di Bartolomeo Di Monaco
Nel momento in cui ho deciso, compiuti gli 80 anni, di isolarmi nella mia “specola letteraria ai margini di Lucca”, come definì la mia casa il compianto grande studioso della letteratura italiana Giorgio Bárberi Squarotti (termina a breve le pubblicazioni anche la mia Rivista d’Arte Parliamone, nata il 22 agosto 2007: vedere qui), a quel numero ridottissimo di coloro che hanno nutrito e nutrono stima verso di me, voglio dire che sono felice di aver dato alla mia città di Lucca, tra i tanti libri che ho scritto, questi miei lavori:
-Le leggende d’autore (ossia create dalla mia fantasia: ben 50!) contenute in “Lucchesia bella e misteriosa”, tra le quali desidero segnalare “Le mura di Lucca”, “Il regalo dell’Angelo”, “La Piccola Strega”, “Parezzana e la Torre Sandonnini” e “La miracolosa fontana di Pelleria”;
– Le favole raccolte in questi libri: “Storie del piccolo Oro”, “In giro per Lucca con nonno Bart”, “Le favole di nonno Bart”, “Nonno Bart racconta”;
– la poesia “Lucca” e altre dedicate alla mia città tra le quali “Gli antichi cavalieri io vidi”, oltre ad alcune poesie d’amore come “Tu mi rimproveri”, “Mi giri attorno”, “Ho voglia di sorridere”, “Ho sempre pensato”;
– I romanzi “La scampanata e “Caro papà, Caro figlio”;
– I gialli “Le tre sorelle”, “Lo sconosciuto”, “Gigolò”, Giulia”, “L’usuraio”, degli 8 che ho scritti;
-I saggi “Leggiamo insieme gli Scrittori Lucchesi”; “Scrittori di guerra lucchesi”; “Enrico Bertozzi. Un grande da scoprire” e “Omaggio a Vincenzo Pardini. Tra racconti e romanzi”.
Inoltre, al fine di lasciare un segno di valore sociale e politico del mio tempo: il romanzo in 2 volumi “Cencio Ognissanti e la rivoluzione impossibile”, “La politica su Facebook” e, in 3 volumi, “Un anno vissuto politicamente”.
Vorrei tanto che il mio lavoro non fosse dimenticato.
Lucca, 22 luglio 2022