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LETTERATURA: I MAESTRI: I giocolieri della penna- Georges Perec

18 Febbraio 2014

di Lorenzo Bocchi
[dal ‚ÄúCorriere della Sera‚ÄĚ, domenica 12 ottobre 1969]

Parigi, ottobre.

Le case editrici francesi rice ¬≠vono ogni anno tra i mille e i tremila manoscritti di narrati ¬≠va. Per posta. Da sconosciuti. Jean Paulhan aveva calcolato un giorno che un francese su duecentocinquanta scrive ro ¬≠manzi. Un vero incubo, che pu√≤ anche spiegare come certi scrit ¬≠tori siano ora portati a fare della riflessione critica sulla propria arte il tema essenziale, se non unico, dei loro romanzi. E’ un fenomeno che pu√≤ giu ¬≠stificare a priori l’ultima fatica di Georges Perec.

E’ questo un giovane sociolo ¬≠go (√® nato nel 1936) dipendente dal Centro nazionale della ri ¬≠cerca scientifica. Come scritto ¬≠re √® difficilmente classificabile. Un franco tiratore. Si √® impo ¬≠sto all’attenzione della critica e del pubblico con il primo ro ¬≠manzo, ¬ę Les choses ¬Ľ, premio Renaudot per il ’65. Ricercato ¬≠re per natura e per professione, egli aveva tentato con quel ro ¬≠manzo un curioso esperimento: scrivere una nuova versione dell’¬ę Educazione sentimentale ¬Ľ conservando il ritmo e lo stam ¬≠po dell’opera di Flaubert ma sostituendo la pressione socio ¬≠logica esercitata dall’epoca sui personaggi con il condiziona ¬≠mento di questi da parte della nostra societ√† dei consumi.

Con il successivo ¬ę Un homme qui dort ¬Ľ Perec aveva de ¬≠scritto minuziosamente tutti i modi per fuggire la storia, abo ¬≠lire lo spazio, uccidere il tem ¬≠po e distruggere se stessi. Ora con ¬ę La disparition ¬Ľ √® riusci ¬≠to a scrivere un romanzo di ol ¬≠tre trecento pagine senza mai utilizzare la vocale ¬ę e ¬Ľ, la let ¬≠tera statisticamente pi√Ļ fre ¬≠quente nei testi di lingua fran ¬≠cese. Un’impresa titanica quan ¬≠to gratuita. Il lettore √® irresi ¬≠stibilmente portato alla caccia di una ¬ę e ¬Ľ sfuggita alla penna dello scrittore o per lo meno delle pi√Ļ imprevedibili acroba ¬≠zie. Pensate un po’: non usare mai la congiunzione et, l’arti ¬≠colo le, le voci del verbo √©tre. Una scommessa pazza, una scommessa vinta.

I critici conservatori consi ¬≠derano impotenti i nuovi scrit ¬≠tori? Parlano di ¬ę crisi di crea ¬≠zione ¬Ľ? Chiedono a gran vo ¬≠ce fatti e vicende? Perec li ac ¬≠contenta. La ¬ę storia ¬Ľ da lui narrata, melodrammatica e pi ¬≠caresca, fa pensare addirittura ad uno dei romanzi a puntate del tempo di Fantomas. Anton Voyl scompare lasciando dietro di s√© alcuni misteriosi messag ¬≠gi. La polizia indaga ma non pu√≤ impedire una seconda scom ¬≠parsa altrettanto inspiegabile, quella di un avvocato maroc ¬≠chino. Gli amici degli scompar ¬≠si si riuniscono in una villa per cercar di capire quanto √® accaduto riunendo innumerevoli quanto frammentarie infor ¬≠mazioni e rievocando vecchi ri ¬≠cordi, con il solo risultato di entrare in una sempre pi√Ļ grande angoscia. Non si √® vo ¬≠latilizzata soltanto la ¬ę e ¬Ľ. Con i due personaggi √® scomparso anche un capitolo, il quinto. Il narratore riesce persino a scri ¬≠vere un testo abbastanza chia ¬≠ro dal quale ha bandito una seconda vocale, la ¬ę a ¬Ľ.

Non si tratta di un puro gio ¬≠co. Perec non si accontenta di incuriosire, di divertire, di scon ¬≠certare il lettore. Rimette in gioco tutte le idee ricevute in materia di romanzo. ¬ę Un libro eccitante, per lo spirito √Ę‚ÄĒ ha scritto Etienne Lalou √Ę‚ÄĒ il cui interesse teorico resta molto superiore all’interesse pratico. Un libro che apre delle prospet ¬≠tive ma che non conduce in alcuna direzione. La nostra epo ¬≠ca ambigua e transitoria ha ra ¬≠ramente prodotto un romanzo che le assomiglia tanto ¬Ľ.

