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La scampanata, il romanzo di Bartolomeo Di Monaco trasformato in testo teatrale, qui per chi volesse rappresentarlo.

LEGGENDE: Villa Puccini a Chiatri

20 Febbraio 2008

di Bartolomeo Di Monaco

Il mio amico Aldo Berti ha dedicato gran parte della sua vita e dei suoi studi a Giacomo Puccini. A Mutigliano, una frazione di Lucca, dove il grande musicista soleva da ragazzo trascorrere molto del suo tempo sia come organista della locale chiesa, sia con gli amici, Berti ha raccolto molte testimonianze che ha poi pubblicato in “Puccini a Mutigliano”, uscito per le edizioni Maria Pacini Fazzi nel 1993.
In un altro libro del 1998, “Note pucciniane” (La Poligrafica s.r.l, Lucca), racconta che suo padre, Mario, gli riferì un fatto che tutti a Mutigliano conoscevano, probabilmente narrato dallo stesso musicista, che ogni tanto vi ritornava a salutare i vecchi compagni. Vi capitò, in effetti, anche “sul finire del mese di ottobre del 1924″, una settimana prima, cioè, di partire per Bruxelles dove sarà sottoposto all’intervento chirurgico alla gola, a seguito del quale morirà il 29 novembre 1924. Era nato a Lucca il 22 dicembre 1858.
Il fatto che Berti riferisce è questo, e riporto le sue stesse parole: “Si dice appunto a Mutigliano che il Maestro, giunto sul Monte di Quiesa, abbia fatto fermare la vettura, perché gli era venuta l’ispirazione e voleva fissare sulla carta quella meravigliosa melodia ‘Oh! dolci baci, o languide carezze…'”, che Cavaradossi canta nel terzo atto della “Tosca”.
Sulla vetta del Monte di Quiesa, a destra di chi provenga da Lucca, si apre, infatti, la strada che conduce alla Villa Puccini.
Dopo la proprietà della casa natale, la Villa di Chiatri fu la prima che Puccini acquistò e rifece, alla quale seguirono quella di Torre del Lago e di Viareggio.
Era, quella di Chiatri, una vecchia costruzione appartenente alla famiglia patrizia dei Samminiati. Con i proventi di “Manon Lescaut” e de “La bohème”, Puccini l’acquistò nel dicembre 1898 e la ristrutturò completamente, conquistato dalla bella veduta che si poteva e si può ancora oggi godere dalla collina. Scriverà: “Di laggiù si scorge un incanto: la costa, da Livorno a Spezia; l’Arno e il Serchio; la Corsica, in tempo chiaro, le isole di Gorgona e Capraia, ed anche la macchia di San Rossore, Migliarino e la macchia lucchese dei Borboni.”
A quel tempo, la strada era appena tracciata e un sentiero di 4 chilometri divideva la località di Farneta (dove venivano scaricati i materiali edilizi) e la Villa in costruzione, per cui si dovette ricorrere al trasporto con animali da traino. Ciò costò “un occhio” al maestro, che a Chiatri, fra l’altro, dimorò assai di rado, per l’opposizione della moglie Elvira, a cui il luogo pareva troppo solitario. A lei così scriverà il Maestro nell’ottobre 1900: “Ho speso un occhio per una pazza idea: Chiatri – avessi almeno da te o da Fosca sentito dire: è vero che è scomoda e ti costa tanto, ma là saremo felici, ci verremo, tu ci lavorerai tranquillo! Mai una parola d’incoraggiamento, mai una gentilezza! Ho finito per la sovrana legge della insistenza a pigliare in odio Chiatri, che pure quando lo comprai e incominciai i lavori mi era così simpatico! Tutto questo per voi altri che mai l’avete avuto una parola gentile espresso una simpatia fosse pure ispirata a buon volere rispetto a me al mio lavoro che lassù avrei potuto compiere.”
Infatti, a Chiatri compose soltanto una parte del primo atto de “La fanciulla del West”.
Durante le lunghe assenze del compositore, provvedeva alla cura della Villa il fattore Efraim Salvetti (soprannominato Frack), che era nativo del luogo (dove oggi sorge il ristorante Frack) e al quale Puccini inviava lettere, incaricandolo di ogni tipo di mansione. Berti, nel libro surricordato “Note Pucciniane”, ne riporta cinque che dimostrano quanto Efraim fosse un punto di riferimento per Puccini. In una di queste, del 12 ottobre 1923, scrive da Vienna, dove si stava rappresentando “Manon Lescaut”: “Caro Efraim – Fate accomodare da un falegname onesto tutte le persiane e ritingerle bene che poi non attacchino. Per il trave bisognerà dal falegname stesso fare iniezioni di petrolio nei buchi delle tarme con un pennello e darlo abbondante.”
Puccini si adoperò molto affinché il sentiero disagevole che conduceva alla Villa fosse trasformato dal Comune di Lucca in una strada carrozzabile, dichiarandosi disposto a contribuire alla spesa. Dovrà penare molto, però, prima di riuscirvi, e per tutto quel tempo (dal 1898 al 1923) sarà costretto a percorrere il tratto a dorso di animale. Berti riporta lettere con le quali Puccini prega l’amico dott. Adriano Bastiani di Bagni di Lucca di raccomandare al locale sellaio di fiducia di fabbricargli “selle ordinarie e forti ma senza tutti i fronzoli. Nuove ma rasate” (5 marzo 1899), e ancora il 15 marzo dello stesso anno: “Vorrei subito se possibile due selle da ciuchi-micci, una da signora e una per il mio…! Io peso 93 kili! Ci vuole forte”.
La Villa di Chiatri oggi è di proprietà privata ed è chiusa al pubblico.
Si racconta che certe notti di tempesta, quando all’orizzonte il mare e il cielo si confondono nel nero più profondo e il vento agita le chiome degli alberi che circondano la Villa, qualcuno che si trovi a passare di lì veda la luce di una lanterna che pare sospesa nell’aria come sostenuta dalla mano di un fantasma, la quale percorre, defilata ai margini della strada, il breve tratto che divide la locanda Frack dalla Villa, giunta presso la quale improvvisamente sparisce.
Si dice che sia Efraim, che va ad assicurarsi che nessun danno derivi alla Villa a causa della tempesta. Sta sempre in guardia, pronto a proteggerla, come se da un momento all’altro il suo padrone dovesse farvi ritorno.


