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La Merkel sfilerà in Italia come Hitler

6 Febbraio 2013

I nostri probabili governanti, Bersani e Monti (qui il possibile inciucio), si sono premurati di recarsi dalla nuova lady di ferro dell’Europa a promettere, nelle forme di oggi, la loro fedeltà e il loro servilismo (anche qui).

Del resto, i tedeschi con il “kapò” Schulz non mancano di sparare bordate contro Berlusconi, mostrando così di temerlo. Non tanto per ciò che la propaganda tenta di far credere, ossia che la politica di Berlusconi manderà a fondo l’Europa, bensì perché Berlusconi ha dichiarato la sua forte opposizione alla politica sanguisuga della Germania.

Non vi è chi non veda quanto la Germania stia guadagnando dalla situazione di crisi in cui versa l’Europa. Nelle casseforti delle sue banche si sono accumulati soldi a valanga, che presta alle sue industrie e ai suoi cittadini praticamente a tasso zero. Così che non vi è in Europa azienda che sia al riparo dall’avidità germanica di diventare padrona del continente.

Come ho scritto altre volte, quella che stiamo combattendo è una guerra; le armi sono la tecnologia e la finanza. Non si sparano più cannonate, non si lanciano più bombe dagli aeroplani, ma si spostano montagne di soldi con il click di un normalissimo pc, e si mette in ginocchio un Paese.

L’Italia è uno di quelli che è facile mettere in ginocchio visto che il suo debito pubblico rappresenta una solida opportunità di ricatto a favore di chiunque possa muovere ingenti somme di denaro. Ci sarebbe da domandarci perché nessun governo ha mai voluto seriamente (al di là delle promesse) liberarsi del nostro tallone di Achille. Si potrebbe cominciare a pensare che vi siano losche complicità affinché l’Italia possa essere, a comando, pilotata in un modo o nell’altro a seconda delle convenienze politiche che stanno dietro i capitali.

Chi dovesse, tra i nostri politici, proporsi e lavorare per la riduzione del debito pubblico, si troverebbe, molto probabilmente, di fronte a resistenze inspiegabili se non con l’unica ipotesi che si può mettere nel piatto: vi è interesse che l’Italia resti vulnerabile e ricattabile.

I viaggi di Monti e Bersani a Berlino sono, sotto questo profilo preoccupanti, come è preoccupante che il tedesco che presiede il parlamento europeo, Schulz, non cessi di attaccare Silvio Berlusconi, entrando a gamba tesa nelle faccende italiane.

Ricordate quando Hitler scendeva in Italia e dentro la sua auto passava in rassegna le nostre truppe, oppure, in piedi, e con il braccio teso, riceveva gli omaggi della folla?
La Merkel sarà accolta allo stesso modo, anche se non avrà il braccio teso, ma il sardonico sorriso di chi si sente padrona del nostro popolo.


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Bart