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LETTERATURA: Feltrinelli pubblica solo libri “perfetti”, parola di Giuseppe Catozzella

2 Marzo 2014

di Maria Antonietta Pinna (Mary Blindflowers)
(da qui)

In un’intervista di Morgan Palmas del 13 maggio 2010 per il blog Sul Romanzo, Giuseppe Catozzella, attualmente editor Feltrinelli, racconta come, dopo la laurea in filosofia, sia riuscito ad entrare nel mondo dell’editoria a soli 25 anni con il miracolo dell’invio di un curriculum a cui Mondadori avrebbe casualmente risposto:

“avevo 25 anni, terminato il servizio civile e il master – desideravo lavorare all’interno di una casa editrice, nella sezione editoriale. Ho inviato curricula a tutti gli editori d’Italia, e l’unico che mi ha risposto – con mia grande sorpresa – è stato Mondadori. Cercavano uno stagista per l’ufficio del marketing operativo, nella sezione dell’editoria scolastica. Ho fatto lo stage di 6 mesi e, alla fine, in quell’ufficio, mi hanno proposto un contratto di lavoro…”.

Da quel momento è iniziata una folgorante carriera editoriale. Trovare lavoro per lui è stato semplice come bere un bicchier d’acqua!

Incuriosita ho intervistato Catozzella sulle modalità di lavoro di un editor. In data 20 febbraio 2013 dichiara al blog Destrutturalismo e altro che “legge tutto, senza raccomandazione”.

Sono contenta, mando un mio testo con relativa scheda.
Mi garantisce che leggerà e che mi darà una risposta positiva o negativa.
Passa un anno. Nessuna risposta.
Lo ricontatto.
Dice che il romanzo non li convince, parla al plurale.
Gli chiedo una scheda di lettura, insomma, se non è come gli altri editor, ma legge tutti, mi potrebbe anche dire quali parti del testo non li convincono.
Risposte generiche e filosofiche sulla perfezione, sul fatto che ha bisogno di tempo per dirmi… che sono cose “interne”, all’autore non si dicono, “altrimenti non si lavora più”.

Risposte vaghe e senza senso. Insomma bisogna credere che il lavoro sia stato letto, senza prove. San Tommaso non ha nessun diritto.
Una risposta dell’editor in particolare mi ha colpito:

“Un libro, per essere pubblicato da Feltrinelli dev’essere perfetto, perché noi pubblichiamo solo “libri perfetti”.

Comincio a pensare. Caspita, dev’essermi sfuggito qualcosa. Niente niente i grandi gruppi editoriali non fanno che sfornare capolavori e io me li sono persi tutti? Che sbadata!

La domanda a questo punto sorge spontanea, se il sillogismo non è un’opinione, ma una realtà filosofico matematica: i libri di Moccia, Ho voglia di te, Tre metri sopra il cielo, Amore 14, pubblicati proprio da Feltrinelli, sarebbero capolavori, libri perfetti? I posteri rimarranno estasiati di fronte a tanta grandezza, di fronte a queste pietre miliari della letteratura italiana per cui ci distinguiamo nel mondo.
Siamo davvero sicuri che si tratti di libri? Io per esempio li tengo in bagno, caso mai mancasse la carta. In questo senso sì sono perfetti.
Ed è proprio vero che dopo la laurea, mandando un curriculum, senza conoscere anima viva, in Italia si trova subito lavoro e addirittura si diventa redattori e poi editor di grandi colossi editoriali?
E’ davvero così semplice? E i disoccupati laureati allora? Sono un’invenzione dei media.
Oppure c’è qualcosa che non quadra in tutto questo? Qualcosa che non si dice nel Paese delle mezze verità. Dubbi…
Mi sa che il pasticcio si è tutto bruciato nel forno delle evidenze impossibili e chi vuol intendere intenda.
Forse Catozzella potrebbe continuare la sua carriera come scrittore di favole. Agli italiani piacciono molto e anche quelli che non credono, alla fine, fanno finta di crederci, per convenzione, per interesse, per piaggeria, nella speranza di poter salire un giorno in quel cielo riservato a pochi eletti, anzi, per essere precisi, tre metri sopra quel cielo.


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Bart