Roland Topor, passando dalla caricatura alla letteratura, ha risolto il problema del rinno ¬≠vamento della narrativa in un modo pi√Ļ semplice e pi√Ļ spe ¬≠dito. Il testo del suo romanzo ¬ę Erika ¬Ľ √® suddiviso su cento ¬≠sessanta pagine, una sola pa ¬≠rola per ciascuna di esse. L’au ¬≠tore ha spiegato: ¬ę Gi√† da tem ¬≠po mi ero abituato a sopprime ¬≠re le parole inutili nelle opere pi√Ļ conosciute, a cominciare dal Discorso del metodo di Descartes. Quando ho comin ¬≠ciato la redazione di ‘Erika’ ho eliminato tutte le parole che ritenevo superflue. A forza di limare come faceva Ovidio ho finito per salvarne soltanto una per pagina… ¬Ľ. Un esempio di questa letteratura ¬ę rara ¬Ľ (e per di pi√Ļ erotica, per seguire la moda attuale): pagina 20 ¬ę Saliva ¬Ľ, pagina 21 ¬ę Portaci ¬≠pria ¬Ľ, pagina 22 ¬ę Teso ¬Ľ, pagi ¬≠na 23 ¬ę Rossetto ¬Ľ, pagina 24 ¬ę Ya ¬Ľ. Il volume costa ugual ¬≠mente 15 franchi (1.650 lire).

Il suo editore, Christian Bourgois, ha precisato che il nume ¬≠ro delle parole non incide sul costo di fabbricazione. Anzi questa √® resa pi√Ļ delicata dalla necessit√† di una perfetta inqua ¬≠dratura della parola al centro della pagina.

Jacques Perry (pure lui vin ¬≠citore del premio Renaudot, nel 1952, con ¬ę L’amour de rien ¬Ľ, ha invece deciso di scrivere un libro in collaborazione con tut ¬≠ti gli abitanti di una strada parigina. Ne ha scelto una cor ¬≠ta, per evidenti ragioni: la rue Dragon, a Saint Germain-des-Pr√®s, che conta soltanto qua ¬≠rantaquattro numeri. Ha scrit ¬≠to una lettera a ciascuno dei capi-famiglia abitanti in tale strada per esporre loro il pro ¬≠getto e sollecitarne l’adesione attiva. ¬ę Una strada come la vostra √® un universo √Ę‚ÄĒ si leg ¬≠ge nella circolare √Ę‚ÄĒ. Su una lunghezza di poco pi√Ļ di cento metri vivono le une accanto e sopra le altre, spesso ignoran ¬≠dosi, centinaia di persone. Vi fanno capo pi√Ļ di trecento li ¬≠nee telefoniche. Vi sono rap ¬≠presentate le professioni e le categorie umane pi√Ļ diverse. La mia intenzione √® di dire tutto. So che la vostra strada si chiamava un tempo rue du Sepulcre (a causa dell’Ordine del Santo Sepolcro, rassicurate ¬≠vi) e che vi abitarono uomini illustri come Bernard Palissy, Monge, Victor Hugo, Jacques Copeau, Roger Martin du Gard, che ancor oggi vi abita Henri Massis, dell’Accademia di Fran ¬≠cia. Ma siete voi ad interessar ¬≠mi di pi√Ļ. Io vorrei che la vita, il carattere, i pensieri, i gusti di tutti fossero fedelmente ri ¬≠flessi dal mio libro e che leg ¬≠gendo Rue du Dragon gli uo ¬≠mini del mondo intero sapes ¬≠sero come si vive, si pensa, si ama a Parigi ¬Ľ. Seguiva un questionario meticoloso, con domande anche per i bambini, a volte degno del rapporto Kinsey (domanda n. 13: ¬ę La vo ¬≠stra vita sessuale? ¬Ľ) o dell’isti ¬≠tuto Nazionale di Statistica (domanda n. 22: ¬ę Avete un’au ¬≠tomobile? Dove la lasciate? ¬Ľ, domanda n. 26: ¬ę Dormite sul versante della strada o su quel ¬≠lo del cortile? ¬Ľ). Jacques Perry spera di ricevere molte rispo ¬≠ste, alle quali garantisce natu ¬≠ralmente l’anonimato. Poi, se necessario, andr√† a suonare il campanello alle porte dei recalcitranti.


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A chi dovesse inviarmi propri libri, non ne assicuro la lettura e la recensione, anche per mancanza di tempo. Così pure vi prego di non invitarmi a convegni o presentazioni di libri. Ho problemi di sordità. Chiedo scusa.
Bart