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Le sciocchezze di Quagliariello

1 Novembre 2013

Quando si vuole restare attaccati alla poltrona non si pensa a quel che si dice, sopraffatti dall’ansia e dunque anche dalla confusione.
Quagliariello, di sciocchezze ne ha dette due (qui): la prima riguarda la eventuale caduta del governo. Avverte che essa porterebbe alla formazione di un’altra maggioranza più fortemente contraria alle politiche del Pdl e pronta a varare una legge elettorale che penalizzi il maggiore partito dei moderati.

Sembra che Quagliariello non si sia accorto che una maggioranza che si scontra con il Pdl è già in atto e domina la scena politica, nonostante egli faccia parte, insieme con altri del Pdl, del governo Letta.
Ossia, Quagliariello non si è ancora reso conto che lui e i ministri pidiellini contano come il due di briscola e Letta li tiene per il collo approfittando del loro interesse alla poltrona. Quagliariello sta prendendo botte da orbi e fa come quei pugili suonati che sul ring, poco prima di subire il ko, con la mano invitano l’avversario a farsi avanti perché gliele suonerà di santa ragione. E quando l’avversario si fa avanti e lo tocca appena con un dito, si schianta al suolo e ci resta fino al termine della conta.

A Quagliariello e già caduto il salvadenti e non mancherà molto che quelli che costituiscono la nuova maggioranza (e l’hanno dimostrato sotto i suoi occhi con l’elezione della Bindi e la decisione del voto palese sulla decadenza di Berlusconi) lo manderanno con la semplice pressione di un dito a dormire sul tappeto.
Già oggi, se la maggioranza Pd, M5Stelle, Scelta civica e Sel intendessero accordarsi su di una nuova legge elettorale non sarà né Quagliariello né l’intero Pdl a fermarla.
Di che strepita dunque Quagliariello?

La seconda sciocchezza riguarda il ricorso a nuove elezioni. Andare a nuove elezioni, profetizza il saggio Quagliariello, significherebbe la disfatta del Pdl, e la vittoria certa del Pd guidato da Renzi. E questo perché? Perché il Pdl non ha un leader. E chi dovrebbe essere questo leader? Quagliariello stesso? Ma non mi faccia ridere! E chi altri? La verità è che di leader carismatici non ce ne sono più tra i moderati e ci vorranno ancora degli anni per trovare un successore con lo stesso carisma di Berlusconi. E sulla profetizzata sconfitta del Pdl non ha proprio niente da dire il nostro saggio ministro? Non gli è passato per la testa che la sua cagnara di queste settimane è la causa principale di una spaccatura del Pdl che in ogni caso, a prescindere dalla sua realizzabilità come scissione, sta già causando perdita di consensi? Cosa deve pensare l’elettorato di un partito che è solo capace di allevare e ingrassare dei traditori?

Il danno che Quagliariello sta provocando al Pdl è assai peggiore di quello prodotto dalla orribile e vendicativa sentenza Esposito.
Sono convinto che a Quagliariello non occorrerà nemmeno che l’avversario arrivi a spingerlo al tappeto con la semplice pressione del dito. Egli l’uppercut che ha minacciato di sferrare all’avversario, se l’è assestato sotto il proprio mento.


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3 Comments

  1. Commento by Emanuele Vinci — 1 Novembre 2013 @ 07:04

    Che delusione è stato Quagliarello! Di danni ne ha fatti già tanti. Mi auguro che non ritorni mai più in Parlamento.

  2. Commento by Franco Cattaneo — 1 Novembre 2013 @ 12:28

    Quagliariello: nomen omen.
    Benchè l’avessi scritto all’inizio dell’anno che questo figuro fosse un traditore in pectore (si crede il saggio prediletto dall’autocrate del quirinale e suo vicario in terra , cioè nel centrodestra), non mi vanterò di averlo riconosciuto per tempo. Ben prima di me (24.10.2012) e con ben altra autorità lo aveva annichilito, confutandogli tutte le sue idee falsamente  liberali e la sua tendenza alla sintesi degli inconciliabili, Antonio Martino. Quagliariello è comunque la dimostrazione del fatto che Berlusconi è un gran ciula nel scegliersi  frequentazioni, amici, avvocati, alleati.

  3. Commento by zarina — 2 Novembre 2013 @ 16:34

    Quei diversamente benpensanti del pdl   non si rendono conto o non vogliono rendersi conto che stanno facendo i reggimoccolo di PD-Sel e M5S,   come nel famoso triangolo:   lui, lei e l’altro, in cui lui (pdl) mantiene lei (sinistra) che fa “affari” con l’altro (M5S) .  
     
     
     

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