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9 Comments

  1. Commento by gabriele — 26 Luglio 2008 @ 12:40

    Aneddoti interessanti e sempre utili per una guida turistica come il sottoscritto. grazie

  2. Commento by gabriele — 26 Luglio 2008 @ 12:40

    Utili aneddoti per guide turistiche come il sottoscritto.
    gabriele

  3. Commento by Bartolomeo Di Monaco — 26 Luglio 2008 @ 13:02

    Grazie a te, Gabriele, e buon lavoro.

    Bart

  4. Commento by annapinelli — 30 Dicembre 2008 @ 11:24

    nn capisco come mai la villa PUCCINI di Chiatri nn sia mai stata valorizzata in questo centenario del 2008 eppure anche se la villa è in condizioni non tanto belle, ma il posto e bellissimo da brivido sopratutto i tramonti sono da sogno. IN tutto questa propaganda che anno fatto per l’anno 2008 la Villa Puccini a Chiatri nn è mai stata valorizzata meno che zero eppure ci ha composto anche delle opere PUCCINI, vorrei sapere uno a chi si deve rivolgere per avere delle informazioni riguardo a questa cosa è!!!!!!!!!!! Rimango in attesa di Vs. notizie grazie. Anna

  5. Commento by Bartolomeo Di Monaco — 3 Gennaio 2009 @ 23:53

    Mi è stato riferito che la Villa di Chiatri non apparterrebbe più alla famiglia Puccini.
    Comunque si potrebbero avere informazioni dalla erede di Puccini: Simonetta Puccini, il cui indirizzo dovrebbe trovarsi presso l’ufficio cultura del Comune di Lucca.

    Una esperta di Puccini, presidente dell’omonima Fondazione, è la Dott.ssa Biagi Ravenni.

  6. Commento by Luciano Tarabella — 6 Novembre 2010 @ 22:26

    Giacomo Puccini è uno dei miei miti. Mi sono arrampicato con lo scooter fino in cima alla collina di Chiatri dopo aver recitato una preghiera davanti alla statua della Madonna del Monte Quiesa a sconto dei miei peccati. Arrivato in cima alla collina ho trovato solo un signore che tagliava delle legna. Gli ho chiesto se sapeva indicarmi la villa del Maestro. Questo signore, con l’aria di uno che non sapeva nemmeno di cosa stessi parlando, mi ha risposto che lui era lì di passaggio. Sono risceso giù un po’ deluso ma riproverò la prossima estate. Non posso far mancare la “stazione”di Chiatri al mio pellegrinaggio pucciniano né quella di Mutigliano ( che non conoscevo) dopo aver abitato anni a Bagni Di Lucca e a Viareggio ed essere stato A Celle dei Puccini. Nessun dorma!!!

    Luciano Tarabella

  7. Commento by Bartolomeo Di Monaco — 6 Novembre 2010 @ 23:47

    Gentile Luciano, lei deve arrivare fino al piazzale della chiesa di Chiatri. da lì c’è una terrazza che ha veduta verso il mare. Sotto la terrazza declina la collina; ebbene la villa Puccini è quella tutta in mattoni rossi. Ora è di proprietà privata.

  8. Commento by MASSIMO — 3 Settembre 2013 @ 17:19

    LA VILLA E’  DI PROPRIETARI DIVERSI DALLA FAMIGLIA PUCCINI  DA ANNI. CONSIGLIO A TUTTI DI ANDARE NEL GIARDINO  (APERTO)  E DI GUARDARE IL PANORAMA STRAORDINARIO VERSO IL LAGO E IL MARE (ANDREBBERO RIMOSSI I TRALICCI ENEL)

  9. Commento by LucianoTarabella — 5 Settembre 2013 @ 10:05

    Grazie tante per l’informazione preziosa. Recentemente sono stato davanti alla Villa pucciniana di Viareggio al Marco Polo. Incuria totale. Avrei pianto dalla rabbia!!!

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