi li accoppia).

Credo che l’acceso antiberlusconismo abbia loro precluso la capacità di riflettere con obiettività e nell’interesse generale dei cittadini.

Infatti, assicurare la governabilità al Paese non significa affatto liberare chi ricopre un’importante carica dello Stato dall’obbligo di essere sottoposto al giudizio di un Tribunale, ma significa soltanto rimandare questo giudizio al termine del suo mandato, sospendendo peraltro tutti i termini di prescrizione.

Nessuno, dunque, che abbia commesso un reato viene assolto dal fatto che la sua azione di governo è tutelata dal principio della governabilità.

Chi sostiene ciò, dice il falso. Si tratta, infatti, solo di un rinvio finalizzato a tutelare l’interesse generale del Paese.

E un rinvio a tal fine non solo è, a mio avviso, legittimo, ma addirittura doveroso.

Poiché esso non viola per nulla la norma costituzionale, è tempo che la si finisca di ingannare gli italiani con questa menzogna.
La verità è un’altra: chi si nasconde dietro la norma costituzionale, in realtà preferisce e sceglie, per un suo tristo scopo, uno Stato asmatico ed inefficiente.


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6 Comments

  1. Commento by Ambra Biagioni — 22 Gennaio 2010 @ 11:22

    Quando fu eletto Bill Clinton ebbi modo di chiedere ad un Ufficiale Americano in pensione che cosa ne pensasse e lui fermamente mi rispose : “E’ appena stato eletto, ha quattro anni per governare, aspettiamo alla fine a giudicarlo”.
    Questa è la mentalità del Popolo americano, quando l’avremo acquisita anche noi si sarà raggiunto un sufficiente grado di democraticità.

  2. Pingback by La legge è uguale per tutti, ma la governabilità è un bene primario | IlTuoWeb.Net News — 22 Gennaio 2010 @ 13:01

    […] Articolo originale: La legge è uguale per tutti, ma la governabilità è un bene primario Salute e bellezza […]

  3. Commento by Ambra Biagioni — 22 Gennaio 2010 @ 17:23

    Commenti sul Legno

  4. Commento by Bartolomeo Di Monaco — 22 Gennaio 2010 @ 18:05

    Non capisco, Ambra,  cosa mi chiede Marisal.

  5. Commento by Ambra Biagioni — 22 Gennaio 2010 @ 18:33

    Marisal crede, facendo discorsi vaghi e…di principio(?), di nascondere quello che è invece il suo pensiero : Berlusconi è indegno di governare e quindi ogni cosa che andrebbe bene per gli altri non deve esistere finché c’è lui.

    Conosco bene ormai questo tipo di linguaggio ed è ancora più riconoscibile quando arriva da un nick che appare improvvisamente senza essere stato mai visto. Fidati, io seguo diligentemente il Legno e ormai conosco i tipi.

  6. Commento by Bartolomeo Di Monaco — 22 Gennaio 2010 @ 19:16

    Grazie, Ambra.

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