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Rivista d'arte Parliamone
La scampanata, il romanzo di Bartolomeo Di Monaco trasformato in testo teatrale, qui per chi volesse rappresentarlo.

LETTERATURA: Fantasmi

3 Febbraio 2011

di Antonio Squadrone
(La rivista dĂ  il benvenuto al nuovo collaboratore)

Il sole trafilava netto e obliquo dalla stretta apertura, portando con sé gli odori del parco, il canto degli uccelli, le risate dei bambini, i rumori della città.

Profumata, con minuti disegni tracciati a china attorno al nome di un uomo, piccoli fiori di loto, la busta si adagiò sul fondo della cassetta delle lettere, posandosi su un sottile mucchietto di posta.

Sogni, paure, speranze, preghiere… la cassetta accoglieva voci mute, intimi pensieri sussurrati a un pennino e affidati a fragili scrigni di carta, e li proteggeva. Ora aspettava un nuovo arrivo. Un’altra lettera? Magari ancora d’amore. O una cartolina o…  

D’improvviso gli uccelli smisero di cantare, i bambini si zittirono.  

La vita sospirò.  

Per un istante infinito, il suo tiepido alito rimase sospeso nell’aria, come una foglia che non sa d’esser morta e non vuol separarsi dal ramo.  

La vita tacque.  

Il cielo cambiò colore. Arse in un accecante fulgore metallico, mentre un mostruoso fallo di fuoco s’innalzava dalla terra eruttando ovunque il suo seme infernale.  

La vita urlò.  

Una lingua di fiamma penetrò nella cassetta e incenerì in un attimo i pensieri di ore. Il metallo antico colò su se stesso, tornando materia informe.

La cassetta si dissolse in un rovente sospiro.  

La turista era inebetita. Le sue dita stringevano ancora la busta all’altezza… della fessura.

In un incredibile, nitido istante, aveva visto:

un sole malato esplodere e divorare tutto cancellando forme, profili, luci ed ombre…

bambini, donne, uomini, case, alberi, dissolversi in un istante in un turbinio di gas bollenti…

il muro davanti a sĂ© diventare improvvisamente nero, profonde crepe aprirsi e propagarsi su di esso, scure schegge d’intonaco schizzare ovunque come pipistrelli impazziti…

la cassetta delle lettere sublimare, lasciando impressa sulla parete bruciata, una sagoma chiara a forma di losanga.  

Ora, sul lindo muro che aveva di fronte, non c’era niente. La cassetta nella quale stava per imbucare la posta era svanita.

Incredula la donna sbattĂ© gli occhi scuotendo la testa. Infine abbassò la mano che ancora teneva la busta, guardò il cielo sereno e sospirò. Stava invecchiando. Stava proprio invecchiando. Tutto intorno gli uccelli cantavano al sole, dando voce agli alberi del parco. I bambini giocavano rumorosi. La turista s’incamminò pensierosa, in un caldo agosto di un anno qualsiasi.

A Nagasaki. Tanto tempo dopo.


Letto 2018 volte.


2 Comments

  1. Pingback by Bartolomeo Di Monaco » LETTERATURA: Fantasmi — 4 Febbraio 2011 @ 09:54

    […] Per approfondire consulta la fonte: Bartolomeo Di Monaco » LETTERATURA: Fantasmi […]

  2. Commento by claudio grosset — 5 Febbraio 2011 @ 18:50

    Breve racconto enigmatico dal finale rivelatore. A mio vedere, una   prosa poetica delicata e raffinata, come ”…disegni …a china …(di) piccoli fiori di loto”. Trovo suggestiva la metafora effetto matrioska, per interderci, la “…cassetta delle lettere … accoglieva … la busta  â€¦(e) scrigni di carta …  intimi pensieri”. Il narrato è poi permeato, o coerente nel contesto specifico, da una visione filosofica orientale dove l’ineluttabile, il destino, è sempre vivo così come nel trascorso, nel presente e nel futuro dell’animo umano.

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