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Le Brigate Rosse ringraziano

17 Ottobre 2009

Non sono d’accordo con Fini, il quale, dopo il rinvenimento del comunicato delle Brigate Rosse (esattamente: Brigate rivoluzionarie per il comunismo combattente, che se non è zuppa è pan bagnato. Qui il testo del volantino) ha dichiarato: “Auspico che non si apra un dibattito sul nulla perché l’ho letta ed è veramente il delirio di un folle”.

Che Fini l’abbia letta e ne abbia tratto un suo personale giudizio, a me interessa poco. Lui ha già dimenticato (cosa che non ho fatto io) che comunicati delle Brigate Rosse giudicati deliranti, ne abbiamo ricevuti a iosa negli anni di piombo, e hanno fatto, ahimè, le loro vittime, illustri e meno illustri.
Forse Fini minimizza perché sa bene che la vera minaccia non è per lui, ma per Silvio Berlusconi. Fini è troppo preso dalle sue mire istituzionali (leggi: presidenza della Repubblica) per soffermarsi sulla gravità di minacce di questo tipo.

Che non mi hanno meravigliato.
Le avevo paventate in articoli che troverete in questo blog (per esempio qui; qui e qui).
Esse sono il frutto di una campagna di odio in politica iniziata con la presidenza di Oscar Luigi Scalfaro.

Tale campagna, avviata nel 1994, ha trovato il classico discepolo che ha superato il maestro: Dario Franceschini. Ancora oggi, mentre sta correndo per agguantare la segreteria del Pd che gli va sfuggendo di mano, ogni suo comizio sprizza odio nei confronti dei suoi avversari, Berlusconi in primis, al punto che il suo compagno di partito D’Alema non ha mancato nei giorni scorsi di accusarlo quale seminatore di zizzania.

Mi domando come questi uomini (Scalfaro e Franceschini) possano essere giunti a ricoprire incarichi così importanti. Sono stati errori nefasti, che spero comincino a pesare gravemente sulla coscienza di coloro che ne furono i mentori.

Dopo il colpo di pistola da sparare a Silvio Berlusconi, ecco che siamo arrivati, dunque, all’appuntamento con le Brigate Rosse, mai da sottovalutare. La stella a cinque punte è macchiata di sangue di tanti onesti servitori dello Stato. Ciò che si propongono non va mai preso sotto gamba, e lo Stato non deve farsi sorprendere.

Non ci sarà da meravigliarsi se qualcuno farà circolare la voce che questo volantino è stato redatto e fatto circolare dall’uomo nero d’Italia, il nemico numero uno, quel Silvio Berlusconi che Veronica Lario ha gettato scriteriatamente nelle fauci dei coccodrilli.

Una tale versione non sarebbe altro che il frutto della campagna di odio di cui mena gran vanto l’uomo che ha giurato sulla Costituzione in una piazza di Ferrara, davanti a quattro sprovveduti inconsapevoli del ridicolo a cui erano stati chiamati a partecipare.

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“Aspiranti Killer sul web. Qui.


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Bart